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Storia d'amore di una mamma per le figlie, di una sorella, di una zia, di una moglie

di mammenellarete - 21.10.2013 - Scrivici

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Ho letto il vostro invito su Facebook di raccontare una storia che parla di amore, amore per il compagno, per il figlio, per i genitori, ma quella che io vi voglio raccontare qui, ora adesso è la storia di un amore profondo per una persona importante che è stata figlia, sorella, moglie, zia, mamma, amica e donna. Non so se sarà presa in considerazione, ma sento il bisogno di raccontare quello che questa zia, sorella più piccola di mia mamma, ha fatto per me per noi, per la nostra famiglia, sia come amica, come donna, come sorella e come mamma. Tra me e mia zia Loriana ci corrono, o forse è più indicato dire correvano, solo 10 anni di età, per cui era come se fossimo coetanee. Ci capivamo al volo, bastava uno sguardo, eravamo complici, organizzatrici delle domeniche pomeriggio, pazze per le fiere, adoravamo il mare e il sole, tanto che avevamo messo una piscina piccola in giardino per prendere il sole e rinfrescarci anche quando al mare non potevano andare. Proprio in una di queste giornate, un sabato di metà luglio del 2002, si senti, sentì che qualcosa non andava.

Il lunedì di corsa dal medico e poi la corsa in ospedale. Un turbinio di visite, controlli: il responso fu unanime e inconfondibile, una doccia fredda inconcepibile: cancro al seno.

 

Noi increduli... non era possibili, a soli 32 anni e poi come avremmo fatto... aveva due bimbe di soli 6 anni!!!!

 

L'operazione d'urgenza il martedì mattina, riuscita, il chirurgo disse che era andata bene. Ora sarebbe iniziato il calvario della radioterapia e chemioterapia.

 

Il giorno dopo l'operazione andai a trovarla, le chiesi come stava e lei con la semplicità e l'altruismo che la contraddistingueva, con le lacrime agli occhi mi disse: "Hai visto che stronza che sono!!!! Sono riuscita ha rovinarti il tuo compleanno!"

 

Io che tra il dolore che provavo nel sapere quello che aveva, perché a 22 anni si è ben consapevoli di cosa sia il cancro, anche se non mi rendevo conto del calvario che sarebbe stato,tra il fatto che vedevo mia mamma, l'altra mia zia e mia nonna piangere tutto il giorno e non darsi pace (faccio presente che anche mio nonno, il padre di mia zia e mia mamma, è morto a causa di un cancro nel 1980), feci un cenno con il capo... e lei disse: "Nemmeno te ne ricordavi... Devo essere messa proprio male".

 

Iniziò subito la chemio e la radio, il dolore, la persistenza e l'amore per le su figlie, il dovere di vederle crescere e non abbandonarle, la costanza che ha avuto nelle cure...

 

E' riuscita a stare con noi per molti altri anni. Noi l'abbiamo accompagnata sempre durante le visite, le cure, le analisi, l'abbiamo sostenuta nei momenti di crollo, ma più che altro era lei che tirava su di morale noi, aveva una vitalità, una gioia di vivere, una forza d'animo che non ho mai percepito in nessun altro.

 

Poi finalmente una bella notizia.... La prima a saperlo zia: mi sposo....

 

Vedo ancora il suo viso rigato dalle lacrime... E senza esitare mi abbracciò e disse: "Devo esserti vicina, sei la mia prima nipote e la prima che si sposa e il vestito te lo compro io, non accetto se, ma e no!!"

 

Venne con me dall'estetista per scegliere il trucco dalla parrucchiera a scegliere l'acconciatura. Arrivò il giorno del matrimonio, il 12/6/10 ed ero bellissima e lei era orgogliosa di me ed io orgogliosa di lei perché nonostante tutto ce l'aveva fatta: era lì a sostenermi.

