Home Storie Racconti di genitori

Papà in sala parto: fuggire o restare?

di mammenellarete - 22.10.2013 - Scrivici

pap-neonato.600
9 Maggio 2013 ore 01.05…. Un giorno che non dimenticherò mai…. Un giorno che ha cambiato la mia vita e quella di mia moglie Benedetta. Ci eravamo preparati per 9 mesi a questo evento. Alle 12.25 del giorno prima, dopo una notte abbastanza movimentata (perdite di liquido con ricovero in ospedale alle 1,00, visite e contro visite) arriva una gentile infermiera con una carrozzella e ci invita a prepararci per andare in sala parto… AIUTO!!!!! E’ arrivato il momento. Non vi nascondo che ho pensato di non farcela. 37 anni, fifone di natura, con storie di svenimenti alle spalle alla semplice vista del sangue. Ci siamo per un istante guardati negli occhi. In quello sguardo ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno. Un bel respiro. Pronti, partenza, via…. Mentre camminavamo per il corridoio ho inviato 1000 messaggi. Sembrava come se stesse

per avvenire una catastrofe naturale. Ero molto spaventato, ma allo stesso tempo felice…. Una felicità che però non riuscivo ad assaporare in pieno. Mi mancava qualcosa per coglierla fino in fondo….

 

Mi sono vestito con un camice bianco e ho infilato dei calzari di protezione e via verso la sala parto….

 

La porta si è aperta….

 

Benedetta era sul lettino e le stavano rompendo il sacco….

 

Era oramai alla 41 settimana più 2 giorni…. Avevo 2 possibilità in quell’istante: fuggire o restare…. In quel momento, proprio all’inizio di questa meravigliosa avventura mi sono tornate in mente le parole di un amico con il quale mi ero confrontato sul fatto di entrare o no in sala parto…. : “Fino a che tu guarderai a questo momento come una cosa che viene per te, per il tuo egoismo, per il tuo essere uomo e padre, la vivrai male, avrai paura e più che altro, sarai solo d’intralcio…. Cerca di vivere questo momento come sostegno e aiuto per tua moglie, come una nascita e scoperta di quello che vuol dire stare insieme, vivilo con lei, insieme a lei, per voi due."

 

La scelta è stata ovvia…. Ho assistito mia moglie, tranne qualche pausa per fumare, per tutto il travaglio…. 7 ore bellissime intrise di emozioni, ricordi, aspettative, gioia….

 

7 ore passate insieme alla parte più bella della mia vita…

 

7 ore vissute in pieno insieme a mia moglie e Morena, l’ostetrica che ci aveva fatto il corso preparto….

 

7 ore che sembravano infinite per chi era fuori ad aspettare ma che per noi sono volate….

 

Alle 23.00 sono uscito per fumarmi una sigaretta e per avvertire tutti che stavamo per entrare nella fase finale…. Mi ricordo solo che sembravano tutti distrutti come se li avesse investiti un tir…. Rientrando ho alzato gli occhi al cielo e ho chiesto un ultimo aiuto per mia moglie e mio figlio…. E poi via verso la fase espulsiva…. Appena entrato, trovai mia moglie a carponi a terra con Marta, un’altra meravigliosa ostetrica,(abbiamo fatto qualche cambio di turno in sala parto) che le stava vicino e la incoraggiava. Li ho traballato. Cavolo proprio sul più bello stavo mollando a me stesso. Ma poi per fortuna ho incrociato di nuovo lo sguardo di Benedetta. In quel momento avevamo più bisogno l’uno dell’altra che in qualsiasi altro momento della nostra vita….

 

In quello sguardo ho ritrovato l’amore che mi aveva fatto innamorare di lei… in quello sguardo c’era ancora tutto di cui avevo bisogno….

 

Mi sono messo al suo fianco…. Le ho dato coraggio e lei ne ha dato a me….

 

In questi momenti riesci veramente a capire quanto è grande e quanta forza ha l’amore che una persona ti dona….

 

Il tempo passava veloce. Marta ha fatto mettere Benedetta comoda per iniziare la fase espulsiva. La dilatazione c’era….: “Adesso tocca a te amore mio” ho pensato tra me e me….

