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Le prime uscite con papà

di Lisa Sorrentino - 18.09.2013 - Scrivici

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La prima volta che la piccola è uscita sola con il papà aveva quasi tre anni. Siccome con la sua nascita avevo scelto di non lavorare più per potermi dedicare a lei, e gli orari di lavoro del papà non ci permettevano di stare insieme per lungo tempo durante la settimana, il sabato e la domenica eravamo sempre in giro insieme. Al parco, dai nonni, a far spese, ogni occasione era buona per stare insieme. Non ho mai pensato che lasciarli soli, mi potesse creare pensiero. Mio marito si è

sempre dimostrato molto attento alle necessità di Sonia.

 

La tiene per la mano se stiamo in giro e non la perde mai di vista, sta attento che non sia sudata, non le compra cose che non potrebbe mangiare e non soddisfa tutti i suoi capriccetti! (forse perché ci sono io presente? Nooooo è un papà responsabile!!!)

 

Quando gioca con gli altri bambini, vigila che si rispettino le regole, e anzi a volte rischia di intervenire nelle piccole dispute troppo presto. Io le lascio il tempo per cercare di gestire la cosa da sola (quando è possibile!)

 

Ora sono usciti insieme per la prima volta e io ero serena e tranquilla fino a quando no hanno aperto la porta per uscire.

 

Sono partite in automatico milioni di raccomandazioni.

 

"Mi raccomando state attenti, Sonia stai sempre con papà, comportati bene, non correre, stai seduta in macchina con la cintura attaccata".

 

Poi rivolta al papà: " Ti raccomando l'aria condizionata in macchina, se suda cambiale la magliettina, ti ho dato l'acqua se deve bere, non la perdere di vista neanche un attimo specialmente quando esci dalla macchina e devi chiuderla, dai nonni stai attento che non si faccia male perché ha il vestitino e si sbuccia le ginocchia se cade, fa caldo e non tenerla sotto il sole, non farle mangiare patatine o altro perché torna a casa e non mangia, acqua mai fredda, ecc"

 

Se fossi stata io al suo posto, mi sarei rifiutata di uscire!

 

L'ho vista uscire e mi sono sentita abbandonata, proprio io che non aspettavo altro per concedermi mezz'ora di libertà. Però che dolce la mia piccola, si è girata due volte a salutarmi.

 

Ma è giusto che lei capisca che io non posso essere la figura onnipresente nella sua vita, che esistono altre persone con cui condividere il proprio tempo. E il papà è quello giusto, il loro rapporto deve crescere ed arricchirsi anche di questi momenti di complicità.

 

Si perché io me li immagino seduti con il loro sacchetto di patatine che sgranocchiano con la promessa di non dirlo a mamma!

 

Avrei persino voglia di chiamare al cellulare per sentire la piccola come sta! Ma no dai meglio di no, magari è in macchina che guida e rischio di distrarlo.

 

Appena tornano però mi farò raccontare tutto.

 

TUTTO! Marachelle incluse!

 

E io invece di preoccuparmi inutilmente impiegherò al meglio questo tempo in modo che quando rientra sarò tutta per lei.

 

Quanto vorrei lasciarla sotto quella campana di vetro tutta per lei e tenerla solo per me.

 

Ma crescere è un diritto!

 

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