 

Il tempo passò velocemente, le stagioni si susseguivano ininterrottamente e sempre tra chemio, radio, controlli, alti e bassi, esiti negativi (nonostante le cure, aveva metastasi ormai in tutti gli organi compreso fegato).

 

Lei ha cresciuto le sue figlie, non ha fatto mancare nulla, ha tirato su due perfette signorine, belle come il sole e cresciute prima del tempo. Ha insegnato loro ad essere donne.

 

Finalmente arrivò Natale 2011 ed io e mio marito durante la cena di Natale diamo l'annuncio di aspettare un bambino...

 

Tutta la tavolata ci fece le congratulazioni, ci baciarono e ci festeggiarono....

 

Solo lei rimase immobile e in un freddissimo silenzio disse: "Quando dovrebbe nascere? Chissà se riuscirò a vederlo o vederla?!?"

 

Noi tutti con le lacrime agli occhi ed io risposi: "Non mi fare scherzi, chi meglio di te che hai avuto le gemelle mi può aiutare ed insegnare ad essere un'ottima madre? Comunque dovrebbe nascere verso metà/ fine agosto".

 

Durante la gravidanza mi ha cullato e viziato, mi teneva a dieta, non voleva che ingrassassi più di tanto, ci teneva a me a noi, non mi faceva fare sforzi, nonostante il dolore alle ossa non voleva che stirassi e lo faceva lei. Ogni pomeriggio veniva alle quattro e si prendeva o un tè o un caffè...

 

Ma lei era sempre più debole, più fragile, si stava staccando dal mondo reale.

 

Ogni qualvolta andava via comprava qualcosa al nascituro (be,h sì, era un maschietto): una camicia, una copertina, una papalina, le scarpine, un body... etc un sacco di cose anche a crescita infatti l'ultima l'ho usata per il battesimo lo scorso gennaio 2013.

 

Ogni qualvolta mi portava qualcosa io la riprendevo... non doveva, non c'era bisogno! Lei mi diceva che doveva comprarli adesso perché poi non ci sarebbe stato più tempo.

 

È venuta con me, ogni domenica al termine della gravidanza, per negozi, sia per passare le giornate e per uscire, sia per scegliere la camerina, il corredo, il passeggino e mi ha dato 1000 consigli su cosa serviva e cosa no. Mi ha dato i consigli che dovrebbe dare una mamma.

 

Beh, vi chiederete dove era mia mamma in queste occasioni importanti? Mia mamma è una persona più concreta, per lei molte cose sono perdite di tempo e soldi, sono frivolezze! Cose a cui puoi rinunciare e non aveva voglia e tempo per stare con sua figlia.

 

Comunque arriva il 3/8/2012, vado in ospedale per aprire la cartella clinica. Ironia del destino o della sorte mi inducono il parto (non riuscito) e dopo 26 ore decidono di farmi il cesario. Comunque il 4/8/12 alle ore 18:08 viene alla luce il mio piccolo Thomas. Lei ormai consumata e sfinita, stremata e gonfia dal male attende fuori dalla sala operatoria in attesa della lieta notizia.

 

Poi appena il medico dà la notizia che è andato tutto bene, se ne va a casa, ma torna la domenica mattina: ha le lacrime agli occhi e con un filo di voce flebile mi dice:" Che bello!" ed io rispondo: "Hai visto? L'hai visto nascere...!" Lei mi sorride, ma era un sorriso triste. Poi mi dice: "Torno domani mattina, tanto ho una visita."

 

L'indomani mattina alle 7:30 arriva, accarezza Thomas e lo bacia, poi mi dice: "Ora vado, ci vediamo dopo..."

 

Non la vedo più. Sono le undici, manda solo sms vaghi che stava bene che non era ripassata perché aveva fatto tardi...

 

Qualcosa non mi convince, allora chiedo ai parenti... Ma tutti mi dicono: "Sì, tutto ok", fino a quando il martedì sera mia mamma era in ospedale lì con me e verso le 21:00 mi fa: "Ti scoccia se mi assento un attimo?" Ed io: "No, figurati. Ma dove vai?"

