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La mia storia: tra la sofferenza per una brutta separazione e due figlie lontane e la gioia di un nuovo bambino

di mammenellarete - 28.09.2017 - Scrivici

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Fonte: Ipa
Nel 2010 mi sono separata dopo 13 anni di matrimonio. Con mio marito avevamo fatto un accordo economico: io gli lasciavo l'attività e lui pagava la casa dove stavo con le bimbe. Ma quando ho trovato un nuovo compagno e abbiamo deciso di vivere assieme, il mio ex si è indispettito e non ha più passato gli alimenti né pagato la casa. A quel punto non potevo più mantenere le bambine e con mio immenso dolore sono andate a vivere dal padre. Da lì depressione e ansiolitici, finché ho scoperto di essere incinta.

Buongiorno ho 39 anni, voglio raccontarvi la mia storia fatta di sofferenza e felicità.

Nel 2010, dopo 13 anni di matrimonio e due figlie di 13 e 11 anni, mi sono separata.

È iniziato così un periodo burrascoso. Avevo un attività insieme al mio ex marito,

ma dopo la separazione gli insulti erano troppi e così con un accordo gli ho regalato il mio 50%, affinché lui pagasse la casa dove stavo con le bambine.

Nel frattempo ho incontrato il mio attuale compagno. Nel Natale del 2011 l'ho presentato alle mie bimbe (anche lui divorziato e con un bimbo di 9 anni) andavamo tutti d'amore e d'accordo, le mie bimbe lo adoravano e viceversa. Lui si è sempre fatto in quattro per tutti noi, facendo anche quello che il loro "PADRE PADRONE" non faceva.

Nel 2012 si è stabilito da me. E questo al mio ex non è andato giù (nel frattempo lui conviveva con un altra da cui aspettava una figlia!); da lì sono iniziati anni di avvocati. Io in quel periodo per problemi fisici non potevo lavorare, ma col mantenimento e lo stipendio del mio compagno andavamo avanti, fino a marzo 2012 quando il mio ex ha smesso di passare il mantenimento per le figlie e ha smesso di pagare il mutuo della casa dove abitavo con le bambine.

In più mi trovavo piena di debiti per far fronte alle spese degli avvocati. Nel marzo 2013 per il bene delle bambine, ormai adolescenti ho dovuto prendere una decisione molto più grande di me, sono stata costretta a farle vivere col padre, perché io non riuscivo con solo lo stipendio del mio compagno, anche lui con mantenimento e mutuo per suo figlio, ad affrontare tutte le spese di scuola vestiario ecc ecc. Per di più avevo anche un atto esecutivo da parte del condominio per mancato pagamento delle spese condominiali.

Da lì sono andata in depressione, attacchi di panico e ansiolitici a tutte le ore, non mi rassegnavo all'idea di non essere capace di mantenere le mie bimbe.

Mi mancavano da morire.

Notte e giorno era un pianto unico, anche se le vedevo spesso, ma non era la stessa cosa. Il mio compagno in tutto ciò mi è stato sempre di grande supporto. Ogni udienza l'ho sempre vinta, ma il mio ex finto nulla tenente, non mi ha mai passato un quattrino.

Io volevo solo che le bimbe crescessero con me. Nel frattempo, per mancanza di pagamento del mutuo, la casa va all'asta.

Ero nella disperazione totale. Così, in fretta e in furia con l'aiuto dei genitori del mio compagno e un pò dei miei genitori, abbiamo trovato un monolocale in affitto a 30 km di distanza da dove vivevano le bimbe: altro disastro!!!

Non avevo modo di prenderle sempre, le vedevo ogni 15 giorni andando io da loro. Ci vedevamo poche ore in un bar e poi riprendevo i mezzi.

Insomma così fino al 2015, sempre lottando con il mio ex. In quel periodo avrei voluto un figlio dal mio compagno, ma data la situazione, era impossibile.

Inoltre con tutto quello stress avevo emorragie quasi tutti i giorni, la ginecologa mi diceva che avevo le ovaie invecchiate.

