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Violenza virale

di mammenellarete - 09.04.2008 - Scrivici

Era il lontano 1987 e i bimbi di otto anni come me rimanevano affascinati e spaventati da una Detroit surreale in un futuro lontano (da noi bimbi) dove la violenza era diventata un grande ostacolo e la città invivibile. Eravamo davanti allo schermo della tv a guardare Robocop, il superpoliziotto che da solo avrebbe risollevato le sorti della città e fermato la violenza. E ci ritroviamo a vent'anni dopo con la paura di dover ammettere che quelle fantasie visive rischiano di essere considerate premonizioni.

Violenza virale. Sembra si sia scatenato un meccanismo di contagio; tutti uccidono tutti?Madri che uccidono figli, vicini che sgozzano altri vicini...Poi spesso nella realtà irreale dei media, gli assassini diventano scrittori di best seller. Girano in auto lussuose e sprecano fiumi di inchiostro (e di fondotinta) a parlare di "quanto è stato difficile superare i fantasmi del proprio inconscio".
Non ci sono palazzi distrutti e fumo nero nell'atmosfera (almeno nell'occidente "bene" nel quale viviamo) ma c'è tanta violenza, tanto menefreghismo e il culto di un dio denaro che riscuote sempre più consensi.
Banale, rischioso e qualunquista questo post. Rischia di cadere nei facili luoghi comuni alla "sono sempre i migliori quelli che se ne vanno" e "si stava meglio quando si stava peggio"...
Ma voi come la vedete? E i vostri figli? Avranno bisogno di robocop?

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