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Cisti dermoidi e gravidanza. La mia testimonianza

di Sveva Galassi - 27.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Cisti dermoidi e gravidanza: vi racconto la mia esperienza. Per fortuna il mio bimbo è cresciuto bene. Ad oggi lui è la nostra vita, il nostro tutto. Il mio grazie va a quel meraviglioso dottore che mi ha operato e ci ha salvato.

Ho 22 anni e sono rimasta incinta dopo cinque mesi di matrimonio. Ero felicissima e con me tutta la mia famiglia. Desideravo tanto un maschio e dentro di me ero convinta che sarebbe stato maschietto. Alla mia prima ecografia il medico mi ha chiesto se avevo fatto la cura per restare incinta.

Io ho risposto di no, perché ero appena sposata e soprattutto giovanissima. Mi ha guardato e mi ha detto che avevo un bel problema, due cisti di dubbia natura, e che ci dovevamo rivedere fra venti giorni. Ho passato questi giorni con un'insolita inquietudine, è arrivato il giorno del controllo.

Mi hanno accompagnato mia madre e mia zia, sono entrata da sola, loro mi hanno aspettato fuori. Il medico mi ha fatto accomodare sul lettino, mi ha fatto un'accurata ecografia che è durata un'eternità. Appena terminato mi ha detto di rivestirmi e di fare entrare mia madre. Mi sono stupita un po', ma sono uscita e ho chiamato mia madre.

Ci siamo accomodate nel suo studio, lui ci ha guardato e non aveva il coraggio di parlare. Ci ha fatto coraggio e ci ha detto che assolutamente dovevo essere vista da un ginecologo specializzato in gravidanze estremamente a rischio. Ci ha detto che avevo due cisti chiamate "dermoidi teratoma congenito" a entrambe le ovaie. Dovevo assolutamente fare una visita con il ginecologo esperto per vedere il da farsi.

Il medico mi ha dunque indicato il suo professore universitario, un dottore di una bravura unica. Ha prenotato lui stesso la visita e così siamo andati io, mio marito e la mia famiglia. Il professore mi ha visitato e ci ha detto che dovevo essere operata assolutamente entro la 19esima settimana né prima né dopo e che assolutamente non si spiegava come fossi rimasta incinta.

Cisti dermoidi e gravidanza. La mia testimonianza

Ho passato due mesi che sono stati i più brutti della mia vita. Ma oltre al pensiero e alla paura che il teratoma potesse essere maligno, ho dovuto pensare al bimbo che era dentro di me. Per lui ho dovuto farcela. È arrivato il giorno dell'intervento programmato a Roma, quasi duecento chilometri lontano da casa mia.

Mio marito e mia madre sono venuti con me, io ho vissuto quei giorni con la paura di non farcela. Il mio bimbo aveva bisogno di me e io di lui. Sì, perché il giorno prima dell'intervento il medico ecografista mi aveva confermato che era un maschio, il mio bimbo, la mia vita.

Il giorno dopo sono entrata in sala operatoria: ho svolto un'operazione lunga e tosta, mi sono svegliata dopo cinque o sei ore. Il mio primo pensiero è stato rivolto al mio bimbo. I medici mi hanno risposto che era andato tutto bene. I teratomi sono benigni e mi dicono anche che se tutto fosse andato bene sarei potuta presto tornare a casa e finalmente vivere il mio bimbo felicemente.

Dopo dieci giorni sono tornata a casa con il mio bimbo, il mio miracolo, il mio Francesco, oggi un meraviglioso ragazzo di 24 anni. Lui è la nostra vita, il nostro tutto. Il mio grazie va a quel meraviglioso dottore che mi ha operato e ci ha salvato.

di una mamma 

 
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