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Una sensazione di irrealtà mi tormenta

di mammenellarete - 03.10.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
"Una sensazione di irrealtà mi tormenta" sono le parole di mamma Stefania che ci racconta la sua esperienza di dolore per la perdita del suo Julian

In questo articolo

Una sensazione di irrealtà mi tormenta

Sono mamma di un bambino meraviglioso di 9 anni e di Julian.

Il mio Julian nato con IVG a 22 settimane. Un bimbo amato forse alla follia vera.

A febbraio 2023 ho una biochimica e un mese dopo, subito un nuovo test positivo. Questa volta le beta crescono bene, la nausea e il vomito sono forti, certi giorni invalidanti. La prima eco a 6 settimane è perfetta ma il giorno dopo iniziano le minacce di aborto....lo sconforto è tanto, la mia mente inizia ad incrinarsi ma superiamo tutto con successo.

Più o meno con successo, a 7 settimane si ingrossa prepotentemente il mio setto uterino ritenuto innocuo, il feto era posizionato sotto di esso, il cuore batteva debolmente e il rischio di fermarsi era alto....altri dieci giorni di ansia e sconforto ...ma niente, lui è tosto e una settimana dopo vediamo che la crescita è ottima, è uscito dalla sofferenza e va alla grande.

Prossima tappa la Traslucenza.

Il tempo non passava mai ed io non ero felice, qualcosa nel cuore mi diceva che il mio bambino aveva qualcosa che non andava, ma mai avrei potuto immaginare l'incubo terribile a cui saremmo andati incontro.

La Traslucenza...non più un qualcosa di indefinito, ma un profilo bellissimo, manine, piedini.....un maschietto....e una palla sul suo addome, evidente definita.

Onfalocele, erniazione di stomaco intestino e fegato. Abbiamo, quella sera, scoppiato un palloncino pieno di coriandoli azzurri, mio figlio impazziva di gioia, noi di dolore. È operabile, se non ci sono malattie correlate ci sono buone speranze di farcela.

Catapultati in ospedale facciamo la villocentesi e per tre settimane abbiamo atteso un risultato a settimana: ogni telefonata era un tuffo nell'anima...

Negativo, negativo, negativo.

JULIAN non aveva altre patologie, niente di cromosomico che potesse interferire e aggravare il suo problema, scartiamo l'opzione aborto. Ce la faremo ci dicevamo, ce l'ha fatta fino ad ora, vuole vivere.

È vero Julian voleva vivere, io sempre giù di morale ma lui scalciava, da mattina a sera e ogni settimana c'era un problema che poi veniva superato: il cuore, un sospetto citomegalovirus...poi tutto rientrava. Ma mentre tutto rientrava, l'onfalocele cresceva, cresceva troppo, non doveva crescere così tanto, così presto.

Cerchiamo mentalmente di proiettarci al momento della nascita, ai mesi che avremmo dovuto passare in ospedale, non potevo scegliere dei body, nè delle tutine....era triste ma non importava, importava mettercela tutta per vederlo crescere.

Ho conosciuto tante mamme con bambini con lo stesso problema, che ora stanno bene, perché Julian non doveva farcela?

Fino a quelle eco a ridosso delle 22 settimane, fino a quel riversamento di liquido all'interno dell'onfalocele che diventa troppo prepotente, fino a che cambia colore....infezione intorno all''intestino, organi tirati...

Il quadro cambia, non si parla più di operare ma di accompagnare, accompagnare alla fine , morte in utero nella migliore delle ipotesi, attaccato ad una macchina con possibilità di vita bassissime se mai fosse riuscito ad arrivare a termine...

Pochi giorni per decidere, pochissimi. Tre, quattro, poi non sarebbe più stato possibile.

Due genitori distrutti dal dolore, decidiamo che preferiamo distruggerci che vederlo soffrire.

In pochi giorni la vita si ferma, cambia colore, aspetto, direzione. Le lacrime di mio figlio attaccato al pancione, una pancia grande, grande come era quando aspettavo lui nove anni prima.

02 Agosto 2023, la disperazione più totale

Il ricovero, l'induzione, i suoi calci definiti, l'ultima canzone ascoltata insieme. La disperazione più totale, le sue mani, i suoi piedi, il suo viso.....Lo abbiamo riportato a casa, fatto una cerimonia per salutarlo...E da quel giorno la discesa verso l'irrealtà.

Come temevo, avendone sofferto in passato in maniera seria, sono tornati attacchi di panico, senso di irrealtà quasi fisso tutto il giorno, ansia destabilizzante.

Ogni giorno cerco di sopravvivere, di aiutare mio figlio a riprendere una vita normale.....l'ansia ha preso il posto del dolore , o è lei stessa il mio dolore, non mi riconosco più.

I terapisti dicono che devo viverlo così a fondo questo dolore per poter poi trovare un po' di pace....Ma le emozioni sono troppo forti, oltre al fatto che c'è un bambino di nove anni che in tutto questo ha bisogno della sua serenità, e allora ti senti di mancare qualcosa... niente assomiglia minimamente alla vita di prima.

Un tunnel senza via di uscita. Oltre agli attacchi di panico la cosa orribile è la sensazione di irrealtà che mi tormenta.

Sarebbe utile ascoltare altre esperienze di chi sta affrontando o ha affrontato il lutto in queste modalità.

Questa storia ci è stata raccontata da mamma Stefania

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