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Mamma a 19 anni: "Non ho mai prestato attenzione ai pettegolezzi"

di mammenellarete - 10.08.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
Sono Clarissa, ho quasi 20 anni e sono mamma di una splendida bimba. Abito in un piccolo paese del mantovano e come si sa, in ogni paese le voci girano e le prediche volano. Io ho sofferto molto per l'opinione della gente, ma sono sempre riuscita a guardare avanti. Vi racconto dall'inizio la mia storia.

Sono Clarissa, ho quasi 20 anni e vorrei condividere la mia storia con voi.

 

Scoprii di essere incinta a Aprile/Maggio del 2014, quando, dopo un mese che non veniva il ciclo, decisi, insieme al mio compagno, di fare un test di gravidanza. Test che si rilevò positivo... Di conseguenza andai al consultorio del paese a fare una visita.

 

Durante l'ecografia venni a sapere che era già da un bel po' di tempo che ero incinta. Addirittura da febbraio! Non me ne ero accorta perché nei mesi precedenti avevo avuto perdite simili al ciclo (non sapendo che invece erano perdite da impianto).

 

Non ero però ingrassata di una virgola e della pancia nemmeno l'ombra! Una fortuna, direbbero alcune mamme! Solo a giugno mia madre (ah le mamme quante ne sanno!) ebbe il coraggio di venire da me e di chiedermi se ero incinta, poiché io non le avevo ancora detto niente per paura della sua reazione.

 

Alla fine le dissi tutto. Le raccontai che lo avevo scoperto da poco e che prima o poi le avrei parlato, ma c'era la paura che mi frenava. Invece mio papà. alla scoperta della mia gravidanza, ebbe uno shock e per una settimana non parlò con nessuno, forse perché mi considerava ancora la sua bambina e non era pronto ad accettare la notizia.

 

Fatto sta che, tra i miei parenti e i miei amici, si aprirono due "fazioni", una di chi era contento e l'altra di chi giudicava. C'era chi era felice e chi diceva che mi sarei rovinata la vita. Ciò di cui ero sicura era che non avrei mai abortito. Nel frattempo ero venuta a sapere che aspettavo una meravigliosa bimba.

 

Dopo l'estate successe che rischiai di partorire al settimo mese e, tra paura e sgomento, per fortuna riuscii a tornare a casa dopo 10 giorni di ricovero, senza ulteriori complicanze. Quanta paura!

 

Al settimo mese la pancia iniziò finalmente a vedersi (forse grazie all'aiuto delle flebo dell'ospedale, chissà...) e quindi così diedi modo alla gente di parlare. Iniziarono a diffondersi i pettegolezzi. "Figlia del suo moroso o no?!"

 

Bah poco importa per me, visto che io ero sicura di quello che stavo facendo. Finalmente arrivò novembre, il giorno del mio compleanno. Organizzai una festa con torte, pasticcini e mi concessi anche un goccetto di moscato!

 

Quattro giorni dopo, il 12, "mi feci un bel regalo": entrai in travaglio. Alle ore 21 ruppi il sacco. Corsi al pronto soccorso, salii in reparto e scoprii che c'erano altre 3 mamme che avrebbero partorito. Ebbi dolori pazzeschi, per fortuna un'ostetrica fantastica che mi preparò la vasca per il parto in acqua.

 

Magari! Non feci in tempo a scendere dal lettino, che la bimba aveva già iniziato a spingere! Così alle 22.30, dopo tre rapidissime spinte, nacque Isabel. 2.600 kg di puro amore! Oggi ha quasi 9 mesi ed è la persona più importante della mia vita.

 

Ho raccontato tutto questo perché voglio dare un messaggio alle ragazze che come me si sono trovate davanti a questa esperienza così grande. Ragazze, quando poi avrete tra le braccia il vostro bambino, i suoi sorrisi, le prime carezze, le prime pappe, la prima parolina storpiata ripagherà tutto ciò che pensavate di avere perduto.

 

di mamma Clarissa

 

(storia arrivata all'e-mail di Nostrofiglio.it)

 

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