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Mamma per scelta: il mio parto

di mammenellarete - 19.03.2008 - Scrivici

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da Tiziana (una mammanellarete) Chi non sa quanto sia difficile decidere di diventare mamma oggi.

Tante difficoltà per creare una famiglia, la necessità di lavorare in due, la voglia di far carriera.
Dopo due anni di matrimonio felicissimo il desiderio di avere una bambina, si volevamo una femminuccia, diventava sempre più forte, anche se la solita vita frenetica mi faceva sempre vedere il momento giusto lontano.
Poi un giorno, lo ricordo, era giugno…non ho più esitato e il momento più atteso è arrivato con tale naturalezza da lasciare mio marito senza fiato dalla gioia…
Non abbiamo dovuto aspettare, siamo stati molto fortunati perché il nostro desiderio si è avverato immediatamente: Giorgia stava arrivando. Dopo nove mesi di gravidanza vissuta intensamente e felicemente è arrivato il giorno giusto.
A 39 settimane + 4 giorni, correva il 26 febbraio 2008 a meno di 2 giorni dalla naturale conclusione della gravidanza. Erano due settimane che avevo contrazioni preparatorie più o meno dolorose.
Quella sera ricordo che Giorgia era particolarmente attiva ed in movimento, ma ben presto mi sono addormentata . In piena notte, erano l’una e quindici, mi sono svegliata e mi sono accorta di aver avuto la perdita del tappo mucoso.
Avevo frequentato il corso pre parto, sapevo di non dovermi allarmare ma era la mia prima volta e ho preferito andare subito in ospedale.
Ho svegliato mio marito che stranamente proprio quella notte non mi aveva sentito alzarmi, e gli dico di affrettarsi perché era il caso di andare in ospedale. Lui un po’ per l’agitazione un po’ perché svegliato in pieno sonno inizia a tremare mentre si veste e corre per aiutarmi.
In pochissimo tempo siamo in ospedale. Piena notte, il portiere chiama il ginecologo e l’ostetrica di turno, mi visitano confermandomi la perdita del tappo mucoso ed un centimetro di dilatazione. Per questo decidono di ricoverarmi e passo la notte tra tracciato, prelievi e inizio di contrazioni più dolorose confortata dall’amore di mio marito e dai suoi occhi che assaporavano il momento da noi tanto atteso.
La mattina successiva la dilatazione era a tre centimetri, il dolore era assolutamente sopportabile grazie anche alle tecniche di respirazione imparate durante il corso pre parto. Tutto procedeva con velocità ma alle 11 del mattino i dolori si placano e le contrazioni si fermano per ricominciare solo per le due notti successive che passano tra una contrazione e l’altra.
Arriva il giorno del parto, chiedo al mio ginecologo di procedere con le stimolazioni perché iniziavo a sentire la stanchezza delle notti insonni e del digiuno. Sono le 8.30 del mattino del 28 febbraio e di lì a qualche ora Giorgia è arrivata.
Le contrazioni sono aumentate immediatamente ed alle 11.30 dopo la rottura delle acque, ero in sala parto. Tutto procedeva per il meglio ma ad un certo punto ci sono state delle complicazioni. La posizione della sua testa non ne agevolava la discesa. Ogni mia spinta era sempre più forte, sentivo che dovevo mettercela tutta. Aiutata dall’equipe in sala parto dopo un po’ la situazione si è sbloccata con un parto spontaneo anche se operativo. Abbiamo evitato un parto cesareo d’urgenza e ne sono orgogliosa. Il mio sforzo è stato davvero intenso, ma ne è valsa la pena.
Giorgia è nata alle 12.35 del 28 febbraio 2008. Pesava 3.370 Kg per 51 cm di altezza.
Sì, ricordo lo sforzo, ma ciò che rivedo negli occhi è sempre il momento in cui l’ho vista tra le braccia dell’ostetrica che l’ha fatta nascere. Subito dopo l’hanno avvicinata a me ed è stato un momento indimenticabile. Quegli occhi aperti e quel viso hanno calmato ogni mio dolore.
E’ tutto vero, tutto passa, ed anche se il mio parto è stato difficile lo ricordo comunque come una esperienza estremamente positiva.
Dopo un po’ di riposo mi hanno riportata in stanza e aspettavo mio marito e la bimba con una grande emozione nel cuore .Mio marito l’ha presa dal nido subito dopo e da quel momento non ci siamo più separate.
Ho visto i suoi occhi vispi appena attaccata al seno per allattarla e quasi incredula l’ho guardata per ore.
Tra tutti i ricordi, ci sono gli occhi di mio marito che non dimenticherò mai, la sua commozione, la sua paura per la mia sofferenza, la sua gioia e devo ringraziarlo per essermi stato accanto sempre, quasi invisibile , così delicato, premuroso,ma sempre presente. Ci guardava con quell’infinito amore che ha saputo dare a me e a lei per tutti questi mesi di attesa e ho pensato che la nostra famiglia finalmente aveva ricevuto quel dono così atteso: Giorgia.

Emozionante, vero? Domani a seguire il racconto del papà di Giorgia. Non mancate!

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