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Un parto indotto doloroso e in solitudine. Quando ho visto mia figlia la sofferenza è svanita

di mammenellarete - 16.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ho 24 anni e ho partorito a maggio 2020 la mia piccola Gioia. L'esperienza è stata difficile: sono stata in ospedale da sola, a causa del Covid, e mi hanno fatto l'induzione. E' stato molto doloroso e la dilatazione è stata lenta. Ma mi è bastato averla tra le braccia e guardare lei e i suoi occhioni per farmi dimenticare tutta la sofferenza.  
Il 18 Maggio è nata la mia piccolina. Per me è stato davvero un patto difficile indotto perché ero già al termine della settimana ostetrica. Ho 24 anni e non sapevo cosa fossero quei dolori, finché non è toccato proprio a me.
 
Sono stata sola in ospedale: a causa del Covid non poteva entrare nessuno, per stringermi solo una mano. Mi hanno fatto l'induzione intorno alle 9 del mattino e la mia Gioia è nata alle 22:04.
 
Sembrava tutto interminabile, sentivo la mia famiglia e il mio compagno tramite chiamata quelle poche volte che riuscivo ad avere la forza di rispondere o di parlare. E' stato molto doloroso e la dilatazione è stata lenta. Le acque non si rompevano, avevo perso tutte le speranze.

Un parto indotto doloroso e in solitudine. Quando ho visto mia figlia la sofferenza è svanita

Ho pianto, pianto e pianto. Mi sentivo sola, non sapevo più come poter resistere, tra una contrazione e l'altra mi addormentavo, fin quando alle 21:50 mi hanno portato in sala parto perché ero pronta.

Alle 22:04 è nata. Mi è bastato averla tra le braccia e guardare lei e i suoi occhioni per farmi dimenticare tutta la sofferenza. È la cosa più bella che Dio poteva donarmi, la mia grande Gioia. 

di Gio'

(storia arrivata come messaggio sulla nostra email di redazione)

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