 

Errore enorme…. Toccava ancora a Noi…. Avevamo fatto molto insieme (certo in rapporto mia moglie aveva fatto il 99,9% ed io lo 0.01%)…. Ma ancora non era finito…. Forse in questo momento ho realmente capito quanto fosse importante essere lì. Quanto Benedetta avesse ancora bisogno di me…. Quanto io potessi essere importante per lei….

 

Mi concentrai sui suoi occhi e le presi la mano…. Ad un certo punto Marta mi disse queste parole: “Se te la senti Benedetta avrebbe bisogno, per poter spingere meglio ed aiutare Francesco ad uscire, di potersi appoggiare con le gambe su due persone… una sono io… se te la senti l’altra potresti essere tu!!!??????????”….

 

Non ho avuto la minima esitazione…. Rifiutare avrebbe voluto dire aver faticato per arrivare fino in cima e non godersi il panorama dall’altro….è come se arrivi in finale al mondiale di nuoto e non fai la gara perché pensi che gli altri siano più forti….

 

Bene…. Gli attimi diventano frenetici. C’è un elettricità nell’aria tagliata solo dalle urla di sforzo di mia moglie…. Ci siamo…. siamo vicini alla meta…. È già un oretta buona che Benedetta sta spingendo….

 

Francesco sta lottando come un leone….

 

Marta con amorevole fare aiuta in tutto e per tutto mia moglie….

 

Io dal canto mio cerco di essere sempre più pronto per qualsiasi ci sarà da fare….

 

La testa di Francesco incomincia a spuntare. Oramai mancano poche spinte. Vengo fatto spostare dietro a fianco di mia moglie e arrivano la dottoressa e altre ostetriche. Siamo pronti tutti per quello che sarà, sicuramente per me e Benedetta, il momento più bello della nostra vita….

 

Due respiri profondi….

 

Due grosse spinte….

 

Il silenzio….

 

Sapete quei silenzi che durano cosi poco ma sembrano infiniti….

 

Qualcosa però è più forte del silenzio e rompe l’apparente campana di vetro che si era creata sopra di noi….

 

Un gemito forte….

 

Un grido…. La vita che esplode…. Ora sì che capisco e comprendo fino in fondo la felicità che mi pervadeva la mattina….ora sì che tutto ciò che mi circonda si dissolve e rimangono solo due punti davanti ai miei occhi: mia moglie e nostro figlio….

 

Ora sì che mi è chiara quanto sia stata importante la scelta di vivere insieme a mia moglie questo evento fondamentale della nostra vita….

 

Non so se possa essere di aiuto a qualche padre questo racconto…. Ciò che vi posso dire con certezza che oltre che vivere l’esperienza più bella della mia vita, ho realmente sperimentato con mano quanto l’amore che lega due persone possa essere una fonte di forza….

 

Cari futuri papà. Siete fondamentali per la persona che amate. Lasciate da parte il vostro egoismo e le vostre paure….

 

Vivete insieme e per la persona che amate questo momento della vostra vita….

 

Sappiate cogliere l’occasione più grande che la vita vi pone davanti….

 

Io non credevo di poter dare e fare tanto per mia moglie…. Ma più che altro non pensavo di poter ricevere così tanto da lei e da nostro figlio….

 

Lasciatevi coinvolgere in tutto quello che è l’attesa, la gravidanza, i corsi, le paranoie…. A volte non è facile…. Ma niente che non si viva non si potrà mai capire fino in fondo….

 

Questo è il mio racconto. Spero solo di potervi aver trasmesso un pizzico della mia felicità. Quella che dal quel 9 maggio girovagava intorno a noi…. Quella che dal 9 maggio ha

 

preso postazione fissa nella nostra famiglia….

 

Quella felicità che ha un nome: “Si chiama FRANCESCO”…… ora sì che riesco a coglierla bene…. Ora si che la riusciamo coglierla bene….

 

di papà Emanuele

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

Ti potrebbe interessare:

 

 


Vuoi conoscere altri genitori? Iscriviti subito alla community

 

Vuoi scriverci la tua storia? Mandala a redazione@nostrofiglio.it

 

TI POTREBBE INTERESSARE