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Menopausa precoce a 22 anni

di Raffaella Clementi - 31.07.2013 - Scrivici

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Ho sempre pensato che la difficoltà o l’impossibilità ad avere figli fossero prerogativa di ragazze mature che cercano un figlio non più giovanissime. Credevo che la fertilità fosse strettamente connessa con l’età biologica della donna e non sapevo, invece, che la menopausa precoce può essere causa di infertilità anche in donne giovanissime. Giovanna ha 22 anni e una diagnosi di menopausa precoce. Ha cicli anavulatori il che, significa che, il suo ovaio non produce ovuli, di conseguenza è come se avesse delle ovaie vecchie in un corpo giovane. Sembra che questo sia dovuto ad un PCO, sindrome dell’ovaio policistico, ( l’acronimo PCOS, derivante dall'inglese PolyCystic Ovary Syndrome) affezione endocrina e metabolica che colpisce in tutto il mondo il 5-10 per cento della popolazione femminile ed è pertanto il disordine ginecologico più comune delle donne in età riproduttiva.

È la causa più frequente di infertilità femminile. L'espressione sintomatologica di questa sindrome è molto variabile da persona a persona e solo un medico specializzato e analisi specifiche possono diagnosticare la malattia.

 

Quando Giovanna mi ha scritto, raccontandomi la sua storia, quello che mi ha colpito di lei non è stato tanto il mondo di emozioni legate ai sentimenti tipici delle diversamente fertili, quanto il suo sentirsi un pesce fuor d’acqua. Giovanna è giovane, eppure è vecchia, non si riconosce nelle persone della sua età ma neanche in quelle con età diversa ma con gli stessi problemi. Mentre le sue coetanee non pensano proprio ad avere figli posticipando l’idea e la voglia di famiglia, lei, che invece si sentirebbe pronta, non può averne e non viene presa sul serio quando racconta il suo desiderio. C’è nell’immaginario collettivo l’idea che a vent’anni si è ancora troppo giovani per avere figli, che una ragazza di questa età debba pensare a divertirsi. Scoprire che si è vulnerabili, quando invece si dovrebbe essere invincibili, che non si ha tutta la vita davanti come, invece, dovrebbe essere mette in discussione e mina una identità ancora in evoluzione.

 

Questo, quello che mi racconta Giovanna. E dal suo racconto emerge una solitudine e un’ angoscia che non dovrebbe appartenere a nessuno men che meno a una ragazza nel pieno della giovinezza.

 

Davanti alla sua mail mi sono chiesta se, spesso, anche noi persone più mature colpite da sorte simile abbiamo preso sul serio il problema raccontatomi da Giovanna o se, invece, almeno una volta, non abbiamo pensato in cuor nostro che fosse meno grave in base alla giovane età e quindi meno importante rispetto ai nostri drammi.

 

Mi dispiace molto, ragazze giovani diversamente fertili se, al vostro sentirvi inadeguate si è aggiunta anche la sensazione di sentirvi “sole” in un mondo che non ha ascoltato.

 

Raffaella Clementi è autrice di ‘Lettera a un bambino che è nato‘, un libro-diario in cui racconta la sua esperienza personale di fecondazione assistita fino alla nascita del figlio.

Leggi di Raffaella: Mi presento, io incinta con la pma e infertilità sine causa

 

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