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Sono una mamma single: ho creato una rete di genitori per aiutarci a vicenda

di mammenellarete - 21.01.2015 - Scrivici

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Che cosa significa essere una mamma single di due bambini? Come affrontare i piccoli impegni e imprevisti della vita senza l’aiuto di un compagno. Lo sa bene Giuditta, che due anni fa si è separata dal compagno e ha trovato un valido appoggio nelle altre mamme single!

di Giuditta Pasotto

“Sono una mamma, single da due anni. Ho avuto la fortuna di avere una separazione ‘civile’ dal mio ex compagno e ne sono molto fiera.
Ho due bambini, uno di 8 e uno di quasi 4 anni. Viviamo a Firenze e siamo una bella squadra, anche se avremmo potuto migliorare in qualcosa.

Che cosa significa essere una mamma single con due bambini? Da quando mi sono separata tutte le amicizie sono cambiate, così come le esigenze, e mi sono ritrovata spesso da sola a fare attività dove invece un po’ di compagnia non sarebbe guastata.

Mi sono trovata ad affrontare senza una spalla piccoli imprevisti della quotidianità. Tante cose logistiche alle quali non avrei mai dato così tanto peso prima.

Il piccolino è ammalato: che cosa fare con l’altro come faccio ad accompagnarlo a scuola? Ho la fortuna di essere a due passi da scuola e asilo e li accompagno insieme. Ma se mio figlio di 4 anni è ammalato come posso lasciarlo a casa e portare l’altro?

O se sono da sola al pub con i bimbi (mi è capitato, mi è capitato) e devo andare in bagno. Il piccolo viene con me, ma i casi sono due: se lo faccio aspettare fuori dalla porta, tocca di tutto e di più, ma se cerco di fare la pipì con la porta socchiusa non sempre è la soluzione migliore. Con una vocina fuori che continua dirmi: “Hai finito? Hai finito?”

Altro dilemma: mia mamma sta male o ha bisogno di qualcosa. Il piccolino sta dormendo e la cosa è urgente. Lo sveglio? Aspetto?

Insomma… che fatica!

E poi quell’episodio, l’episodio che ha fatto accendere la famosa lampadina, che ha cambiato la mia vita e mi ha convinto a dare una svolta a tutto.

Una volta ero all’acquapark con i miei figli. Il più grande voleva che lo accompagnassi sugli scivoli. Non sapevo però come fare con il piccolino, così chiesi aiuto a un’altra mamma single. E’ finita che abbiamo passato tutto il giorno insieme. Io, lei e i nostri figli.

Quel giorno è nata l’idea di Gengle: mettere in rete le persone come me, sole con i bambini, così che possano darsi una mano. Mi sono mossa per realizzarla con tutti i mezzi che avevo, ho esposto il mio progetto agli amici dell’agenzia digitale con cui collaboravo (www.numeriprimi.it) che hanno subito apprezzato il mio progetto e hanno deciso di aiutarmi.
Ho parlato con psicologi, grafici e tanti genitori single: tutti mi dicevano di buttarmi. Così, con la collaborazione di tutti, è nato questo sito. On line da settembre, è letteralmente esploso in pochissimo tempo. Gengle ha cambiato la vita a tantissimi genitori che ogni giorno mi inviano messaggi di affetto e gratitudine.

Si scambiano esperienze, consigli, dato che in molti casi le loro esperienze di vita si somigliano. Ma ha cambiato la vita anche a molti bambini che ora hanno tanti nuovi amici con cui confrontarsi. Fra compagni con storie simili alla loro si sentono accettati, un po’ “più normali”.

E ha semplificato la vita di molti, a me prima di tutto.
Il bimbo piccolo è ammalato? Ho trovato una mamma separata che vive a due passi da me e mi aiuta con il grande. La avviso, viene a prendere a casa mia il grande e lo porta a scuola al posto mio.

Ne ho tantissime di storie e di aneddoti a riguardo. Per esempio due mamme che si sono conosciute su Gengle si sono date una mano quando una delle due è stata ricoverata in ospedale per una cistite. L’amica “virtuale” è andata a prendere i figli dell’altra a scuola, li ha portati ad atletica, etc.

Insomma, ci si aiuta, anche nelle piccole cose. Anche solo per andare a fare la spesa per l’altra. E’ nata davvero una rete di supporto.

Confrontandosi con altre mamme si cambia anche. Una mamma sola che non usciva mai, un po’ timida e riservata, conoscendo altre mamme nella sua stessa situazione dopo un po’ ha avuto una metamorfosi. Si è scatenata!

Per me è un sogno poter fare un lavoro che comporti stare sempre con i miei figli, portarmeli dietro dappertutto. Loro si divertono e possono vantare un numero notevole di amici in tutta Italia. Non virtuali eh, come su Facebook, ma reali!"

Il sito di Giuditta: gengle.it

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