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Neomamme: 3 dritte per difendersi dai consigli improvvisati

di Patrizia Alfano - 03.03.2014 - Scrivici

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Appena nasce il bambino tutti vogliono insegnarci a diventare mamme secondo le loro abitudine e le loro idee. Ecco tre trucchi per difendersi dai consigli improvvisati.

La gravidanza è il periodo più bello nonostante i piccoli problemi di salute (nausee, piedi gonfi, mal di schiena etc.). Medici e parenti ci coccolano e ci riempiono di attenzioni. I consigli che riceviamo sono premurosi e pieni di dolcezza nei nostri confronti. Nel periodo della gravidanza veniamo viste come delle mamme perfette, dolci e belle.

Una volta che il bambino nasce e torniamo a casa sembra quasi che oltre alla pancia sia sparita anche quella aurea che ci ha avvolto per nove mesi. Nessuno ci dedica dolci attenzioni, nonostante ci sentiamo più bisognose. Siamo piene di dolori, immerse dai dubbi e dalle paure, ma agli altri questo non importa. Al centro delle attenzioni ora è il bambino e noi siamo diventate improvvisamente adulte. Tutto ciò che facciamo è sotto al mirino di tutti: pediatra, parenti, amici e a volte anche gente che si incontra occasionalmente in giro. Tutti sono pronti a puntare il dito sulla nuova mamma. Si prendono il diritto di correggere i nostri atteggiamenti verso il bambino.

Se ad esempio piange nella carrozzina e noi lo prendiamo in braccio, ci sentiamo dire : “Non prenderlo subito in braccio. Così lo vizi troppo. Lascialo piangere.” Se invece lo lasciamo piangere un minuto di troppo, ecco che veniamo rimproverate: “Povero bambino! Prendilo in braccio. Di sicuro ha qualcosa.”

I bambini appena nati non parlano, però ci pensano gli altri a fargli da voce :

“Avrà il pannolino sporco” “Avrà fame” “Non ha fatto il ruttino” “Avrà mal di pancia”

Ma abbiamo bisogno veramente di tutte queste persone che ci insegnano a fare le mamme?

E’ vero: appena arrivate a casa abbiamo mille dubbi e non riusciamo a capire le esigenze del bambino.

Ma gli altri le capiscono più di noi?

Ecco tre trucchi per difendersi dai consigli improvvisati.

1 - CREDI IN TE STESSA:

Abbiamo bisogno solo di più sicurezza in noi e credere nelle nostre capacità.

Abbiamo avuto il bambino nel nostro ventre per nove mesi. Forse abbiamo qualcosa in più degli altri. Abbiamo un legame che nessun altro può capire. Il bambino per natura conosce la sua mamma, lei deve solo imparare a capirlo giorno dopo giorno.

2 - NON DEMORALIZZARTI:

I bambini cambiano a vista d’occhio e non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista evolutivo. I primi tre mesi di vita del bambino sono quelli più difficili, poiché manifesta le sue esigenze solo con il pianto (se ha fame, se ha sonno, se è solo infastidito o se non sta bene). Non dobbiamo demoralizzarci, sono solo pochi mesi, dopodiché sarà lui ad aiutarci a capire di più, con lo sguardo o allungando le manine o toccando ciò che gli fa male o lo infastidisce (mal di orecchie o il nasino intoppato).

3 - NON LASCIARTI INTIMIDIRE:

Non si può insegnare a fare la mamma, quindi non lasciatevi intimidire dalle accuse degli altri che non fanno altro che criticarti: “Lo prendi troppo in braccio” “Lo attacchi troppo poco” “Non lo tieni bene” “Non hai abbastanza latte per il bambino”

Ricorda per gli altri loro più sono brave di te. Ma è proprio vero?!?

Prova solo a pensare a quante volte il bambino piange nelle loro braccia e non sapendo più come tenerlo esordiscono dicendo “Tienilo tu. Vuole la mamma”.

Sull'autrice
Mi chiamo Patrizia, abito sulle colline dell'Oltrepò Pavese con mio marito e i miei tre bimbi. Ho sempre lavorato nell'informatica... finché la mia azienda è fallita...come tante...

Uno dei miei hobby è sempre stato scrivere...libri racconti...e ora anche articoli...
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