Home Storie Racconti di genitori

Ritorno al lavoro con un bimbo di 4 mesi. E' dura ma ho scoperto una forza incredibile ... grazie a lui

di mammenellarete - 05.12.2014 - Scrivici

ZON-5741851.180x120
Sono una felicissima mamma di un bimbo di cinque mesi. Da quando è nato, abbiamo vissuto in simbiosi: per me non è mai esistito niente di più bello al mondo. Sono però anche una mamma che lavora a tempo pieno: ho dovuto affrontare molti ostacoli per poter mantenere il mio lavoro e per riuscire a stare accanto a mio figlio. Ma noi donne siamo grandi e, se e quando vogliamo, possiamo fare cose incredibili.

Ho sempre sognato di essere una mamma giovane e, se avessi potuto, lo sarei diventata molto presto. Invece ho atteso per poter finire l'università e per affrontare in seguito la ricerca di un lavoro. Alla fine, il mio cucciolo è arrivato ed è stato il più bel regalo per il mio trentesimo compleanno.

 

Dal primo momento, però, sono stata cosciente che non sarebbe stato facile dal punto di vista organizzativo. Ho un bel lavoro che mi piace moltissimo e per il quale ho investito tanto in termini di anni di studio e di tempo libero.

 

Ma il grande e vero problema è che il mio lavoro dista circa 110 km da casa e per il momento non posso avvicinarmi. Per raggiungere il posto di lavoro in macchina spenderei quasi metà del mio stipendio e per questo motivo viaggio con i mezzi pubblici. Questo significa prendere ogni giorno un treno, la metropolitana e due autobus, per un totale di circa due ore di viaggio all'andata e due al ritorno.

 

Per essere in ufficio alle 8.00, parto da casa alle 6.00 del mattino, per poi rientrare verso le 19.30.

 

Durante la gravidanza, nonostante abbia dovuto affrontare questo lungo tragitto, ho lavorato fino alla fine dell'ottavo mese, usufruendo della flessibilità di poter restare a casa un mese in più dopo il parto.

 

Anche negli ultimi mesi di gravidanza per fortuna sono stata bene e, anche se la mia pancia iniziava a pesare seriamente, non mi sono lasciata vincere dalla fatica e sono riuscita ad arrivare fino all'ottavo mese.

 

Sempre per motivi economici, non posso permettermi di restare in maternità facoltativa, poiché il mio stipendio è il più sostanzioso della famiglia e, se ridotto al 30%, sarebbe difficile andare avanti.

 

Il mio compagno lavora in una ditta che in questo periodo soffre molto la crisi e non si può contare sul suo stipendio in modo sicuro, per cui io sono stata obbligata a rientrare dopo cinque mesi dalla nascita del mio piccolo (4 mesi di congedo più 1 mese di ferie).

 

Ammetto che è stata durissima e ancora adesso lo è. Sia dal punto di vista delle emozioni e sia per la stanchezza.

 

Stare senza il mio cucciolo per la maggior parte del giorno è devastante, ma allo stesso tempo penso che tutto questo lo faccio anche, e soprattutto, per lui.

 

Adesso mi sveglio alle 4.30 del mattino. In seguito mi preparo. Alle 5.00 allatto il mio cucciolo e poi vado a lavorare, per poi rientrare alle 16.00.

 

Ho sempre allattato il mio bimbo esclusivamente al seno: non ho mai voluto dargli nessuna aggiunta. Nell'ultimo mese in cui ero a casa, ho iniziato a usare il tiralatte e a congelare il latte.

 

Ho riempito così il frigo di scorte di amore puro per il mio tesoro. Tutt'ora in ufficio riesco a tirare il latte qualche volta. In questo modo il mio bimbo prende solo il mio latte e io sono con lui, anche se non fisicamente.

 

Per quanto riguarda la gestione del bimbo, il mio compagno ha chiesto di lavorare mezza giornata, per cui fino alle 14 il bimbo sta con il papà. Poi il padre lo porta dai nonni, con cui sta fino al mio arrivo.

 

Dal momento in cui torno a casa in poi, esistiamo solo io e il mio cucciolo. Cerco di fare il possibile per rendere quelle poche ore trascorse insieme bellissime e piene di gioia. Desidero che siano per lui le ore più belle della giornata.

 

Il sorriso e l'abbraccio che lui mi dona quando mi vede arrivare mi emozionano immensamente ed è come se lui mi dicesse che, anche se gli manco, mi ama tanto.

 

Tutto questo è molto faticoso e so che perderò probabilmente molti bei momenti della crescita di mio figlio. D'altra parte sono felice, perché sono una donna realizzata come mamma, compagna e anche dal punto di vista lavorativo.

 

Renderò i momenti trascorsi insieme indimenticabili, in modo che lui non senta mai la mia mancanza. Noi donne siamo grandi e, se e quando vogliamo, possiamo fare cose incredibili.

 

Una mamma

 

(storia arrivata sulla nostra pagina Facebook, editata dalla redazione)

 

Ti potrebbe interessare:

 

Il rientro a lavoro

 

Galeotto fu il lavoro! La mia storia d'amore

 

Da nostrofiglio.it:
Lavoro e maternità
Il decalogo per diventare mamme imprenditrici

 

Hai anche tu una storia da raccontare? Scrivi a redazione@nostrofiglio.it oppure scrivila direttamente nella sezione Le vostre storie del forum di nostrofiglio.it!

 

Anche tu aspetti un bambino? Ti potrebbero interessare gli articoli sulla Gravidanza di nostrofiglio.it

 

 

articoli correlati