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La storia di un divorzio: Alessandra conosce il nuovo compagno

di mammenellarete - 08.06.2009 - Scrivici

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Ricordate la storia del divorzio di Alessandra? Ecco come la nostra mammanellarete ha fatto la conoscenza del suo attuale compagno. Nico l’ho conosciuto in un modo molto particolare: in una chat su Internet. Il nostro rapporto è iniziato come iniziano tutti i rapporti che vanno aldilà della semplice conoscenza su Internet: un’amicizia virtuale, che pian piano però si è evoluta. Abbiamo cominciato a scriverci lunghe e-mail, a riconoscere uno nell’altra una grande affinità. Mi sono accorta della sua sensibilità, del modo in cui mi capiva come non mi ero mai sentita capita prima.

Si può dire che ci siamo conosciuti e innamorati prima “da dentro”: le nostre anime si sono legate prima ancora che ci incontrassimo di persona. Lui viveva in un’altra città, piuttosto lontana, ed anche lui era impegnato (fidanzato da molti anni). Ma quella che aveva davanti la decisione più “dura” ero io.

 

Già, perché quando mi sono accorta di provare questi sentimenti, prima ancora di essermi mai trovata da sola con lui, prima di avergli dato un solo bacio, ho capito che dovevo mettere la parola “fine” al mio matrimonio.

 

 

Così, nel febbraio del 2000, quando Sara e Silvia avevano 5 anni e 4 mesi, il loro papà lasciò il tetto coniugale. La separazione legale avvenne poi il settembre successivo.

 

Non posso dire che sia stato facile e non potrei neanche mai consigliarlo a nessuno. Però, se tornassi indietro, lo rifarei. Non posso negare che – seppure la nostra sia stata una separazione senza litigi o rotture di piatti, litigi davanti alle figlie – abbia comunque provocato tanta sofferenza per tutti, me compresa.

 

In quella occasione ho perso molte delle persone che consideravo amiche (e questo capita a molte persone che si separano, ho poi scoperto…). In effetti, ero io quella che aveva preso la decisione, e quindi ero la “cattiva” della situazione. Le persone hanno il brutto vizio di giudicare gli altri magari senza neanche ascoltare quello che hai da dire in proposito.

 

In ogni caso, anche se è stata dura, anche se ho sofferto, se mi sono sentita in colpa per le mie figlie, se mi sono sentita in colpa per il loro papà, se mi sono vista abbandonare dagli amici e non capita dai genitori, da febbraio in poi a me è sembrato di rinascere. Ho cominciato a recuperare peso. Mi sentivo libera di vivere la mia vita, di avere l’occasione di ricominciare, con o senza l’approvazione degli altri.

 

Ad aprile, io e Nico ci siamo incontrati da soli per la prima volta, e in quel momento abbiamo capito che la nostra storia non sarebbe finita, nonostante tutte le difficoltà. Per alcuni mesi la nostra ha continuato ad essere una storia a distanza. Ci siamo visti pochissimo. Ma io lo sentivo molto più vicino di quanto non avessi mai sentito vicino mio marito quando dormiva ogni notte accanto a me.

 

Ad ottobre, poco dopo il sesto compleanno delle mie figlie c’è stata la svolta. Lui capiva che se non avesse preso una decisione, pian piano la nostra storia sarebbe finita. Io ero presa dalla mia vita: dal lavoro, dalle figlie… ed avevo anche il timore che potessero non accettarlo. Avevo quasi paura che lui facesse questo passo. Ma invece l’ha fatto: ha mollato tutto (famiglia, lavoro, amici) ed è venuto qui con uno zainetto e un cambio.

 

È riuscito ad entrare nella vita delle mie figlie in modo delicato ed ha saputo creare con loro un rapporto speciale. Come racconta lui stesso sul nostro forum gemelli in famiglia, “Spesso mi sono scherzosamente definito quasi padre di Sara e Silvia e penso che questa definizione sia quella che più si avvicina alla realtà. Pur non essendo il loro padre biologico, le sento mie tanto quanto sono miei Alessio e Mattia (loro sì miei figli biologici).

 

Quando le ho conosciute avevano già sei anni, la separazione dal padre era ancora recente e non avevo idea di come avrebbero reagito alla nuova situazione. Sapevo però che l’incontro non rappresentava semplicemente un passo importante, ma rappresentava un vero e proprio di punto di non ritorno tra me e Ale: probabilmente se la relazione tra me e le bimbe si fosse rivelata disastrosa, ora non sarei qui a scrivere quello che sto scrivendo”.

 

Noi diciamo sempre di avere quattro figli, ed è davvero così, perché non sono i legami di sangue, ma è l’amore a fare di un gruppo di persone una vera famiglia. E noi lo siamo.

 

Alessandra Rossetti www.gemellinfamiglia.it

 

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