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La gioia dopo la tempesta. La nascita del mio bimbo arcobaleno

di mammenellarete - 17.06.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Ho avuto vari aborti mentre cercavo il terzo figlio. Il mio ginecologo mi ha dato tanta forza, mi ha convinto a darmi un'altra occasione... e così è stato. Nel mese di aprile 2021 si è verificata la nascita del mio bimbo arcobaleno: dopo la tempesta è arrivato Cesare.

Ho 3 bimbi, il primo ha 11 anni, il secondo 6 e il terzo ha compiuto un anno da un mese o poco più. Io e mio marito siamo due figli unici e l'idea di avere una famiglia numerosa è sempre stato un nostro desiderio già dall'inizio della nostra storia. Nasce Tommaso nel Marzo 2011: è una gravidanza meravigliosa, rimango incinta subito.

Decidiamo di aspettare una situazione lavorativa più stabile per me prima di provare a dare un fratellino/sorellina a Tommaso. All'arrivo del posto e del contratto giusto, iniziamo a provare. . . ma, diversamente dalla prima esperienza, la gravidanza si fa attendere e dopo diversi mesi rimango finalmente incinta: nasce Achille nel marzo del 2016.

Dopo un paio d'anni mio marito mi chiede se sono ancora desiderosa del terzo figlio. E, nonostante qualche paura iniziale (ho avuto due parti difficili), decidiamo che il nostro desiderio iniziale deve diventare realtà.

Novembre 2018: test positivo. Entusiasti comunichiamo a tutta la nostra famiglia durante il pranzo di Natale la meravigliosa notizia. Gioia che dura poco, perché durante i controlli di routine il cuoricino perde forza e il mio piccolo amore non cresce. 21 gennaio, la sentenza. . . raschiamento.
 
Raschiamento fatto alle 19, ricoverata a digiuno dalle 6 del mattino. Intervento fatto nella sala operatoria di fronte a dove qualche anno prima avevo partorito e dalla quale sentivo arrivare voci di bimbi che piangevano. Un'agonia tremenda: mi tengono pure la notte perché ormai si è fatto tardi per dimettermi. Per la prima volta esco da quell'ospedale con le braccia vuote. È un dolore immenso. . . indescrivibile.
 
A volte credo di non averlo ancora elaborato perché fa ancora tanto male, e anche perché ho letto che, per le settimane in cui ero, avrei potuto chiedere un trattamento diverso rispetto a quello che ho fatto. . . Lui era mio figlio.

La gioia dopo la tempesta: l'arrivo del mio piccolo arcobaleno

Decido cosi di non volerci provare più. Troppo dolore. Fatalità: vedo pancioni e neonati ovunque. Una delle mie più care amiche qualche giorno dopo partorisce Anna. Non ha nemmeno il coraggio di dirmelo, scrive a mio marito. . .

Ovviamente, non me la sono sentita di andarla a trovare. È difficile andare in un reparto del genere (non c'era ancora il Covid perciò si potevano ancora fare le visite). Non ho voglia di uscire, finché, a forza di insistere, le mie amiche mi convincono ad andare ad una pizzata per la festa della donna.

C'è anche Anna, 45 giorni di morbidezza. La sua mamma, la mia amica, è seduta accanto a me. Ha un vestito con la scollatura stretta, deve allattarla, non riesce a tirare fuori il seno. "Me la tieni un attimo che provo a sistemarmi?", mi dice. E che faccio? Le dico di no? "Certo". La prendo e sento quel meraviglioso profumo che hanno i neonati. . . Giuro, è come droga. . . Continuo ad annusarla, il mio cuore batte fortissimo. . .

Mi emoziono talmente tanto che mi commuovo. Capisco che non mi posso rassegnare. Dovrò riprovarci. Giugno 2019, incinta. . . o meglio incinta ma la camera è sempre stata vuota. Nessun cuoricino inizia a battere.

Perciò con una cura orale riesco a "ripulirmi" da sola. È sconfortante, però è stata meno tosta da affrontare perché, non avendo né visto né sentito cuoricini battere. . . psicologicamente parlando, non è stato un lutto. . . fisicamente però un'altra batosta.

Stavolta ci mettiamo in pausa per qualche mese e decidiamo di aspettare la fine dell'anno. Gennaio 2020: test positivo. Un cuoricino che batte, misure perfette. Ma aspettiamo a renderlo ufficiale viste le esperienze precedenti. . .

Arriva il Covid in Italia. Io lavoro in centro commerciale. Panico, lockdown. Non mi sento per nulla bene.

Sono molto debole, stanca, strana. Il ginecologo, vista la mia poliabortività precedente e la situazione lavorativa, decide di mettermi in maternità anticipata. In un paio di settimane faccio le pratiche, tutto on line. . .

Mascherine, distanziamento, ecografie da sola. . . finché un giorno vedo del sangue, tanto, rosso, sempre di più. . . Sento il mio ginecologo, mi dice di correre in ospedale, in pieno Covid. Perdo il mio bimbo. Ancora. . .

Un fulmine a ciel sereno. Mi rimandano a casa, dicendomi che l'aborto era già in corso e che mi sarei ripulita da sola. Sono affranta. . . ma il mio ginecologo mi ha dato tanta forza, mi ha convinto a darmi un'altra occasione. . . e così è stato. Luglio 2020 incinta. Aprile 2021. . . nasce il mio meraviglioso arcobaleno: dopo la tempesta è arrivato Cesare.
 
di Giorgia
 
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