Home Storie Racconti di genitori

Coronavirus, la nostra esperienza come genitori che lavorano in un supermercato

di mammenellarete - 23.03.2020 - Scrivici

supermercato
Fonte: Shutterstock
Roberto e la sua compagna sono impiegati in un supermercato e hanno un bimbo di 4 anni. Roberto ci ha raccontato la loro esperienza di genitori e, al tempo stesso, lavoratori in un supermercato ai tempi del Covid-19.

Roberto e la sua compagna lavorano in un supermercato e hanno un bimbo di 4 anni. Prima, quando non c'era scuola, il piccolo lo tenevano i nonni, ma recentemente la nonna è stata operata per tumore, quindi per tutelarla, non lo portano da loro. Roberto ci ha raccontato la loro esperienza di lavoratori in un supermercato ai tempi del Covid-19.

Qualcosa di insolito e senza precedenti

In piena quaresima ci siamo trovati ad affrontare con un mese di anticipo vendite e presenze nei nostri punti vendita come se fosse Pasqua. Peccato che né io né i miei colleghi fossimo preparati - come è solito in ricorrenze del genere - ad affrontare stress mentale e impegno fisico.
 
Così senza troppa consapevolezza abbiamo via via accelerato in tutti i sensi, aumentando passo e ordini. Siamo stati letteralmente presi d'assalto, e tra crisi isteriche di clienti per mancanza di amuchina, farina o altro, abbiamo capito nostro malgrado che si stava delineando qualcosa di insolito senza precedenti.

Fin qui tutto bene: il nostro lavoro è fatto anche di questo; ciò che ha iniziato a preoccuparci è stata la totale mancanza di dispositivi di sicurezza che evitassero la nostra più totale esposizione e vulnerabilità al virus.

Lavorare nei supermercati ai tempi del coronavirus

Mentre assistevamo ad accaparramenti del tutto ingiustificati di merce, abbiamo dovuto fare un patto di fede, per provare ad insegnare ad una "mandria affamata" le buone pratiche da tenere per tutela di tutti. Fatto sta che a fine scolarizzazione i guanti nel reparto ortofrutta e la distanza di un metro tra persone per molti rimangono un'equazione assai difficile!

In tutto questo la preoccupazione più grande è stata e permane la possibilità di tornare a casa e senza saperlo di contagiare i tuoi familiari, che fino al quel momento hanno svolto il ruolo di babysitter per il tuo bambino che non va a scuola, chiusa per l'allerta sanitaria.

Per cercare di limitare al massimo la possibilità di contagio ai nostri familiari, insieme alla mia compagna abbiamo deciso di usufruire delle ferie e di un periodo di congedo parentale per rimanere a casa con il nostro bambino.

Tutto questo però non so per quanto riusciremo a sostenerlo, in virtù anche del nostro impegno lavorativo che l'azienda non può certo demandare ad altri, soprattutto in un periodo difficile come quello che si è determinato. Rimane perciò un grande senso d'incertezza e d'impotenza, che mi auguro per tutti noi passi il prima possibile!

di Roberto 

TI POTREBBE INTERESSARE

articoli correlati