Home Storie Racconti di genitori

Anoressia e infertilità. Il mio Pasquale Pio è un regalo meraviglioso della vita

di mammenellarete - 05.01.2020 - Scrivici

mamma-e-neonato
Fonte: Shutterstock
Dopo un lungo periodo di anoressia, legato anche al fatto che soffrivo di alopecia, per fortuna tornai in me. Incontrai il mio attuale marito e insieme iniziammo il percorso della gravidanza. Il mio piccolo Pasquale Pio è un regalo meraviglioso della vita. I dolori? Si dimentica tutto, appena si vedono per la prima volta i propri bimbi.
Mi chiamo Antonietta e vivo in provincia di Salerno. La mia storia iniziò quando avevo solo 13 anni. Dopo una febbre virale alta ebbi un'alopecia areata universale e in un batter d'occhio persi tutti i capelli. Capirete come mi sentii da ragazzina: mi franò la terra dove camminavo, iniziai a non mangiare più e da 64 chili arrivai a pesarne 48. Ero anoressica: più non mangiavo, più dimagrivo, più mi vedevo bella.
 
Spinta anche da quello che la società ci impone, cioè essere come modelle, sempre più scheletriche, non ebbi il ciclo mestruale per 7 mesi e un giorno un dottore visitandomi mi disse chiaramente: "Signorina la prossima volta lei non verrà sulle sue gambe, ma su una sedia a rotelle".
 
Poi aggiunse: "Lei se continua così rischia di non poter avere figli un domani". Quella sentenza mi spiazzò, così decisi che dovevo prendere la mia vita in mano e continuare a vivere. Così feci, mi arrivò il ciclo e la vita continuò. Arrivò il 2012, conobbi il mio attuale marito che non esitò ad accettarmi così come sono, nonostante l'alopecia.
 
Arrivò il 2015. Mi sentivo strana, non era il giorno del ciclo, ma avevo perdite di sangue e dolore quando urinavo. Poi finalmente il 2017 io e mio marito ci sposammo, cercammo una gravidanza che dopo mille tentativi sembrava non arrivare mai. A settembre 2018 andai da una ginecologa per un controllo e subito mi disse che avevo due polipetti all'endometrio e che era questa la causa della mia infertilità.
 
Mi fissò un intervento il 4 dicembre e dopo il tutto mi disse: "Aspetta due cicli e riprovaci", così il 14/02/2019 dopo 5 giorni di ritardo sapemmo di aspettare il nostro primo figlio. La felicità era alle stelle, feci la prima ecografia. Con me c'era anche mio marito e il ginecologo ci disse: "C'è il sacco ma non si vede niente, due sono le ipotesi: o l'avete iniziata e poi si è interrotta o è ancora troppo presto per vedersi".
 
Presi dallo sconforto tornammo a casa. Ci pensavamo, ma qualcosa mi diceva che sarebbe andato tutto per il meglio. Ritornai dopo un paio di settimane e sentii per la prima volta il suo cuoricino che per me era musica. Il ginecologo mi segnò tutte le analisi da fare e da queste si evidenziò che avevo un valore un po' alto. Per abbassarlo mi diede acido folico e cardioaspirina fino alla 32esima settimana.
 
Alla 13esima settimana  scoprimmo che aspettavo un bel maschietto. I mesi passavano tra ecografie ed esami tutto procedeva, fino alla 38+4. Era sabato mattina, il 12/10/2019, mi svegliaii e avevo senso di nausea, vomito e mal di pancia come se mi dovesse arrivare il ciclo.
 
Andai in ospedale e mi feci fare un tracciato e una visita ginecologica. Mi dissero che l'utero era dilatato solo di due centimetri. Mi rimandarono a casa dicendomi: "Ritorni se si dovessero ripresentare i sintomi a qualsiasi ora". Così mangiammo e andammo a riposarci un po'. Appena mi svegliai, mi sentii strana, mi sentivo la schiena divisa in due. Così capii che dovevo andare in ospedale.
 
Incontrai una miriade di ostetriche gentili e altre meno. Ruppi le acque a 00:30, mi portarono in sala travaglio. Le contrazioni erano forti. Spinsi e la testa del piccolo scese. Me la sentii fuori. In tutto questo ero aiutata da un'ostetrica davvero in gamba pronta a supportarmi in tutti i miei bisogni.
 
Mi portarono in sala parto e tra lo stupore di tutti (soprattutto il mio), alle 02:05 del 13/10/2019, nacque la mia più grande gioia: Pasquale Pio, di 3 kg e 290 per 50 cm di lunghezza. Appena lo poggiarono al petto e lo vidi l'emozione fu davvero molta... tanta, da piangere e da far piangere tutto il personale che mi aveva assistito.
 
Fu subito amore tra me e mio figlio: i dolori si dimenticano appena li vedi. A tutte le mamme dico: "Non arrendetevi mai perché la vita quando meno te l'aspetti ti regala cose meravigliose".
 
di mamma Tonia
 
(storia arrivata sul canale YouTube di Pianeta Mamma)

TI POTREBBE INTERESSARE

articoli correlati