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"Mamme alla pari", sostegno e solidarietà tra madri. La testimonianza di una di loro

di mammenellarete - 14.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
"Mamme alla pari": chi sono e cosa fanno? Ecco la testimonianza di Giuliana, una di loro, che racconta come la figura della mamma alla pari sia unica nel suo genere e come possa portare qualcosa di positivo nella vita di un'altra madre e/o di un padre.  Inoltre, la forza del sostegno tra pari non dà benessere solo a chi sceglie di chiedere aiuto, ma anche a chi la circonda e soprattutto al proprio bambino.

Sono una donna.

Sono diventata una donna-madre.

Sono una madre.

Sono una "mamma alla pari".

E' cosi che scelgo di descrivere in breve il mio percorso interiore da donna a mamma alla pari. Non solo parole che si susseguono, ma cambiamenti interiori vissuti con forza e che mi hanno travolta.

Ho vissuto e vivo il cambiamento che la maternità ha portato nella mia vita e il passaggio da "donna" a "donna-madre" è in assoluto il più complesso che ho vissuto.

Si pensa che diventare madre sia "normale" ad una certa età, o perché ci si è sposati, o perché si convive da tempo… o perché altrimenti non sei abbastanza donna e ti dicono che ti mancherà sempre qualcosa. Io credo che la maternità dovrebbe essere affrontata con consapevolezza, dovrebbe essere una scelta guidata da istinto e non dalle esigenze di una società antica e bigotta, che disegna la donna-madre che lavora e cresce i figli come se fosse tutto semplice, facile, ovvio e normale.

Molte donne scelgono di diventare madri, molte no, esistono tante storie e ognuna va rispettata e accolta nella sua unicità. COSA E' NECESSARIO CHE CAMBI PER AFFRONTARE LA MATERNITA' CON LA SERENITA' CHE OGNI DONNA, OGNI PADRE E OGNI BAMBINO MERITA?

Scelgo di diventare "mamma alla pari" per caso… Ho conosciuto un'altra madre che come me avvertiva la mancanza di un adeguato supporto per noi, insieme abbiamo provato ad organizzare incontri tra mamme nella nostra piccola città. Ciò che per noi era naturale, il cercare il sostegno di mamme che come noi potevano capire certe emozioni e certe dinamiche legate alla maternità, non era semplice trovarlo in altre madri.

Non è semplice per una madre ammettere di aver bisogno di aiuto, non è semplice far cambiare una mentalità tanto radicata che porta ogni donna-madre a nascondersi dietro un velo di perfezione, o quasi, che cela tante paure, insicurezze e solitudine.

Un giorno la madre con cui mi trovai a parlare di incontri, sostegno e informazioni varie mi chiese di seguire un corso on line per diventare "mamma alla pari" ed io, anche se diffidente per natura, scelsi di farlo. Che esperienza unica!!!

Avevo solo letto di questa figura presente in molti Paesi, anche in ospedali e case di accoglienza per mamme post parto oltre che in associazioni e nelle varie informazioni trovate on line su allattamento e supporto, ma non sapevo realmente come poteva aiutare una madre e che preparazione avesse.

Sono madre da 3 anni e quello che vedo nella società che mi circonda, ma anche in altre realtà più distanti da me che grazie alla rete di mamme on line riesco a percepire, ciò che vedo è SOLITUDINE, non sentirsi capite.

Solitudine non mostrata, nascosta, messa a tacere dai doversi che ogni madre sente di dover avere per non essere giudicata, criticata. E' più facile mostrarsi serene e dire che è tutto okay, non si incorre in consigli non richiesti e inopportuni, nessuno ti critica e nessuno ti giudica. Anzi, ti invidiano!!! Perché le altre madri che come te vivono le stesse emozioni, si chiedono: "Perché lei ce la fa ed io no? Forse sto sbagliando tutto… non sono in grado di fare la madre…".

Si sceglie di non mostrare le proprie emozioni. Si sceglie di apparire super organizzate e sempre in ordine con capelli, trucco e vestito. Si sceglie di essere ciò che non si è… ma il conto si paga sempre. Arriverà il momento del crollo, arriverà il momento in cui da sola non ce la farai, arriva sempre… perché siamo esseri umani! Imperfetti, unici e bisognosi d'amore... stop.

Scegliere di non mostrare le proprie emozioni ha portato nel tempo alla solitudine delle madri. E' stata abbattuta la forza travolgente del sostegno tra mamme che in modo del tutto naturale ha creato l'uomo dalle sue origini. Comunità, villaggi, ogni nascita era di tutti, apparteneva a tutti con rispetto, aiuto, supporto, naturale e non richiesto. Il cambiamento, la crescita del nostro mondo, hanno provocato la voglia di apparire come non si è. E tutto questo non va bene, non va più bene!!!

