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Roberto Zaccaria racconta la storia di sua figlia Nadia, nata prematura

di mammenellarete - 26.04.2011 - Scrivici

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La piccola Nadia ha quasi cinque anni. Nata prematura, ha lottato stringendo forte la vita fra le sue dita minuscole, ed è cresciuta diventando una bimba bellissima e allegra, l'orgoglio di mamma e papà. Roberto Zaccaria, suo padre, ne racconta la storia.

Mamme nella Rete - Roberto, su internet si trovano alcuni video che raccontano la nascita di Nadia, la paura per la sua fragile vita e la gioia di celebrare il suo terzo compleanno. Perché hai deciso di girare dei video della storia della piccola Nadia? Per creare un ricordo da mostrarle una volta grande, oppure per dare coraggio ad altri genitori di bimbi prematuri?

Roberto Zaccaria - Creare video è una mia grande passione, e in particolare l'idea per questo mi è venuta ascoltando per radio la canzone "Eccoti" di Pezzali, proprio mentre andavo in ospedale da mia moglie e mia figlia. Il testo mi sembrava scritto apposta: una persona che si attende da tempo, la casa già pronta ad accoglierla, un'esplosione di vita. Ho comunque ricevuto dei commenti al video su YouTube da parte di genitori che hanno trovato un po' di speranza in quelle immagini, e ne sono felice.

MNR - Da papà, come ti sei sentito quando hai capito che la piccola Nadia sarebbe nata in anticipo? RZ - Non ho avuto molto tempo per pensarci: il venerdì sera mia moglie ha rotto le acque e siamo corsi in ospedale. Il momento più brutto è stato la domenica mattina: era in corso una brutta infezione uterina, e hanno chiesto a noi se volevamo aspettare ancora per far sviluppare meglio i polmoni di Nadia, ma col rischio che l'infezione attaccasse anche lei, oppure farla nascere subito, e sperare che ce la facesse. Dopo poco più di mezz'ora comunque i globuli bianchi erano arrivati a una soglia troppo alta e l'hanno operata d'urgenza.

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MNR - Chi sono le persone che vi sono state più vicine? RZ - I miei suoceri mi hanno sostituito in casa per star dietro ai muratori (stavano sistemando la cameretta per Nadia), perchè io ero sempre fuori, tra lavoro e ospedale. Nel reparto terapia intensiva, come nel reparto ostetricia, abbiamo trovato medici e infermiere meravigliosi (come si legge nel racconto sul blog, si sono fatti in quattro per permettere a mia moglie, disabile, di andare a vedere Nadia il prima possibile). Nel Reparto TIN (Terapia Intensiva Neonatale) abbiamo anche fatto amicizia con un'altra coppia, la cui bimba era entrata in incubatrice circa una settimana dopo di Nadia; ricordo ancora i giorni di Pasqua e Pasquetta: mentre i comuni "mortali" facevano merenda nei prati, noi eravamo nella nostra stanzetta a fare la marsupioterapia e io leggevo le favole a Nadia. Sembrava una normale giornata al parco! Un'altra persona che ho sentito particolarmente vicina è stata mia mamma, mancata proprio durante la gravidanza. Penso che abbia dato un grosso aiuto anche lei.

MNR - Pensate di fare altri figli, dopo di lei? RZ - Mia moglie è disabile motoria, dalla nascita, e prima di avere Nadia avevamo fatto un sacco di visite per verificare se il suo handicap potesse essere qualcosa di ereditario. In ogni caso, a causa delle condizioni della sua schiena le era stata sconsigliata la gravidanza, o comunque, se avessimo voluto lo stesso tentare, avrebbe dovuto stare costantemente sotto controllo medico, soprattutto negli ultimi mesi in cui il peso aumenta. Nadia le ha risparmiato quegli ultimi mesi. Eravamo quindi già orientati per un solo figlio già da prima, indipendentemente dalla nascita prematura.

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MNR - Come vi siete documentati per stare vicino a una bimba prematura? Vuoi consigliare qualche lettura o sito internet a genitori come voi? RZ - Hanno mandato Nadia a casa a 2,07Kg, piccolissima ma sana. Si è portata avanti per i primi due anni un po' di asma bronchiale che arrivava puntuale a ogni raffreddore, ma a parte cercare su Google i sintomi di volta in volta non abbiamo fatto particolari ricerche.

MNR - A quali cure è stata sottoposta la piccola durante il periodo nell'incubatrice? RZ - È stata intubata per meno di una giornata, poi sono passati alle canuline nel naso. Successivamente l'idea era quella di farla stare n po' con le canule e un po' con l'ossigeno libero nell'incubatrice, ma come ha scoperto la libertà di non avere le canule non ne ha voluto sapere di farsele rimettere e ha fatto un diavolo a quattro (e già si è visto il carattere!), così è rimasta senza. È stata alimentata con la parenterale, mentre si abituava il suo stomaco a ricevere cibo con il sondino. Per essere così prematura (28 settimane, 920 grammi) non ha avuto grossi problemi.

Roberto Zaccaria su FaceBook - YouTube - Blog

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