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Dopo due aborti spontanei, due bellissimi figli: ora hanno 16 e 18 anni

di mammenellarete - 09.09.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ora i miei figli sono due splendidi adolescenti di 18 e 16 anni, ma quando li guardo non riesco ancora a non pensare, dopo 20 anni, a quelle due bambine che non sono mai nate. Un dolore che, ormai ho capito, non se ne andrà mai.

Mi sono sposata a 26 anni con quello che era il mio ragazzo già da 8 anni: aspettavamo solo di avere un lavoro, e quando lui ha vinto un concorso abbiamo subito fatto il grande passo. Nel frattempo, stavo studiando anche io per un concorso, che, fra le varie prove, è andato avanti per due anni. Così, arrivata a 28 anni, avevo davvero voglia di godermi un po' la vita, dopo tutti quegli anni di sacrificio e di studio.

Ai figli non ci pensavo: volevo godermi quella sconosciuta sensazione di libertà e sicurezza economica ancora un po'. Poi, dopo 4 anni dal matrimonio, a 30 anni suonati, l'impellente necessità: volevo diventare mamma. Finalmente ero pronta! Dopo un mese ero già incinta, il battito si è sentito subito, e io ho continuato tranquillamente la mia vita con un persistente sapore metallico in bocca e il pancino che piano piano si dilatava.

Sono arrivata, così, alla ecografia della 12esima settimana: tutto perfetto. Il giorno dopo mi è venuta l'influenza: sono dovuta stare qualche giorno a letto e ho dovuto prendere la Tachipirina. Quando, però, mi sono alzata e mi sono rimessa i miei vestiti, ho notato che mi entravano anche quelli che avevo già dovuto accantonare perchè ormai troppo stretti.

Anche il seno non mi faceva più male. Dopo qualche giorno, al lavoro ho avuto delle piccole perdite: sono andata subito in ospedale e dall'ecografia si è visto che non c'era più il battito: la gravidanza si era interrotta poco dopo l'ultima ecografia! Era un venerdì di fine marzo: mi hanno prenotato il raschiamento per il lunedì successivo e ho passato l'intero week-end piangendo sommersa dai sensi di colpa: me lo meritavo!

Questo bambino non l'avevo voluto a sufficienza, e non avrei dovuto prendere l'influenza.

Dopo il raschiamento, il ginecologo mi ha prescritto la pillola per un mese e poi mi ha detto che potevo riprovare a rimanere incinta. Io volevo riprovarci subito, ma mio marito voleva aspettare, così abbiamo atteso. Nel frattempo, mi sono arrivati i risultati della biopsia fatta sull'embrione che avevo abortito e ho scoperto che la bambina era affetta da trisomia 18 (sindrome di Edward). . . incompatibile con la vita!

Questo risultato mi ha alleggerito il cuore dai sensi di colpa, ma mi ha fatto piombare in un altro baratro: le trisomie sono legate all'età della madre e io avevo aspettato troppo! Quante ore d'angoscia passate su Internet a cercare notizie su questa malformazione, di nascosto da tutti perchè nessuno capiva cosa stavo provando e tutti mi dicevano che ero pazza!

Dopo due aborti spontanei, due bellissimi figli: ora hanno 16 e 18 anni

In ogni caso, a luglio resto di nuovo incinta, ma alla prima ecografia il battito non si vede. Faccio le beta: zero!!! Ero incappata in un ovulo cieco… Un'altra doccia fredda! Passo il pomeriggio a piangere, sicura che non sarei mai riuscita ad avere figli. Nuovo raschiamento, nuovi mesi di angoscia: mi chiudo in casa e non voglio più uscire, anche perchè, nel frattempo, tutte le mie amiche sono rimaste incinte.

Nessun aiuto psicologico né da mio marito, che ritiene assurdo il mio comportamento, né da mia madre, che si comporta come se nulla fosse accaduto. Sole, io e la mia angoscia! A novembre rimango incinta di nuovo e, questa volta, il ginecologo mi dice che devo stare in totale riposo: da un giorno all'altro smetto di lavorare e mi ritrovo bloccata in un letto, sola tutta la giornata, piena di progesterone e medicine varie.

