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Una scelta difficile e dolorosa, l'interruzione di una gravidanza

di mammenellarete - 15.01.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Una scelta difficile e dolorosa, l'interruzione di una gravidanza. E' la storia che ci racconta mamma Nancy

In questo articolo

Una scelta difficile e dolorosa, l'interruzione di una gravidanza

Alla fine del 2019, dopo una gravidanza andata male, scopro dopo poco di essere di nuovo incinta…
Avevo tantissima paura dopo l'esperienza avuta poco prima ma decido di affrontare tutto nel modo più sereno possibile.
Le prime ecografie vanno bene, quindi mi sento serena. I tre mesi si avvicinavano e potevo essere forse fuori pericolo.

Mi presento in ospedale per il test combinato, una ginecologa carinissima mi visita mi fa vedere che quel fagiolino sguazza allegramente nella mia pancia… ma mi dice che probabilmente è stata sbagliata la data e che era ancora troppo piccolino per prendere le giuste misure e di ritornare la settimana successiva.

Sempre super tranquilla mi ripresento la settimana successiva accompagnata da un'amica infermiera.
Entro. La ginecologa (molto professionale ma poco empatica e di poco tatto) comincia a visitarmi… silenzio…silenzio…silenzio…

"Ehmmm qui signora c'è una forte malformazione cerebrale, una trisomia 18, veda lei se vuole fare la villocentesi sempre se riesce a farla perché ha la placenta posteriore e poi decide " punto!

Io, immobile nel lettino, in un attimo ho pensato "Noooo non sta parlando con me… ma che dice questa?"
Impietrita non riuscivo a muovermi, le dico che non ho capito e, usando sempre termini a me fino a quel momento sconosciuti, mi ripete la stessa cosa.

Non avevo assolutamente capito NIENTE di ciò che mi aveva detto e cosa avrei dovuto fare, NIENTE!

Lei comincia a scrivere, scrivere, scrivere, nel frattempo per me la stanza era diventa grigia fredda… la mia testa era in completa confusione…noooo!! Di nuovo, no.

Esco e trovo la mia amica ad aspettarmi in sala d'attesa con un sorriso a 32 denti anche lei in attesa di belle notizie!
Non ho avuto il coraggio di parlare, l'ho solo guarda ho scosso la testa e lei ha capito tutto.

Un pugno al cuore

Tra le lacrime decidiamo di sentire la mia ginecologa di fiducia che mi da un appuntamento il giorno dopo.
Mi rifà un'eco e anche lei riscontra la stessa cosa.. mi fa sedere e con dei libri medici mi spiega cosa aveva quel fagiolino "incompatibile con la vita"

Mi dice che posso scegliere di portare avanti la gravidanza se avessi voluto, ma ci sarebbero stati dei rischi…
Forse non sarei arrivata al 6 mese, forse sarei arrivata a fine gravidanza e sarebbe morto dopo il parto, forse sarebbe morto dopo un mese…..
Sono uscita da quella stanza sfinita, impaurita, arrabbiata, triste. Un mix di tutto!
Ma mi aveva chiarito le idee.

Per prassi faccio la villocentesi e anche in quella occasione mi confermano la cosa, mi spiegano cosa sarebbe successo.
Opzione 1: aspettare l'esito della villo, 15/20 giorni, vedere effettivamente quale sia il problema e poi scegliere.
Opzione 2: interrompere la gravidanza prima di avere la conferma al 100%.
L'opzione 1 prevedeva che per legge avendo superato le settimane per poter fare un raschiamento avrei dovuto PARTORIRE con induzione e annesse contrazioni.
L'opzione 2 mi permetteva di fare un raschiamento al limite dei tempi previsti dalla legge (12+6) essendo io a 12+3.

