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Mio padre mi ha abbandonato quando ero piccola. Ora sono felice, ma non dimentico

di mammenellarete - 15.09.2017 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Mio padre abbandonò me e mia madre poco dopo la mia nascita. Crebbi senza che mia madre mi facesse mancare niente, avevo dei nonni meravigliosi. Adesso, a 31 anni, sono una donna felice, ho un compagno che mi ama e non vorrei mai che mio figlio vivesse ciò che ho vissuto io. La famiglia è dove ci sono amore, felicità e comprensione.

A scrivere è una figlia e non (ancora) una mamma. La mia storia iniziò 31 anni fa. Mia madre rimase incinta di me a 21 anni. Quello che dovrebbe essere mio padre la lasciò quando io ero piccolissima, avevo solo 3 mesi. Se ne andò, senza darmi nessuna spiegazione.

Con il tempo mia madre mi disse che non si sentiva pronto, all'epoca lui aveva solo 19 anni. Con il succedersi degli anni, io crescevo e ovviamente sentivo sempre più la sua mancanza. Una lacuna grande.

Una bambina di 6/7 anni non riesce a capacitarsi del perché tutti i suoi amichetti hanno un papà e lei invece no. Ogni recita a scuola, ogni tema sulla famiglia, ogni volta che vedevo solo mamma, per me era una sconfitta e stavo male.

Crebbi senza che mia madre mi facesse mancare niente, avevo dei nonni meravigliosi. Mio nonno? Guai a chi gli toccava la sua nipotina. Lui per me è stato molto importante, è stato il papà che non ho mai avuto.

Dall'altra parte avevo altri nonni poco presenti. Solo mia nonna paterna, che ogni volta che poteva veniva a trovarmi, dava un aiuto economico a mia madre, comprava ciò che serviva ad una bambina che faceva la scuola elementare ed io ero felicissima. Finché un giorno sparì nel nulla: mio padre, mio nonno e mia zia, le avevano impedito di vedermi, definitivamente.

Io sprofondai, perché mi sentii abbandonata per la seconda volta e piano piano me ne feci una ragione. Siamo a molti chilometri di distanza, ma loro hanno da sempre una casa estiva dalle mie parti, dove infatti mio padre, molti anni fa, conobbe mia madre.

Giunta all'età di 19 anni passai per caso davanti questa casa con mia madre. Lui era lì. Mia madre mi disse: "Eccolo, è lui tuo padre". Io per un attimo rimasi senza parole, vidi passare davanti tutta la mia vita in un secondo.

Arrivai a casa e sentii suonare il campanello; era il loro vicino di casa con un biglietto con la seguente scritta: "Ciao figlia mia, vederti oggi è stato uno shock per me, se vuoi possiamo vederci". Sotto la frase c'era il suo numero di telefono. La rabbia, la delusione e tutto il rancore che credevo di aver ormai superato uscirono di nuovo fuori con quel biglietto. Chiamai e sfogai tutto il mio disprezzo per lui; non disse nulla, restò in silenzio e io chiusi la telefonata.

Stavo malissimo, ma so di aver fatto la cosa giusta. Scoprii poi col tempo di avere un'altra sorella, alla quale voglio un bene infinito perché poi ha passato ciò che ho passato io. Mio padre aveva lasciato pure lei ed ora ha altri due figli con una terza compagna. Non l'ho più sentito e non so nemmeno che faccia abbia, solo vaghissimi ricordi.

Adesso, a 31 anni, sono una donna felice, ho un compagno che mi ama e non vorrei mai che mio figlio vivesse ciò che ho vissuto io. La famiglia è dove ci sono amore, felicità e comprensione.

di Tanja

(storia arrivata alla pagina Facebook)

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