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Mia figlia non ha un padre, ma ha l'affetto di tutti

di mammenellarete - 26.05.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
La mia storia era lunghissima ma volevo centrare sul problema dell'aborto. Ci sono donne che desiderano un figlio ma che vengono abbandonate dai compagni, donne che hanno un compagno e che desiderano insieme un figlio e non possono averlo se non per inseminazione. Ogni donna ha una sua storia a sé. Ma quello che voglio dirvi è di non mollare mai!

La mia storia ebbe inizio quando nell'agosto del 2014. Mi lasciai con uno dei miei ex dopo 7 anni di fidanzamento.

Gli ultimi 2 anni non andavamo più d'accordo, io poi mi sentivo l'eterna fidanzata, ma desideravo già una bambina.
Finché non chiesi un periodo di riflessione.
Ma scoprii dopo la morte di sua nonna che non portava più l'anello di fidanzamento così capii di lasciarlo per sempre. Finché un giorno mentre mettevo il carburante alla mia auto feci amicizia con l'uomo che realizzò il mio desiderio.
Con lui erano alti e bassi, nonostante tutto siamo stati insieme quasi 3 anni.
Lui origini africane.

Sembrava amore finché non rimasi incinta

Ma sembrava amore finché non rimasi incinta.
Diedi la notizia prima ai miei che furono dapprima felici, poi ne parlai con il mio attuale compagno.
Ero alla quarta settimana di gestazione e volevo dargli la lieta notizia.
Ma mi sbagliavo.
Lo vidi incupirsi, mi disse che era impossibile che non era suo. Gli dissi che è nostro! E che se non mi credeva poteva fare il test del DNA.
Così, decise di lasciarmi, che non era pronto per fare il padre. Sì negò per telefono, al citofono non rispose mai.
Non sapevo come dire ai miei che sarei rimasta sola.

Ne parlai con il mio datore di lavoro, e con una sua amica e andai in un consultorio familiare per decidere come procedere con la gravidanza perché io desideravo sapere se era vivo, sano e cresceva bene.
Così mi decisi di parlarne con i miei che avevano cambiato idea.
Mi dissero: "non puoi crescere un figlio da sola e come farai con il lavoro".

Devi abortire

Devi abortire.
A quella parola ho pianto tantissimo.
Mi sentivo sola, senza l'appoggio di nessuno.
Volevo averlo. Un figlio che avevo sempre desiderato. Ma i miei prenotarono una struttura per abortire.
La sera prima andai da una mia amica, ero disperata, non volevo tornare a casa dai miei.
Finché, la mia amica e l'amica del mio datore di lavoro mi dissero che sono io che devo decidere non loro e che dopo 8 settimane per legge non si può abortire.
Così mi resi conto che era passato già un mese dall'ultima mestruazione e che mancavano pochi giorni per evitare l'aborto grazie alla Legge.
Potevo battere su questo punto.
La fortuna mi stava assistendo, due strutture dalle mie parti non praticavano più l'aborto, così i miei furono costretti a cercarne un altro in extremis.
Ci riuscirono.
E mi sono ritrovata in sala di attesa.
Vi erano donne, ragazze con i rispettivi compagni.
Sembravano alcune felici, altre normali.
Io mi dicevo: ma cosa ci faccio qui?
Arrivò il mio turno.
Mi fecero prima un'ecografia e poi sentii i battiti.
Dissi fra me e me: è vivo!
Mi dissero che ero all'ottava settimana.
Fecero uscire mamma.
Il ginecologo volle parlare da solo con me.
Mi disse: "lei è arrivata all'ultima settimana per poter abortire, ma non l'ho trovata convinta. È lei che deve decidere. Dunque cosa vogliamo fare?"
Senza pensarci troppo. Risposi: "Lo tengo".

Tornati a casa, una tragedia. Non riuscivo a credere. I miei sembrano dei mostri. Dissi semplicemente che se avessi abortito un giorno me ne sarei potuta pentire e li avrei odiati a vita per avermi costretta a fare una cosa che va oltre la mia volontà. Chiamai il giorno dopo la sorella di mio padre. Che fu felice della notizia. Parlò con papà che si mise l'animo in pace. Mia madre no.

Nessuna notizia del padre biologico

I mesi passavano il pancione cresceva, nessuna notizia del padre biologico.
Mia madre si rassegnò, avevo l'appoggio dei parenti ed amici e del mio datore di lavoro.
Durante il travaglio durato parecchio un'ostetrica mi visitò per verificare i cm, nel mentre provai dolore e cominciai ad avere alcune perdite di sangue. La vidi preoccupata.
Chiamò la mia ginecologa e mi fecero di nuovo una visita. Distacco di placenta. La ginecologa mi disse: "Non era previsto ma per salvare la bimba deve fare il cesareo". Io risposi che dopo tanta sofferenza per averla, avrei fatto volentieri il cesareo.

Ero sedata e sotto anestesia lombare eppure sentivo il taglio e poi tirare... Finché non uscii dalla sala operatoria.
La bambina è sana e salva.
La tenni finalmente tra le braccia.
Una mulatta.
Una meravigliosa mulatta.

Mia figlia ha 4 anni

Oggi mia figlia ha 4 anni.
Ed i nonni oramai non riescono più a farne a meno.
Non ha un padre, ma ora ha l'affetto di tutti!
E il mio datore di lavoro? È diventato il padrino di mia figlia. La mia storia era lunghissima ma volevo centrare sul problema dell'aborto.
Ci sono donne che desiderano un figlio ma che vengono abbandonate dai compagni, donne che hanno un compagno e che desiderano insieme un figlio e non possono averlo se non per inseminazione.
Ogni donna ha una sua storia a sé.
Ma quello che voglio dirvi è di non mollare mai!
Lottate, lottate sempre per ciò che desiderate e la gioia che si prova ad avere un figlio è immensa.

di Benedetta
Mamma single

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