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Sono incinta e da sola: "ho paura di non poter offrire abbastanza al mio bambino"

di mammenellarete - 18.07.2014 - Scrivici

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Ciao! Sono una ragazza albanese di 19 anni e vorrei raccontarvi la mia storia. Sto/stavo (non lo so neanche io) con un ragazzo di 23 anni da un anno. A inizio marzo resto incinta, lui è felicissimo, io invece non lo sono. Ho paura di dirlo a mia madre, non sono pronta, so che sarò un pessimo genitore, sono molto immatura e soprattutto non ho un lavoro. So che a questo bambino non potrò dare niente, anche se dentro di me lo desidero profondamente. Quando trovo il coraggio di dirlo a mia madre, purtroppo, non ho la risposta che vorrei avere. Mi consiglia di abortire, (vi prego non giudicate mia madre, aveva le sue ragioni) continua a dirmi che né io né il mio ragazzo abbiamo un lavoro, e che lei, anche volendo, non potrebbe aiutarmi, così, visto che mancano pochissimi giorni per concludere i 3 mesi, parto per l'Albania con l'intenzione di concludere la gravidanza.

Quando trovo il coraggio di dirlo a mia madre, purtroppo, non ho la risposta che vorrei avere. Mi consiglia di abortire, (vi prego non giudicate mia madre, aveva le sue ragioni) continua a dirmi che né io né il mio ragazzo abbiamo un lavoro, e che lei, anche volendo, non potrebbe aiutarmi, così, visto che mancano pochissimi giorni per concludere i 3 mesi, parto per l'Albania con l'intenzione di concludere la gravidanza.

 


Lui mi chiama tutti i giorni, quasi in lacrime, mi scongiura di tornare, io non lo ascolto, non voglio che la mia decisione dipenda da lui, anche se lo amo tantissimo. Alla fine prendo la mia decisione e torno indietro con il piccolino che cresce dentro di me.

 

Il giorno del mio ritorno, mia madre deve partire per l'Albania perché mio nonno sta malissimo. Visto che non me la sento di restare a casa da sola, vado a stare da lui per circa un mese. All'inizio è tutto bellissimo, decidiamo di avere il nostro bimbo, lui mi manca e io gli manco. Passati i primi 3/4 giorni, di punto in bianco diventa tutto orribile.

 

Sta dalla mattina alla sera attaccato ad un videogioco, ogni volta che mi avvicino mi dice di lasciarlo stare, quando parla non mi ascolta, mi dà ogni tanto un bacio freddo, non mi abbraccia e non ha neache più voglia di fare l'amore. Per tutto il tempo che sono a casa sua sopporto e faccio la brava fidanzata, cercando di farmi vedere felice dai suoi genitori, ma dentro di me sto malissimo.

 

Una settimana fa circa torna mia madre, e io ritorno a casa da lei, lui non mi scrive più, a meno che non gli scriva io e le sue risposte fanno veramente schifo. Lo chiamo tantissime volte, chiedendogli cosa abbia intenzione di fare con me e con il bambino, ma mi risponde sempre freddo ed io continuo a piangere e piangere. Ma lui se ne frega e fa ricadere la colpa su di me, dicendomi che sono paranoica e che piango sempre ed inutilmente.

 

Adesso è da due giorni che non ci sentiamo, lui non mi ha scritto né un messaggio né mi ha fatto uno squillo: niente. Mi ritrovo a 19 anni incinta a casa di mia madre senza un lavoro (neanche mia madre lavora e mio padre non l'ho mai conosciuto): tra poco forse arriva lo sfratto, le visite sono pagate dai genitori di lui ed io sento che lui sta cercando un modo per lasciarmi.

 

E' bruttissimo trascorrere giornate intere a sentire i movimenti del bimbo da sola e a piangere perché non ho nessuno vicino che possa condividere la mia gioia (ah, per ora non posso dire a mia madre che non vado d'accordo col padre del bambino altrimenti impazzirebbe, ha già abbastanza problemi). Non mi pentirò mai del mio piccolino, ma non so veramente cosa potrò offrirgli.

 

di mamma Anna

 

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

 

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