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Mamma Simona: è già natale...

di mammenellarete - 18.11.2009 - Scrivici

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È già natale… da ottobre O da settembre, insomma da quando è iniziata la scuola per i miei bimbi.

È una sfolgorante mattina di fine estate - o inizio autunno - con un sole che imita ancora quello agostano, io coltivo segretamente il progetto di organizzare l’ultimo fine settimana al mare e gongolo pensando di protrarre l’abbronzatura ancora per qualche settimana. Sofia, che ha nove anni, si presenta in cucina con una splendida idea che mi distoglie violentemente dai miei pensieri di beata narcisa quarantenne.

 

Mamma” fa lei, vocina imperiosa delle grandi occasioni “ho deciso, quest’anno sarò la prima della classe…”
“Ottima idea, cara, l’anno scorso in matematica non sei andata molto bene”
“Fammi finire, non interrompermi come al solito, sarò la prima della classe a scrivere la letterina a Babbo Natale
“Perché?” dico io inghiottendo una sottile preoccupazione
“Perché così posso scegliere i regali migliori. Se mi riduco all’ultimo, come ogni anno, le cose più belle saranno andate via”.
Chi le ha trasmesso questa mentalità da centro commerciale? Sono fortemente tentata di rivelarle che Babbo Natale non esiste…ma in fondo ho anch’io qualche dubbio in merito quindi non mi esprimo e mi limito a dirle: “buona idea, ma cos’hai intenzione di chiedere quest’anno?”.
“Be’, visto che la mia letterina gli arriverà fra le prime, posso chiedere tutto quello che voglio”
“E cosa vuoi?” chiedo, inghiottendo una preoccupazione un po’ più spessa.
“L’iPhone come prima cosa…”

 

A questo punto non riesco più a inghiottire niente, la gola mi si è chiusa, ho il battito cardiaco lievemente accelerato e sudo. Mi succede tutte le volte che sento giungere il momento educativo, dove non basta più la mera conversazione ma bisogna passare agli insegnamenti etici. Non è mai stato facile per me.

 

Finito l’istante di panico, atteggio il volto a una benigna severità e comincio il mio sermone: “Tesoro, innanzitutto non vedo alcuna ragione valida per la quale una bambina di nove anni debba possedere un iPhone o un qualsiasi altro tipo di cellulare. Non ti serve, non sapresti come usarlo e, presto o tardi, lo romperesti o te lo faresti rubare. In secondo luogo, ma non è un considerazione meno importante, se tu chiedi a Babbo Natale un regalo così costoso, lui si sentirà costretto ad accontentarti perché sei una brava ragazzina, ma poi avrà meno risorse per rendere felici gli altri bambini della Terra, soprattutto quelli poveri che aspettano Natale per avere un bel giocattolo. Tu non vuoi che i bambini poveri rimangano senza giocattoli, vero?”

 

Lei ci pensa un po’ su e poi, come fa spesso, risponde adducendo altre argomentazioni: “Mamma, la maestra ci ha spiegato che le risorse del nostro pianeta sono limitate - è vero?”
“Certo che è vero, è per questo che bisogna proteggere l’ambiente naturale, non sfruttarlo eccessivamente, adottare fonti di energia rinnovabili…” Sofia mi blocca con la manina prima che io possa finire la conferenza sull’ecosistema e sullo sviluppo sostenibile .
“Invece, io ho letto sul libro di Harry Potter che le risorse della magia sono infinite”
“Ebbe’?” le rispondo con aria di stolida superiorità
“Babbo Natale è magico, lo sanno tutti, quindi ha risorse infinite”.

 

Battuta, sul piano dialettico, da una bambina di nove anni. E sì che con le parole ci lavoro.
A questo punto, come tutte le persone che rimangono senza argomenti, divento irrazionale e brutale: “Be’ scordati l’iPhone”.
“Ok, anche se non capisco cosa c’è di male a chiederlo. Non vuoi sentire il mio secondo desiderio?”
“Dimmelo” grugnisco rassegnata
“Chiederò a Babbo Natale di trovare una cura definitiva per il tuo piede”.

 

La abbraccio tra le lacrime, che bambina meravigliosa sto crescendo.
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