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Salvatore Bonanno, papà smartworking: da dirigente a padre a tempo pieno

di mammenellarete - 27.02.2020 - Scrivici

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Una decisione coraggiosa ma consapevole: abbandonare un posto fisso, per diventare imprenditore e lanciare una startup. Tutto questo per poter stare insieme al figlio di pochi mesi e per supportare la moglie nella sua brillante carriera internazionale. E' stata la decisione presa dal neopapà Salvatore Bonanno. Questa è la sua storia.

Da dirigente a papà smartworking

Salvatore, com'è nata la tua decisione di lasciare un posto fisso?

Ho preso questa decisione insieme a mia moglie, perché entrambi avevamo un ruolo manageriale in azienda. Volevamo un figlio, ci tenevamo tanto. Sapevamo che sarebbe stato difficile conciliare tutto.

Mia moglie è anche più giovane, ha 29 anni. Ho deciso quindi che sarei stato io a lasciare il lavoro per potermi dedicare maggiormente al bambino. E' comunque un'attività che facciamo insieme.

Una decisione un po' strana, ma è una scelta che ogni giorno di più mi dà soddisfazione. Inoltre era già da un po' che volevo aprire una mia attività e quindi ho colto la palla al balzo per scegliere di fare un lavoro che mi permetta di stare insieme al bimbo, di stare accanto a mia moglie dato che è straniera e quindi lavora molto all'estero, e riuscire a vivere la famiglia in tre e non separatamente.

Hai poi deciso di pubblicare su Linkedin un messaggio particolare con una foto...

Ho pubblicato un messaggio che è diventato virale e avuto un richiamo altissimo. Neppure io me lo aspettavo.

E' stata una scelta molto spontanea: ero seduto al tavolo col bimbo nella fascia, come si vede appunto nella foto, e mi sono fatto un selfie che volevo mandare a un gruppo di amici.

Poi ho deciso di pubblicarlo su Linkedinn e ho visto che subito sono arrivate un sacco di email e molte visualizzazioni. Veramente crescevano a centinaia e centinaia ogni minuto di più. Una cosa inaspettata.

Oltre alle visualizzazioni, la foto ha scatenato anche molti messaggi: molti pubblici, ma moltissimi privati di persone che mi hanno detto che bella idea avessi avuto e che era stata di ispirazione. Anche il ruolo di papà che sta a casa per qualcuno è stato visto con un po' di curiosità, di sospetto: è stato bellissimo vedere il richiamo che ha avuto questo messaggio.

Quali sono i pro e i contro di stare a casa con Lorenzo

Partiamo con i pro, sono i più belli.

Tra i pro: riesci a vedere tutte quelle piccole cose che la crescita di tuo figlio ti riserva. I sorrisi che ti fa al mattino... Lorenzo quando è stanco si spaventa e quindi lo devi un po' coccolare (e lo faccio molto volentieri). Poi la possibilità di affiancare Lorenzo, ma naturalmente anche poter affiancare mia moglie. Essendo lei spesso in giro, ci permette di essere insieme anche quando si trova a dover trascorrere diversi giorni all'estero.

I contro? Professionalmente l'ho accennato: uscire dal mondo lavorativo soprattutto in una fase con una carriera abbastanza importante può essere un limite e naturalmente un impegno maggiore perché il bimbo ha i suoi tempi. Quindi richiede molto più tempo e più impegno, anche perché non dormi sempre. 

C'è un oggetto del cuore che ti lega a questa esperienza?

Per me l'oggetto del cuore è la fascia in cui tengo Lorenzo.

E' stata un'emozione la prima volta che l'ho messo dentro: mi permette di sentirlo veramente vicino a me e mi dà una gratificazione fortissima. Ogni volta mi conferma che ho fatto bene a scegliere di lasciare il lavoro per prendere questa via professionale, ma soprattutto per poter stare insieme a mio figlio, vederlo crescere e aiutare mia moglie, crescere insieme alla famiglia. Questo mi lega tantissimo a lui, proprio come la fascia che mi lega a lui.

Il messaggio che voglio dare a tutti è relativo alla scelta che ho fatto.

Mi viene in mente una frase che ho sentito spesso che dice: "Se vuoi essere veramente egoista, se vuoi avere il massimo per te, dedicati completamente agli altri. Perché dedicandoti agli altri, dedicandoti ai figli, che è la cosa più bella che puoi fare, alla moglie, alle persone che vuoi bene, otterrai indietro quanto di più grande tu possa ottenere". Quindi se volete essere egoisti, dedicatevi agli altri.

Guarda il video con la storia del papà smartworker

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