Una domanda che mi è sorta quasi subito dopo il parto è stata: "Ma davvero mia madre, mia nonna, ogni madre, ha vissuto o vive tutto questo?". Ero in preda agli sbalzi ormonali post partum e passavo dalla tristezza alla felicità in due minuti. Sconforto, voglia di piangere, ansia, si alternavano a momenti piacevoli e tranquilli. Non capivo. Ero sola. Eppure avevo fatto tutto: avevo seguito il corso pre-parto, avevo letto libri sulla maternità e su allattamento, parlato con ostetriche e ginecologo. Di tutto… ma eccomi lì, sola e senza risposte.

La maternità è soggettiva, lo è al punto che qualsiasi risposta alla mia domanda sarebbe stereotipata e non reale. Perché tu sei tu. Il tuo bimbo è unico, come lo è ognuno di noi. Diventare madre ti fa entrare in un mondo che solo un'altra madre può comprendere e che solo altre madri possono vivere. Questo non vuol dire essere uguali.

Vuol dire che la peculiarità di noi essere umani è il sapere farci forza a vicenda, di cercare sempre l'amore, gli abbracci e il conforto tra di noi, perché ci serve, ne abbiamo bisogno istintivamente per stare bene, e la donna è all'apice di questa esigenza, da lei si sviluppa l'amore verso tutta la famiglia. E' la nostra natura.

Allora perché non farlo? Perché pur consapevoli di vivere in una società che crea stereotipi e in cui le persone preferiscono essere NON REALI piuttosto che vivere delle loro emozioni, e seguire chi "appare" più bravo, buono, bello, simpatico, giusto, ecc., perché scegliamo di nasconderci? Risposta: perché la paura di vivere le proprie emozioni ci è stata sempre raccontata, tramandata ("Se hai paura di una cosa, evitala!", "Se ti viene da piangere, impara a non farlo!", "Se ti arrabbi non sfogarti troppo, potresti esagerare!") e se le vivi cambia la tua prospettiva. Cambia davvero! Provaci!

Il corso per diventare "mamma alla pari" mi ha aperto una finestra sul mondo dalla quale vedo meraviglia! Vedo la meraviglia della natura umana che grazie al supporto tra pari riesce ad uscire dai momenti più difficili, affrontando le proprie emozioni e non sotterrandole a andando avanti a testa alta… agli occhi degli altri. Vedo la meraviglia di una madre che allatta al seno il proprio figlio e sa aiutare chi vuole farlo ma ancora non sa come, perché per quanto naturale ogni allattamento ha bisogno di supporto e quello tra pari è in assoluto il più pratico, il più appagante che c'è. Vedo la meraviglia del SOSTEGNO ALLA PARI.

L'associazione "Custodi del femminino" ha creato un percorso che per me è stato unico ed emozionante, ho potuto imparare tanto, tecnicamente, su problematiche legate ad allattamento, gestione della maternità in generale, ma ho potuto anche ascoltare e condividere storie molto diverse ma anche simili alla mia e riuscire a capire quanto accogliere l'esperienza e le emozioni di un'altra madre possa essere appagante per me, ma soprattutto per lei che si libera e riesce a vivere le sue emozioni con trasparenza, onestà e consapevolezza.

Nulla di più liberatorio, provare per credere!!! Questa esperienza e le persone che ho conosciuto mi hanno dato molto, sento che grazie a loro esiste un cerchio di donne madri in cui se serve potrò rifugiarmi, chiedere consigli, sfogarmi, confrontarmi liberamente, senza finzioni. Il solo sapere che ci sono mi dà serenità.

Ogni madre dovrebbe provare questa sensazione, come un paracadute che sai che ti sosterrà sempre. Le ringrazio per questo. Maria Chiara Spadoni (presidente), Marika Novaresio (vice presidente), Lisa Turrini (dottoressa in psicologia).

Mentre seguivo il corso e ricevevo tutte quelle informazioni, ma anche capivo come fosse corretto rapportarsi con le persone, non solo le altre madri, ma le famiglie in generale, e provavo a riportare quegli insegnamenti nella mia vita reale, pensavo che se ogni donna facesse un percorso del genere ne gioverebbe non solo lei in primis, ma chi le sta intorno anche e soprattutto il suo bambino.

Perché la serenità di una madre è la serenità della famiglia. Sempre. Tutto al di là della esigenza di aiutare gli altri, ma per trovare se stesse in modo diverso, per scoprire se stesse e stupirsi di ciò che si è: donne e madri. Ognuna saprebbe apprezzarsi di più sia come donna sia come madre, non ho dubbi.

