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"Sono incinta": come ho trovato il coraggio di dirlo a mio padre

di mammenellarete - 03.06.2015 - Scrivici

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Fonte: alamy
30 anni e incita. Vi domanderete: che cosa c'è di male? Nulla, a parte il fatto che non sono sposata e vivo in un paesino del sud. Qui è normale avere un figlio solo dopo il matrimonio. Avevo paura, tanta. Paura di dirlo a mio padre. Ma l'alternativa dell'aborto era ben peggiore...

La mia storia è lunga ma per fortuna a lieto fine.

Conobbi il mio compagno a luglio 2013, ci innamorammo subito. Lui 32 anni, io 30. Spesso sognavamo a occhi aperti, si fantasticava pensando al matrimonio... ma a novembre dello stesso anno il ciclo non arrivò, ed io, puntuale come un orologio, capì subito che qualcosa non andava... faccio il test di gravidanza: positivo. Che colpo! Rimasi male a dire il vero, scoppiando a piangere, non lo volevo accettare e allora pensai "questi test non è detto che funzionino".

Lo dissi al mio compagno che invece reagì diversamente.

La mattina dopo andammo insieme a fare le analisi... il risultato lo ritirò lui la sera con tanto di auguri dal personale del laboratorio... quando lo disse a me volevo morire.

Vi chiederete: ma perché? Viviamo in un paesino del sud e qui è normale avere una gravidanza nel matrimonio, ma da fidanzati quasi quasi è peccato... e io sapevo già la reazione dei miei, in particolare di mio padre. Avevo paura. Sapevo che non mi avrebbe più guardata in faccia e che avrebbe odiato lui... ma che cosa dovevo fare? Abortire? Si avrei potuto farlo, e magari oggi mi sarei sposata in chiesa tutta bella tranquilla... Ma non aveva senso! Abbiamo invece deciso subito di tenere nostro figlio. Certo con mille paure dal punto di vista economico.

La decisione era stata presa, questo bimbo sarebbe nato. Ora mancava una cosa che mi faceva tanta paura: dirlo a mio padre.

Decidemmo di dirlo ai miei, io con l' appoggio dei miei due fratelli e di mia sorella. Era la sera del 6 dicembre, San Nicola, e qualche minuto prima della ' rivelazione' vado in bagno: lo slip pieno di sangue! Panico! Stavo per perdere il mio piccolo. Sempre con l'aiuto dei miei fratelli andiamo in clinica, minacce d'aborto, ma per fortuna il battito c'è ancora. Mi chiedono se voglio ricoverarmi o fare la cura a casa e io opto per la seconda.

Ovviamente una volta tornati raccontiamo tutto... ecco il putiferio.

Mio padre non mi ha rivolto la parola per un mese, mia madre pianse ma poi mi stette vicina e capì. Credevo che tra me e mio padre non ci sarebbe stato più un bel rapporto e soffrivo per questo, piangendo tutte le notti. Finché la settimana prima che andassi a convivere con il mio compagno, mio padre si decise a parlargli e successivamente lo fece con me....

Stetti meglio, finalmente la fine di un incubo e potevo pensare al mio bambino, che venne alla luce il 14 luglio 2014 alle 7:10 con un parto naturale, veloce e bellissimo (rottura delle acque alle 4 del mattino).

Oggi siamo felici, mio figlio è l'amore degli zii e dei nonni... di mio padre in particolare, e non ci crederete, ma mio figlio per lui stravede!

Rifarei tutto, Dio mi ha fatto incontrare una persona stupenda, il mio compagno, e ci ha dato questa creatura che ogni giorno riempie la nostra vita.

di mamma Anna

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

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