Provai diverse cure per cercare di bloccare le emorragie. A gennaio del 2015 feci un ultimo tentativo col progesterone, e avevo deciso che se non avesse funzionato, mi sarei sottoposta a una cura per andare in menopausa, non ce la facevo più...

Quel mese trovai anche un lavoretto come babysitter, ero un pò più serena, le giornate passavano in modo diverso.

Il 9 febbraio 2015 doveva arrivare il ciclo. Quella notte mi vennero dei dolori forti da ciclo e infatti sembravano essermi arrivate le mestruazioni. La mattina vado al lavoro e non avevo più perdite, pensai che il progesterone facessi questi scherzi, però dentro di me avevo una strana sensazione.

Così quella mattina con la bimba che accudivo andai in farmacia e presi il test. Appena tornai lo feci, non ci credevo. Le due linee rosse... ma pensai fosse il progesterone a condizionare l'esito e lo buttai senza dire niente al mio compagno. Insomma ci speravo ogni mese, lo sognavo di notte, ma non riuscivo a crederci. L'indomani ebbi delle piccole perdite, allora chiamai la ginecologa, le spiegai il tutto e mi disse di fare le beta. A questo punto spaventata ne parlo col mio compagno e la sera prima della beta rifaccio il test: positivo!!!

Allora iniziai a capire che poteva essere vero. Lui era felicissimo, io impaurita ma felice.

Avevo tanta paura: avevo appena trovato un lavoretto, le condizioni economiche e famigliari mi spaventavano; ma lui mi tranquillizzò e ci godemmo quell'istante. Il risultato delle beta fu inequivocabile: ero proprio incinta!

La felicità iniziò a prendere il sopravvento. Alla visita si vedeva la camera gestazionale, ma il feto non c'era ancora.

Avevo paura, ma erano solo 6 settimane. Dopo qualche giorno, al mattino ebbi un'emorragia: avevo paura che la mia gravidanza si fosse interrotta, incosciente andai a lavoro e la sera andai al pronto soccorso. La camera c'era ancora, ma non si erano sbilanciati a dire se non c'era più niente da fare. Nel frattempo nausea e vomito mi accompagnavano sempre, mi dissero di continuare col progesterone e riposo assoluto.

Così dovetti rinunciare al mio lavoretto. All'ottava settimana rifaccio l'eco e finalmente sento il cuoricino.

Iniziai a piangere di gioia, ma la dottoressa mi fece capire che ero a rischio aborto, perché le perdite le avevo sempre. Arrivai al terzo mese, sempre stando male e a letto, feci il b-test, ed era tutto perfetto e si intravedeva una patatina.

Il mio compagno super felice ed io pure. Allora decisi di dirlo alle mie per me sempre bimbe. Avevo paura di una loro reazione, invece scoppiarono di gioa, erano felici soprattutto per me, così non ero più sola.

Infatti questa gravidanza mi aiutava ad andare avanti non facendomi pensare tutto il giorno che le mie bimbe non vivevano con me.

Al quarto mese, mentre facevo la visita di controllo, ebbi un'emorragia. Panico.

La dottoressa aveva una faccia che non mi piaceva, il battito c'era ma ero molto a rischio. Morale della favola: fino alla 37settimana ho avuto emorragie, riposo assoluto sempre e vivevo con la paura di perdere la mia bimba.

Ma La mia cucciola si è attaccata con tutte le sue forze, ed il 4 ottobre è venuta alla luce. Il giorno piú bello della mia vita, oltre alle altre mie bimbe, che quel giorno erano fuori alla sala parto felicissime. Oggi la mia bimba ha quasi due anni, ama le sue sorelline di 20 e 18 anni, e il suo fratellino di 15.
Insomma oggi sono davvero felice. Il mio sogno si è realizzato, non vivo con le altre mie figlie ma siamo più unite che mai.
Mai perdere la speranza.

Storia di una mamma, editata dala redazione.

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