 

E lei con i lacrimoni agli occhi: "Arrivo... al piano di sopra zia Loriana è ricoverata, sta male. Molto male..."

 

Io allora le dico di non preoccuparsi, tanto Thomas dorme e che anche io ero stanca e avrei dormito.

 

Il mercoledì finalmente mi dimettono, il mio primo pensiero è di andare a trovarla, così preparo tutte le mie cose, le porto in auto e mandai mio marito e Thomas a casa.

 

Io mi recai al reparto dove era mia zia. Trovai molti dei miei parenti con certi visi tristi fuori dalla camera. Entro in camera e lei con l'ultimo sospiro che aveva, si alza in piedi, mi viene incontro e con una freddezza quasi cattiva mi brontola e mi dice di andare dal mio bambino...

 

Come facevo nella mia testa e nel mio cuore! Ero combattuta tra l'amore per un figlio e l'amore di una zia così importante!!

 

Io le dissi che ora era il momento per me di stare lì con lei e che mio figlio ci sarebbe stato dopo. Ora dovevo preoccuparmi di lei e lei con tono arrabbiato mi disse: "Non ti merito..."

 

Allora capii che stava dando l'ultima prova del suo altruismo e del suo venire dopo gli altri.

 

Senza discutere come fa una bimba nei confronti dei genitori, salutai e me ne andai a casa dal mio Thomas. Ma con il pensiero ero lì con lei: sms sopra sms.

 

Poi il venerdì successivo, silenzio. Più un messaggio, uno squillo, una chiamata, niente di niente. Un sentore brutto, troppo brutto! Poi mi dissero che era entrata in coma...

 

Come avremmo fatto con le figlie??? Avevano solo 16 anni. Troppo piccole per essere grandi e troppo grandi per essere piccole.

 

I giorni passarono lunghi interminabili. ci davano il cambio tutti stretti in questo dolore.

 

Un giorno, il 16/8/2012, Sofia una delle figlie era vicino al suo letto e le stava dando la crema alle mani. Le diceva: "Visto mamma, finalmente hai smesso di mangiarti le unghie, ora quando torni a casa ti metto lo smalto rosso. Sai qui non vogliono perché hanno detto che vogliono poter vedere se le tue unghie diventano viola".

 

E lei per un secondo aprì gli occhi, la guardò e in segno di volo in cielo e di abbandono voltò gli occhi all'indietro. Sofia si alzò e in un pianto di dolore corse fuori dalla camera. La segui Serena, l'altra figlia e mia mamma che sapendo che quello era un segno, si fece coraggio e disse alle due bimbe che la mamma non sarebbe più tornata a casa...

 

Purtroppo Loriana ci ha lasciato il 18/8/2012, ci ha lasciato come figlia , come zia, come mamma, come moglie, come sorella, come donna e come persona.

 

A distanza di oltre un anno dalla sua dipartita, nonostante nella mia vita sia entrato a farne parte mio figlio, sento un vuoto, un vuoto incolmabile, mi manca, mi manca terribilmente la mia amica, la mia zia, la mia consigliera, la mia compagna di mille pomeriggi, domeniche, feste, mi manca. A volte il pomeriggio guardo dalla finestra con la speranza di rivederla ancora una volta, un ultima volta, per darle ancora un abbraccio un ultimo abbraccio, per dirle ancora una volta che gli voglio bene, per poter ancora parlare con lei... E poi torno alla realtà e dico che non può più arrivare fisicamente, ma nel mio cuore c'è e ci sarà sempre.

 

Questa è la mia storia che parla d'amore, l'amore di una mamma per le figlie, l'amore di una sorella, di una zia, di una nipote, di una nonna, di una moglie. Questo è l'amore di una famiglia, quell'amore che non si compra, quell'amore che nonostante i problemi le discussioni e i litigi resiste e persiste anche oltre la vita terrena.

 

di Francesca

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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