Home Storie Racconti di genitori

Elena, mamma in barca a vela per 7 anni

di mammenellarete - 05.03.2020 - Scrivici

elena-mamma-in-barca-a-vela
Fonte: Elena mamma in barca a vela
Elena Sacco è una mamma che con la sua famiglia ha fatto cose davvero eccezionali. Dopo aver lavorato in  un'agenzia pubblicitaria di successo ha deciso di vendere tutto e di andare in giro per il mondo per sette anni in barca a vela insieme al compagno, una figlia di 7 anni e un neonato di poche settimane. L'abbiamo incontrata per voi.

Una mamma normale che ha fatto cose eccezionali: Elena Sacco. Con alle spalle un'agenzia pubblicitaria di successo ha deciso di vendere tutto e di andare in giro per il mondo per sette anni in barca a vela insieme al compagno, una figlia di 7 anni e un neonato di poche settimane.

Su questa storia anche scritto un libro: Siamo liberi. L'abbiamo incontrata per voi.

Guarda il video con la storia di Elena, per 7 anni in barca a vela con i figli

Elena, qual è stata la tua "molla"?

Sinceramente la  prima "molla" è stata proprio quella, cioè i due bambini piccoli per cui non avevo assolutamente tempo. In realtà quando sono partita ce n'era una sola di bambina, l'altro è arrivato proprio nel momento in cui ho deciso di partire. Mi ero resa conto che la persona a cui tengo di più era in realtà quella a cui offrivo meno tempo e che dedicavo troppo tempo al lavoro e agli impegni. Tutto ciò mi ha fatto veramente pensare che ci poteva essere un equilibrio diverso, da cercare.

Inoltre, la seconda "molla" è stata sicuramente invece il grave incidente che ho avuto, appunto, correndo da una parte all'altra dell'Italia per il mio lavoro: quello per me è stato un momento estremamente importante di riflessione. La vita è una sola e bisogna cercare di mettere in pratica i propri sogni. Io avevo come sogno quello di andare a vedere che cosa c'è dall'altra parte del mondo.

Come ti sei organizzata e come è stata la scolarizzazione dei tuoi bambini?

Io non sono un insegnante, quindi ho scoperto che l'istruzione è obbligatoria, ma non è obbligatoria la frequenza. Per questo motivo sono andata all'ispettorato degli studi e ho chiesto l'autorizzazione per formare mia figlia in autonomia. Poi mi sono ficcata in una libreria e c'è stata una libraia magica che mi ha portato negli scantinati e mi ha fatto così conoscere libri meravigliosi per bambini.

Poi quando sono arrivata in barca e quindi quando ormai eravamo partiti, con Nicole abbiamo scoperto questa meravigliosa cosa: che non bisogna avere dei programmi prefissati, ma bisogna avere soltanto degli obiettivi. La scolarizzazione di Nicole è stata assolutamente variegata: un po' in famiglia, un po' in America, un po' in Polinesia, ma è stata fantastica perché le ha dato una formazione veramente molto molto bella e importante che credo ancora adesso stia dando i suoi frutti.

Questa esperienza ti ha insegnato la resilienza, ma anche che in un posto meraviglioso come la Polinesia non sempre si sta in paradiso...

In realtà non è soltanto una questione della Polinesia. Anzi si può dire che in Polinesia è molto più evidente questa cosa perché effettivamente tutto il panorama offre la sensazione di essere in paradiso. Ho imparato, stando in questi posti fantastici e meravigliosi, tra baie sperdute, atolli e lagune, gente stupenda come solo i polinesiani sanno essere, che c'è sempre un lato negativo della medaglia.

Tutto ciò mi ha insegnato la resilienza perché ho imparato a vedere le negatività, ma non a guardare tutte le cose in modo negativo: c'è una grande differenza. Questa mia esperienza in giro per il mondo, durante la quale ho visto tutto il bello e anche tutto il brutto che che esiste ovunque, mi ha fatto rivalutare anche il posto dal quale venivo e stavo sfuggendo. Basta soltanto capire, andare in profondità e e lasciarsi guidare secondo me dalla propria assertività, dal proprio vedere in modo assertivo le cose. Quindi resilienza per tutti, perché è assolutamente la chiave per non subire il brutto che arriva dal mondo.

C'è un oggetto del cuore che hai portato a casa da questa esperienza?

Sì, c'è un oggetto del cuore che ho portato a casa da questa esperienza di 7 anni in barca a vela. Sono le sette pietre del Chakra: io le ho sempre portate con me sia in viaggio sia in italia anche al ritorno e ce le ho sempre con me. Io penso che l'equilibrio nella vita di tutti sia in assoluto la cosa più importante, quella verso cui tutti dovremmo ambire. Questo anche nel crescere i propri figli. Ci sono momenti che sono più difficili e ci sono delle gioie incredibili. Equilibrio e chakra ci aiutano in questa impresa meravigliosa che è l'essere genitori.

Da mamma a mamma

Vorrei consigliare a tutti i genitori italiani che mi stanno ascoltando che devono avere serenità nell'affrontare questa meravigliosa esperienza. È bellissimo informarsi, avere mille punti di vista, mille opinioni, mille pareri, però poi occorre farsi guidare sempre dal buon senso. Il buon senso è ciò che conta per fare crescere sani tutti i bambini del mondo.

E poi un'altra cosa, tutte le volte che ci sentiamo dubbiosi o in crisi rispetto ad una scelta che coinvolge i nostri figli, come, ad esempio, cambiare lavoro, città, casa (anche soltanto perché magari i piccoli lasciano gli amichetti e devono trovarne dei nuovi), pensate sempre al fatto che i vostri figli faranno riferimento sempre al vostro stato di sicurezza e di serenità. Quindi se voi siete sicuri e sereni nel fare una scelta, lo saranno anche loro.

Elena Sacco

Siamo liberi
| "Siamo liberi"

Mollare tutto si può. Lo dimostra la scrittrice Elena Sacco, autrice del libro "Siamo Liberi" e mamma di due ragazzi. Elena ha viaggiato in barca a vela per sette anni con la sua famiglia, composta da Claus, Elena, la figlia che allora aveva sette anni Nicole e Jonathan, appena nato. E ha raccontato la sua esperienza, appunto, nel libro.

TI POTREBBE INTERESSARE