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Terzo trasloco in quattro anni. Sarà un trauma per i miei figli?

di Valeria Camia - 20.09.2017 - Scrivici

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Fonte: Ipa
Da un paesino svizzero isolato e poco aperto agli stranieri ci siamo trasferiti alle porte di Zurigo, ma anche lì l'integrazione non è stata il massimo. Così quando si è presentata l'opportunità di andare in Ticino, l'abbiamo colta al volo. Sono però tre traslochi in quattro anni. Troppi per i miei figli? Può essere davvero un trauma per loro? Quello che noi genitori stiamo cercando di fare è trovare il posto migliore dove possano crescere. 

Quando è nato il mio primogenito, quattro anni fa, vivevamo nella cittadina svizzera di San Gallo, che già il nome è una sorta di programma.

San Gallo ha un Duomo molto bello e soprattutto una biblioteca che è patrimonio UNESCO; ma è geograficamente collocato a fianco del cantone di Appenzello Interno, dove le donne hanno acquisito diritto di voto solo nel 1990, e il distretto di Rheintal, isolato e poco aperto agli stranieri. A San Gallo quindi il clima non mite ben si addice al carattere di molti san gallesi, chiusi e un po’ diffidenti. Nella cittadina di San Gallo ci abbiamo abitato fino a che la carriera universitaria e il lavoro ci hanno soffiato a favore.

Poi ci siamo trasferiti alle porte di Zurigo. Mio figlio aveva quasi due anni, il secondo genito stava per nascere. Ci aspettavamo di trovare chissà cosa, chissà quale mondanità, un sacco di nuovi stimoli, eventi, vita sociale rinnovata e attiva. Siamo rimasti un po’ delusi. Un po’ per colpa nostra, che abbiamo lasciato che la pigrizia e la stanchezza dell’essere genitori e adulti in carriera prevalesse su ogni buona intenzione di uscire e conoscere altre famiglie.

Un po’ perché, parlando poco lo schwitzer dutch (ovvero il dialetto svizzero tedesco), ci siamo involontariamente trovati ad uscire con la comunità degli expat, senza essere in grado di integrarci nella comunità ‘locale’.

Poi, un po’ a credito di tutti coloro che in Svizzera faticano a farsi degli amici svizzeri, magari si può ricordare che, ad esempio, anche sul lago di Zurigo molti bar e posti di ritrovo sono chiusi la domenica, che viene pensata come giornata per stare in famiglia, andare a trovare parenti, fare scampagnate in campagna con gli amici d’infanzia.

Quando si è presentata un’opportunità di andare in Ticino, un luogo che, dal punto di vista linguistico, ci sembrava avrebbe reso l’integrazione più facile, l’abbiamo presa.

Abbiamo fatto le valigie. Di nuovo. Per la terza volta in quattro anni.

È troppo presto per sapere se il Ticino sia stata la scelta giusta, soprattutto dal punto di vista dell’integrazione.

Sapevo che ogni trasloco suscita paure nei bambini; le suscita negli adulti, eccome se lo fa anche nei bambini! Poi qualche sera fa ho scoperto che può provocare addirittura veri traumi.

Un po’ casualmente, mi sono imbattuta in una ricerca pubblicata nel 2016 su American Journal of Preventive Medicine. Senza entrare nei dettagli metodologici sono stati analizzati i movimenti spazio-geografici (come i traslochi) di ogni persona nata tra il 1971 e 1997 in Danimarca e le loro conseguenze sulla vita adulta dei soggetti studiati. Muoversi durante l’infanzia è stato legato ad una maggiore incidenza di tentativi di suicidio, atti di criminalità, disturbi psichiatrici, uso di droghe in età adulta.

Dopo aver letto questo articolo, la mia self-estime è un po’ provata. Con l’intento di proteggerli, di portarli ogni volta in un ambiente che io ritenevo più aperto e tollerante di quello lasciato, ho forse ‘traumatizzato a vita’ i miei bimbi?

Che ne è dell’amore che un genitore cerca di trasmettere ai propri figli, ovunque, facendoli sentire ogni volta, in ogni casa e scuola che sia, protetti, amati, apprezzati?

Poi comunque, per esperienza personale nel campo, mi sono poi ricordata bene di come i dati possano essere presentati in modi diversi, senza creare falsità ma per presentare la verità sotto la luce che più conviene. Per esempio ho anche letto che prendere un cane o un gatto al figlio può aiutare il trauma da trasloco. A me, personalmente, questa ricerca piace molto!!

di Valeria Camia

Sull'autrice
Mamma di due bimbi, con un marito sempre in viaggio per lavoro, scrive delle sue avventure e disavventure giornaliere in Svizzera
http://mammaimpara.blogspot.ch

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