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Craniostenosi: l'operazione di mia figlia

di mammenellarete - 12.01.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Dopo la nascita mia figlia aveva un occhio semichiuso e la fronte asimmetrica. Dopo varie ricerche ed esami ci hanno detto che doveva affrontare un intervento chirurgico. Ho saputo che mia figlia era una tipetta tosta. Insomma, a distanza di tempo posso dire che l'istinto di una madre vale più di tutto.

Sono la mamma di Noemi, nata il 21 aprile 2020, il mio arcobaleno. Una bimba dolcissima e tanto desiderata. Nata da un cesareo programmato, alla sua nascita presentava un occhietto più chiuso dell'altro.

Mi accorsi subito di questa cosa e la feci immediatamente notare ai medici, che mi dissero che aveva l'occhietto sinistro più chiuso in quanto dipendeva dall'angioma che aveva sulla palpebra sinistra e pian piano tutto sarebbe ritornato al proprio posto.

La situazione, però, non migliorava. Anzi, fra il secondo e terzo mese di vita, ci siamo resi conto che aveva un'asimmetria della fronte. Ci siamo precipitati dalla pediatra, ma, a sentir lei, non c'era nulla di preoccupante. Non avrebbe dovuto fare nessun esame. Sarebbero state sufficienti delle sedute dall'osteopata.

Invece le cose hanno continuato a non cambiare e io mi sono convinta sempre più del fatto che c'era sicuramente qualcos'altro da fare. Piangevo ed ero angosciata, questo sì, ma non mi sono mai fermata. Un giorno, una mamma di un amico di scuola di mio figlio mi ha consigliato una visita chirurgica, perché il figlio di una sua amica aveva avuto un problema simile a quello di Noemi e ne era venuto fuori.

Craniostenosi, la nostra esperienza

Così, a novembre 2020, abbiamo sostenuto la prima visita chirurgica e da lì è partito tutto il tuo iter di ripresa. Un iter che ci ha condotti fino ad un ospedale di Firenze, per consentire a Noemi di fare la sua prima visita dal neurochirurgo pediatrico.

Dopo la visita, tornati a casa, ho trascorso diversi giorni al telefono per cercare di capire come poterla sottoporre a una TAC: essendo una neonata, la cosa non sarebbe stata semplice.

Per fortuna, anche questa volta non mi sono arresa e, dopo una serie di telefonate, sono riuscita a capire come fare. Ho contattato la pediatra, ignara del procedimento che avrebbe dovuto avviare proprio lei e, da lì, è cominciato tutto.

Dopo un mese, siamo riusciti ad avere il risultato e siamo stati contattati dall'ospedale di Firenze: finalmente ci avevano fissato il giorno dell'intervento. Una mamma lo sa quando, nonostante tutto e tutti, non è il momento di fermarsi. Il 26 Febbraio 2021 è stata operata e le sue quattro ore in sala operatoria sono state le quattro ore più lunghe della mia vita.

L'ho accompagnata all'interno, ma sono potuta rimanere dentro solo fino al momento dell'anestesia. Poi abbiamo aspettato e aspettato e, finalmente, io e mio marito eravamo fuori ad attenderla con tanta ansia. Era su un lettino, con tanto di benda in testa e urlava e piangeva da paura.

Appena l'ho vista, inutile dirlo, mi si è stretto il cuore. Una mamma non può sopportare tutto questo. Ad ogni modo io l'ho sempre saputo che mia figlia era una tipetta tosta. Insomma, a distanza di tempo posso dire che l'istinto di una madre vale più di tutto. Mamme non arrendetevi.

di Carmela

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