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“Quando le madri non sono felici”

di mammenellarete - 21.01.2010 - Scrivici

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Massimo Ammaniti è un noto psicanalista e professore di Psicopatologia dell'età evolutiva all'Università di Roma, che in molti conosceranno per l'attività di consulente prestata alla Rai, in diverse trasmissioni di approfondimento e di servizio, e molti altri come padre di Niccolò, celebre scrittore "pulp" contemporaneo. Con la collaborazione di Silvia Cimino e Cristina Trentini, Ammaniti padre ha appena pubblicato per Pensiero Scientifico Editore un libro che tratta del delicato tema della depressione post partum. Con approccio scientifico al problema gli autori tracciano tutte le problematiche cliniche relative alla depressione con il proposito di rispondere a domande come: "cos’è la depressione post-partum?" "Cosa la distingue dalla depressione maggiore e/o bipolare?" "Quali sono i sistemi di classificazione e valutazione diagnostica?" "Come individuare gli effetti della depressione materna sull’interazione diadica e sullo sviluppo del bambino?"

Il tema è molto delicato e coinvolge un numero preoccupante di donne. Da una recente indagine promossa dal Ministero della salute e coordinato dal Dipartimento di psicologia dinamico-clinica della Sapienza di Roma - come racconta lo stesso Ammaniti - è risultato che il 13,5% delle donne intervistate presenta un rischio depressivo, ossia un'alterazione dell'umore con uno stato di prostrazione, pensieri negativi, facilità al pianto, idee di suicidio, disturbi del sonno e dell'alimentazione.

Il Progetto nazionale per la depressione ha tentato di delineare alcuni interventi per aiutare madri e bambini in difficoltà, sperimentandoli sul campo. "Non si tratta di utilizzare gli psicofarmaci - avverte Ammaniti - anche se in qualche situazione possono aiutare a migliorare il tono dell'umore, quanto piuttosto sostenere le donne fin dalla gravidanza e nei primi mesi dopo la nascita del bambino".

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Sono stati messi in atto, ad esempio, interventi di home visiting (sostegno domiciliare), che aiutano le donne in difficoltà a diventare più capaci di interagire con il figlio e a comprenderne meglio il comportamento.

Il Progetto ha confermato che un sostegno alle madri nel corso del primo anno di vita del figlio migliora senz'altro la sensibilità delle madri e le capacità di prendersi cura del figlio, influendo positivamente sul suo sviluppo.

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