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Asfissia alla nascita. Stiamo lottando per avere giustizia

di mammenellarete - 09.08.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Sei nata con un asfissia provocata da chi avrebbe dovuto prendersi cura di te. Siamo tornati a casa con le braccia vuote. Sono 10 anni che sei in un letto... ancora attaccata a tanti macchinari piena di tubicini. Non ti abbiamo mai abbandonato, nonostante ci avessero detto che potevamo farlo. Avrai la tua giustizia piccola Noemi.

Era dicembre 2011 quando ho scoperto che eri dentro di me. Ero felicissima: la mia prima gravidanza a pochi mesi dal matrimonio. A maggio mi hanno confermato che saresti stata una femminuccia.

Io ero al settimo cielo! Immaginavo già la nostra vita insieme, e anche papà desiderava tanto una piccolina. La gravidanza procedeva benissimo, nessun disturbo fino alla fine. Quando però è iniziato il nostro incubo.

Il 13 settembre sono andata in ospedale per la visita, durante la quale mi si sono rotte le acque. Mi hanno ricoverato e piano piano sono iniziate le contrazioni, sempre più forti, ma io ero così contenta all'idea che ti avrei avuto tra le braccia. . .

Era il 14 settembre, è arrivato il momento del parto. . . un parto veloce, ma contraddistinto da un monitoraggio che si era bloccato. Tutti ci rassicuravano che tu stessi bene. Ultima spinta. . . Ed ecco che la nostra vita si è fermata.

Tu sei nata ma eri morta. . . Non abbiamo sentito il tuo pianto, ti hanno portata via dicendo che ti avrebbero fatta piangere. . . Ti hanno rianimata.
Tuo papà è venuto a vederti ed eri attaccata ad un respiratore. Ti avevano rovinata.

Asfissia alla nascita. Stiamo lottando per avere giustizia

Non si erano accorti che tu stessi soffrendo da molto. Sei nata con un asfissia provocata da chi avrebbe dovuto prendersi cura di te. Siamo tornati a casa con le braccia vuote. E tu eri in neonatologia attaccata ai macchinari, piena di tubi. Non ti abbiamo portato a casa, non ce la siamo sentita.

Avevo troppa paura tu mi morissi tra le braccia, abbiamo cercato una struttura che potesse prendersi cura di te. Nel frattempo abbiamo cercato un altra gravidanza altrimenti sarei impazzita. . . Sono rimasta incinta e a settembre 2013 è nato tuo fratello Diego che ci ha ridato una nuova speranza. Il nostro arcobaleno, nato con parto cesareo per non rivivere tutti quei brutti momenti.

Nel 2016 è arrivato un altro fratellino, Mattia e da poche settimane è nata Sofia. Avevamo proprio bisogno di un'altra figlia femmina, non perché potesse sostituirti, ma perché ci è stata tolta una parte di felicità da degli incompetenti. E il Signore ci ha mandato questo piccolo angioletto.

Tu, invece, sono 10 anni che sei in un letto. . . ancora attaccata a tanti macchinari piena di tubicini. Non ti abbiamo mai abbandonato, nonostante ci avessero detto che potevamo farlo. Tutte le settimane veniamo a Rimini a trovarti e tutte le volte è un colpo al cuore nel vederti così.

È vero, sono passati tanti anni, ma non ci rassegnamo all'idea di ciò che ti hanno fatto. Di quello che ti hanno tolto. Dei sorrisi che non hai mai potuto farci. . . Stiamo lottando per avere giustizia. . . ma è difficile andare contro un ospedale purtroppo. Mi auguro con tutto il cuore di riuscire.
Te lo devo. Mi sono sentita in colpa tante volte per quello che ti è successo. Avrai la tua giustizia piccola Noemi.

La tua mamma

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