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La Pasqua: le origini e i simboli

di mammenellarete - 23.03.2009 - Scrivici

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La pasqua è la festa più importante della liturgia cristiana, in quanto, secondo le scritture, dopo la passione della via crucis e tre giorni di lutto, Cristo risorge. Scopriamo quali sono le origini e i simboli di questa festa.

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Gesù, narra il nuovo testamento, fu crocifisso alla vigilia della ricorrenza ebraica, per questo la sua resurrezione divenne la pasqua cristiana che segue ad un periodo di penitenza (la quaresima) della durata di 40 giorni e va dal mercoledì delle ceneri al Sabato Santo (il giorno prima di pasqua).

La pasqua, com’è noto a tutti, è una delle poche festività che non possiede una data fissa. Il concilio di Nicea nel 325 dc, decretò che tale festa dovesse essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena seguente l’equinozio di primavera.

Qual è il vero significato della Pasquetta?

Oggi tutti pensiamo alla pasquetta come ad un giorno in cui ci si riunisce, possibilmente fuori porta, e si mangia e beve in compagnia fino all’imbrunire. In realtà il giorno della pasquetta (il lunedì dell’angelo) si ricorda l’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino sulla strada di Emmaus, poco distante da Gerusalemme.

E che dire dei simboli della Pasqua?

Forse l'uovo di Pasqua è il simbolo pasquale (e non) più antico. Ancor prima della pasqua simboleggiava rinascita e prosperità. I persiani, infatti, si scambiavano le uova di gallina per festeggiare la primavera. I romani, seppellivano un uovo dipinto di rosso, per augurare fertilità al raccolto. Oggi è semplicemente il simbolo, probabilmente, più gustoso.

La colomba pasquale, altra delizia pasquale dei giorni nostri, trova le sue origini nell’episodio del diluvio universale (genesi 8,1-14). Noè, nel pieno del diluvio universale, vide una colomba con un ramoscello d’ulivo nel becco e le acque si ritirarono e la terra riemerse. Il suo significato è quello di speranza.

Il coniglietto pasquale, in origine la lepre, è uno dei simboli più significativi del cristianesimo. Sant’Ambrogio lo elesse simbolo della resurrezione, rinascita. Si pensi anche al suo manto che cambia colore ad ogni stagione. “Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell’uomo non ha un posto dove poter riposare” (Luca 9,58). La lepre, quindi, come Gesù, non ha tana, indifeso e vulnerabile dalla malvagità degli uomini.

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