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Mamma a 45 anni per la quarta volta

di mammenellarete - 17.07.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ho scoperto di essere incinta a 45 anni, per la quarta volta. La ripresa dopo il parto è stata lunga e dura, non lo nego, ma ho cercato la forza dentro di me. Solo stringere la tua creatura tra le braccia riempie il cuore di gioia e ti regala una forza indescrivibile, perché è un regalo unico che fa la vita. Accogliamolo sempre.

Salve a tutte, voglio rendervi partecipi della mia esperienza, non solo per dare speranza a tutte quelle donne che cercano un bambino a questa età, ma anche per aiutare ad accettare una gravidanza imprevista a quest'età.

Mi chiamo Francesca, ho 47 anni, ho avuto la prima gravidanza a soli 23 anni, la seconda a 25. Entrambe femmine e, vista la breve distanza, ho dovuto fare un secondo cesareo. Ho avuto dei parti traumatici, che non ho accettato per tanti anni. 
 
Dopo esattamente 8 anni, mi ritrovo incinta del terzo figlio, un'altra femmina. Tanta felicità nella nostra famiglia, ma anche rabbia perché chiedo di poter provare un Vbac, ma i medici mi ridono in faccia. Un altro parto traumatico: vedo la bambina dopo tante ore, non riesco ad attaccarla, ma tutto passa.
 
Ora la famiglia è al completo, tre splendide bambine. Intanto passa il tempo, e verso i 42 anni inizio a sentire sintomi strani, vampate, cicli ravvicinati, mal di testa, secchezza. La ginecologa mi trova una cisti ovarica e attribuisce i sintomi a questa. Faccio una cura e risolvo il problema, ma a distanza di mesi si presentano di nuovo i sintomi, dalla visita è tutto a posto. 

Mamma a 45 anni

La ginecologa mi dice che devo iniziare a convivere con questi sintomi: potrebbe essere uno squilibrio ormonale o una premenopausa. Mi dà una cura e mi dice di stare attenta in quanto mi avrebbe reso più fertile. 
 
Passano altri mesi, nel frattempo i miei rapporti non sono protetti, ma ogni mese, a volte anche due volte al mese, ho il ciclo. Finisco la cura, faccio una pausa, e di nuovo vampate, mal di testa, dolori alle ovaie. E poi un ritardo, ma non ci faccio caso, perché mi succede spesso. 
 
Dopo circa 40 giorni di ritardo, mi preoccupo e chiamo di nuovo la ginecologa che mi tranquillizza e mi dice per scrupolo di fare un test. Io temporeggio, ho paura, una parte di me è felice, l'altra angosciata per la reazione che avrà la mia famiglia. Il test risulta positivo, la reazione di mio marito... Il silenzio totale, preoccupazione per me, per il quarto cesareo e tanto altro. 
 
Mie figlie sconvolte. "Potresti essere la nonna", mi dicono, visto che loro, quando lo scopro, hanno 20 e 18 anni. Gelosia della terza. Comunque vado a fare il controllo, dall'ecografia non si vede niente, panico totale. Potrebbe essere una gravidanza extrauterina, passo una settimana di ansia, ritorno al controllo e si vede la camera vuota, di sicuro con tutto lo scombussolamento l'ovulazione è avvenuta più tardi. 
 
Dopo un'altra settimana si vede finalmente il mio bambino, vista l'età (quasi 45 anni) eseguo i test genetici. La gioia quando sappiamo che è tutto a posto e che aspetto un maschietto!
 
I primi mesi sono difficili, a causa di una emorragia devo stare a riposo. L'ansia più grande è quella di dover affrontare il quarto cesareo, ma ho la fortuna di essere seguita da un team medico eccezionale, che permette a mio marito di assistere al parto.
 
Stavolta il parto non è stato traumatico, ho visto subito il bambino che mi è si è attaccato al seno già in sala operatoria ed è rimasto con me per tutto il tempo. Certo la ripresa è stata lunga e dura, non lo nego, ma ho cercato la forza dentro di me. Solo stringere la tua creatura tra le braccia ti riempie il cuore di gioia e ti regala una forza indescrivibile, perché è un regalo unico che ci fa la vita. Accogliamolo sempre.
 
 
di Francesca 
 
 
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