Mi alzo solo per andare in bagno, e per mesi mi sento solo un contenitore: la vita degli altri intorno a me scorre, la mia si ferma a novembre! Mesi che non passano mai, durante i quali l'ansia mi divora (continuo a toccarmi il seno per vedere se mi fa ancora male e, quando il bambino comincia a muoversi, ne conto i movimenti durante tutta la giornata e tutta la notte…) e i problemi non mancano costringendomi a continui ricoveri in ospedale per i più svariati motivi (distacco di placenta, buchino del sacco amniotico, contrazioni su contrazioni, minaccia di parto pretermine, ecc.

).

Durante la seconda eco scopro di aspettare un maschietto, e tiro avanti con un unico obiettivo: arrivare almeno alla 36esima settimana! Non solo ci arrivo, ma supero anche la 40esima e nulla si muove! Mi decido, finalmente, ad andare a comprare culletta e carrozzina (fino ad allora non l'avevo fatto per scaramanzia…) e, dopo una notte di olio di ricino e 24h di travaglio, finalmente mi portano in sala parto. Io spingo, ma mio figlio torna indietro: mi escono le emorroidi, ma di lui neanche l'ombra! Alla fine il ginecologo si mette sulla mia pancia e il bambino esce, portandosi dietro tutta la placenta!!!

Aveva il cordone intorno al collo e ha quasi rischiato di morire… Invece, alle 12. 30 del 22 luglio 2004, eccolo là: è davvero bellissimo! Ho 32 anni, l'ospedale mi definisce "primipara attempata" e sono mamma! Dopo il parto ci ho messo un mese a riprendermi: mi si sono infettati i punti (me ne hanno messi ben 24!), ho avuto la mastite e l'epidurale mi ha scatenato un mal di testa atroce.

Quando Claudio ha compiuto un anno, abbiamo deciso di allargare nuovamente la famiglia. Conscia del fatto che avremmo fatto parecchi tentativi prima di riuscire a portare a termine un'altra gravidanza, volevo fare in modo che fra Claudio e il suo fratellino/sorellina non ci fosse troppa differenza d'età. Rimango incinta al secondo tentativo e, ovviamente, subito si ripresentano tutti i problemi che avevo avuto durante la gravidanza di Claudio.

Questa volta, però, non potevo permettermi di stare a letto 9 mesi: dovevo badare a Claudio. Ricordo di aver pensato "uno già ce l'ho: come deve andare andrà!"… Dopo un ricovero di 10 giorni alla 12 settimana per un distacco di placenta (i medici avevano già dato per spacciato il mio nuovo fagiolino… ma lui gli ha dimostrato il contrario!), sono tornata a casa: sono stata a riposo per quanto possa chiamarsi tale la vita con un bambino di 18 mesi, ma mi sono goduta l'intera gravidanza senza ansie.

Al quarto mese ho scoperto che era una bambina e, fra una contrazione e l'altra, sono arrivata alla 38esima settimana: una mattina, con contrazioni ogni 5 minuti ma nessun dolore, vado in ospedale per il tracciato e mi si rompono le acque non appena varco la soglia. In 15 minuti e 5 contrazioni, Silvia è nata alle 9. 05 dell'8 agosto 2006 facendo tutto da sola!!!

Nessuna episiotomia, nessun problema dopo il parto, sono a casa dopo 2 giorni, con una bambina vivace e perfetta che in poco tempo ha imparato ad essere autonoma. Ora i miei figli sono due splendidi adolescenti di 18 e 16 anni, ma quando li guardo non riesco ancora a non pensare, dopo 20 anni, a quelle due bambine che non sono mai nate. Razionalmente mi dico che è stato meglio perderle alla 12esima settimana che non dopo, ma il cuore non ci sta: io ero già la loro mamma anche se non le ho mai potute conoscere… Un dolore che, ormai ho capito, non se ne andrà mai.

di Manuela

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