Nelle mie lacrime c'era la liberazione, ma anche il dolore

Appena arrivata a casa volevo solo cancellare tutto, sentivo dentro di me qualcosa che non volevo, qualcosa che avevo paura di amare sapendo già di doverlo lasciare andare, non lo sentivo parte di me…

Sì, mi sono sentita anche una brutta persona, senza cuore, ma è giusto anche riconoscere i propri limiti senza vergognarsene.
La mia più grande paura era dover partorire un bambino morto…

Partorire è AMORE, è EMOZIONE positiva, è GIOIA, non può essere tristezza e sofferenza, NO non lo accettavo!
Il mio compagno con un cenno e un sorriso mi ha fatto uscire da quella tristezza che mi stava travolgendo…

Dopo avergli raccontato tutto ciò che avevo in testa mi dice "Fai quello che pensi sia giusto e che ti fa stare bene"
Chiamo immediatamente in reparto dicendo che non avrei atteso la risposta ma volevo interrompere la gravidanza subito!

In questi giorni così intensi e pieni di pensieri di ogni tipo ho raccontato alle persone a me più vicine quello che stava succedendo e quale sarebbe stata la mia scelta… dico raccontato e non chiesto consiglio perché non avevo bisogno di consigli…

In quel momento solo io ed il mio compagno dovevamo decidere cosa fare….


Noi lo sapevamo già purtroppo o per fortuna, ma anche se non avevo chiesto consigli sicuramente ingenuamente un'amica (che non ha ancora avuto bimbi) mi dice…
"Tranquilla guarda che io ho un parente che ha la sindrome di Down non è così "difficile" come pensi…."

Probabilmente le parole precise non sono state queste, non ho ascoltato bene ciò che mi stava dicendo perché gli ho subito detto
"no mi dispiace ma non lo puoi capire, intanto la sindrome di Down è un'altra cosa … non lo puoi capire finché non sei tu a dover scegliere se vivere una vita di molti più sacrifici… e di scegliere di far vivere una vita "complicata, difficile" a qualcuno…"

Forse per qualcuno è un dono….io non la penso così… cosa ci devo fare? Sentirmi in colpa?? Fortunatamente siamo tutti diversi…
Io so i miei limiti e non posso e non devo cambiare me stessa per paura del giudizio delle altre persone!

Il giorno successivo incontro la ginecologa che mi spiega come proseguire, avevo 2 giorni di tempo per poter fare il raschiamento altrimenti avrei sforato con i tempi previsti, ma essendo un weekend non c'era il medico competente presente in ospedale, quindi mi rilasciano una carta con su scritto che avrei voluto spontaneamente interrompere la gravidanza e di presentarmi in un pronto soccorso dove avrei trovato il dottore.

La mattina successiva mi faccio accompagnare dal mio compagno prima di andare a lavoro…

Ah dimenticavo, era il 2020 e tutti noi siamo stati travolti dal Covid e dalle restrizioni, quindi nessuno poteva accompagnarti o essere con te. Ho fatto tutto sola…

Presento questa carta, seguo tutto ciò che mi dicono di fare… domande su domande tampone, sala di attesa … tocca a me… mi portano in sala operatoria mi addormentano e dopo circa mezz'ora mi risveglio, apro gli occhi, ho tanto freddo, sono assonnata.

Mi si avvicina un operatore che anche lui giustamente mi riempie di domande per sapere il perché della mia scelta, se la gravidanza fosse stata cercata, se ne avrò altre ecc ecc…

Ho pianto….provavo dolore per aver di nuovo dovuto affrontare una perdita e per aver lasciato andare un fagiolino che, nonostante tutto, era comunque vita!

Uscita in day ospital il mio compagno arriva con la mia pizza preferita, mangiamo quella buonissima pizza in macchina raccontandoci le nostre emozioni tra sorrisi sforzati e lacrime.

Ho deciso per me, per il mio compagno, per la mia famiglia che non mi sarei abbattuta… è successo, è passato e ora dovevo vivere il presente.

Ne ho sempre parlato non mi sono mai vergognata delle scelte che ho fatto, perché vorrei essere rispettata come io rispetto chi sceglie diversamente da me!

Ora, a distanza di quasi 4 anni da quell'esperienza ho 2 piccoli cuori. Tommaso di quasi 2 anni e Alice di quasi 2 mesi
Mi guardo indietro sempre, perché certe cose non si scordano maiimpari solo a conviverci, e io ho sempre cercato di farlo con il sorriso!

Questa storia ci è stata raccontata da mamma Nancy

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