Mamma alla pari, chi è

CHI E' UNA MAMMA ALLA PARI? E' una madre che ha scelto di allatare al seno il proprio bambino e sceglie di formarsi con professionisti, supportare, accogliere e non giudicare altre madri o padri che scelgono di avere aiuto nella gestione delle loro emozioni, della loro quotidianità. Non è coinvolta emotivamente, è esterna alla famiglia. Non giudica e sceglie di non farlo, perché per natura l'uomo lo fa.

Sa accogliere i bisogni di quella diade madre-bimbo o triade madre-bimbo-papà nella loro unicità, anche se quei bisogni sono molto distanti dai suoi, anche se non è favorevole alle loro scelte, anche se ciò che vorrebbero fare è contrario ai propri pensieri (nel limite del legale ovviamente e senza mettere in discussione la salute del bambino), nonostante tutto la mamma alla pari è lì. Proprio perché personali e uniche le scelte vanno accettate, e la finalità è sempre il benessere e la serenità di chi si sceglie di aiutare.

In pratica, sa rendere una madre consapevole delle proprie innate competenze, nascoste da paure, livelli ormonali fuori dalla norma e solitudine. Come se fornisse uno specchio a quella madre… "Tu madre, guarda di cosa sei capace!".

Sa creare le situazioni più adatte per mettere a proprio agio chi è in difficoltà, e sa riconoscere quando può bastare un abbraccio e un sorriso, oppure se è necessario farsi aiutare da professionisti del settore materno infantile per risolvere un certo problema.

Una mamma alla pari si crea già per sé una rete di professionisti di riferimento e se si aiuta una madre del proprio territorio si può consigliare chi di fiducia, ma sempre lasciando liberi gli altri di decidere il professionista più adatto. Ciò che si richiede è far luce sul fatto che un certo problema richiede un consulto professionale. Personalmente scelgo di sostenere chiunque voglia contattarmi al di là della territorialità.

Per questo ho creato una pagina Facebook, "La mamma sei tu", per arrivare senza confini a chiunque voglia ricevere informazioni corrette, e per farlo mi avvalgo dell'aiuto di svariati professionisti che con articoli o post riescono a far arrivare a loro modo le informazioni. Io le rendo accessibili ai genitori condividendole. Argomenti vari, ogni giorno rubriche diverse e giornate dedicate. Inoltre faccio sapere che ci sono, che ogni madre non è sola e che se serve un confronto o uno sfogo possono scrivermi.

Le informazioni che scelgo di condividere e che molti professionisti mettono a disposizione di chiunque voglia sono postate seguendo il criterio del "cresciamo insieme". Da genitore a genitore vediamo come possiamo svolgere al meglio il ruolo più importante per la vita di tutti. Non ci sono regole, non ci sono manuali da seguire, ogni momento della maternità, dalla gravidanza alla crescita del bambino, può essere utile per mettersi in contatto con una mamma alla pari.

Dubbi, incertezze, scelte da fare, paure… qualsiasi motivo può essere valido per scegliere di confrontarsi con chi sa accogliere i tuoi bisogni e farti uscire da quel momento più o meno negativo che stai vivendo, nella consapevolezza che solo tu sei competente per tuo figlio, e nessun altro. Uno specchio in cui riuscire a guardarsi per come si è. Ecco cosa può fare una mamma alla pari.

Ecco perché scegliere di entrare in contatto con una di noi già dalla gravidanza può davvero fare la differenza nella gestione del post partum soprattutto, periodo ricco di cambiamento ed emozioni che travolgono troppo spesso le famiglie. Mi riferisco alla reale gestione del post partum con tutte le emozioni più o meno positive, ma sempre vere e che meritano attenzione, meritano valore, meritano di essere vissute. Come dico sempre a mia figlia quando piange: "Amore la mamma è qui, ogni lacrima sta portando via un po' di tristezza e poi starai meglio".

Una figura unica nel suo genere, tutta da scoprire e soprattutto che non può che portare qualcosa di positivo nella vita di una madre e di un padre. Mi auguro che presto possa entrare nella società come un riferimento ordinario per le nuove famiglie. La forza del sostegno tra pari non dà benessere solo a chi sceglie di chiedere aiuto, ma anche a chi la circonda e soprattutto al proprio bambino.

Io ci credo perché ne conosco i poteri e i benefici. Solo vivendole le esperienze ti possono segnare e si possono tramandare, divenendo "normalità".

"I genitori impegnano tutti se stessi con quei piccoli esseri che hanno portato al mondo. Essere forti e presenti non dovrebbe portare con sé il peso di mostrarsi sempre felici per aver fatto questa scelta. E' normale sentirsi anche stanchi, arrabbiati, frustrati, soli".

La "Leche League Italia"

di Giuliana Ganci, Mamma alla pari, creatrice de la pagina Facebook "La mamma sei tu"

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