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L'Italia non è un Paese per mamme, specie se lavorano

di mammenellarete - 28.08.2020 - Scrivici

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L'Italia non è un paese per mamme, nello specifico mamme che lavorano. Aiuti economici pari a zero o pochi. Strutture di sostegno meno ancora. Sì, perché a volte vorresti solo parlare con qualcuno, condividere. Ecco la mia testimonianza.

No, l'Italia non è un paese per mamme... lo confermo ogni giorno di più. Nell'ottobre 2017 scopro di essere incinta, con grande stupore dato che prendo la pillola per evitare la formazione di polipi endometriali, essendo già stata operata due volte in due anni.

In passato ho avuto due aborti spontanei, più il problema dei polipi nel 2016 e nel 2017, cisti ovariche, un piccolo fibroma... Insomma, il mio ginecologo aveva già accantonato l'idea, figuriamoci io. A parte lo stupore e il timore che qualcosa non vada bene, procedo con tutto quello che va fatto, ma non sorrido mai, ho troppa paura.

Inizio a farlo dal quinto mese in poi, quando vedo che tutto procede bene. A gennaio lo comunico in azienda, si mostrano molto umani, almeno questa è l'idea iniziale. Entro in maternità, il mio bimbo nasce a fine maggio, a settembre rientro a lavoro.
 
Attività di consulente project manager ambito informatico... giravo spesso in auto per andare dai clienti, l'ho fatto anche fino all'ultimo giorno prima della maternità.
 
Sorpresa!!! Al mio rientro mi inseriscono in un nuovo gruppo, dicono per tutelarmi, farmi stancare meno... praticamente si tratta di attività di helpdesk, mi hanno demansionata.
 
Cerco altro, non mi sono fatta il mazzo per anni per essere demansionata, mio figlio va al nido e sono tranquilla per lui. Ricevo ben tre proposte interessanti e con queste tre proposte, vado dal mio capo. Altra sorpresa, mi propone una nuova mansione per un nuovo e importantissimo progetto. Sono contenta. Rifiuto le altre offerte.

L'Italia non è un Paese per madri, soprattutto se lavorano

Inizio a lavorare su questo sfidante progetto. Sorpresa! Una persona in azienda dall'epoca di Noè, che vede tremare il suo trono, dice "o lei o me". Indovinate come è andata a finire?
 
...in pochi minuti mi fanno dimettere on-line, dimenticandosi che nel mio caso, devo per forza andare all'ispettorato del lavoro... Ripresa dallo shock ne parlo con il mio compagno, che mi dice di sentire un avvocato.
 
Insomma, come nomino avvocato, l'ispettorato e sottolineo che sono mamma di un bambino con meno di 2 anni, tutto cambia. Mi fanno ritirare le dimissioni e mi tengono a casa, pagata, a cercare un altro lavoro. Che trovo molto velocemente, non mi piace sfruttare il prossimo e la mia intenzione è di andarmene quanto prima.
 
No, l'Italia non è un paese per mamme, è scontato che noi stiamo a casa, che noi dobbiamo mandare avanti la famiglia, che siamo noi a sacrificare tutto. Peccato che per campare servano due stipendi, che non ci sia un sostegno effettivo alle mamme che lavorano. Vogliamo parlare di cosa è successo durante la quarantena e nel post Covid?
 
Bambini dimenticati... specie quelli con meno di tre anni. Bonus babysitter, copertura di 120 ore, sono 15 gg al max... considerato che si lavora almeno 8 ore al giorno, anche in smartworking, sono 15 gg al massimo. Chi dice che quando lavori da casa, puoi stare dietro ai figli, o ha figli grandi o non capisce un ca**o. Se lavori, lavori. Se hai un lavoro impegnativo, lavori.
 
E con un bimbo di due anni che ti chiama, non è così immediato. Ho lavorato per pagare la babysitter e oggi spero e prego che non si presentino altre situazioni di blocco. Non tutti hanno i nonni disponibili, oppure giovani e pimpanti. Si, perchè per stare dietro ad un bimbo di due anni, serve energia... Noi abbiamo solo la mamma del mio compagno, che ha 74 anni, vitale e giovanile, ma correre dietro a mio figlio non è così facile. E' vivace, non è capriccioso. Ha voglia di giocare come è giusto che sia.
 
Anche il mio compagno fa smartworking per ora, lavoro impegnativo anche il suo, sviluppatore software senior, quindi richiede impegno e concentrazione. Il mio non è da meno... ma ad una certa ora stacco, metto a tavola tutti, mangio un'insalata e riprendo a lavorare. E per ora ho ancora supporto dalla babysitter, fino a che non inizia il nido, privato, per avere certezze di scelta e orari più ampi.
 
Si, perchè comunque una casa va mandata avanti, fare la spesa, pulire... Ok che c'è la consegna della spesa a domicilio, per le pulizie si può chiedere supporto, va bene, ci sta tutto. Ma lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie, incastra ogni mossa, orari diversi per pranzare... Insisto nel dire che l'Italia non è un paese per mamme, nello specifico mamme che lavorano.
 
Aiuti economici pari a zero o pochi. Strutture di sostegno meno ancora. Sì, perchè a volte vorresti solo parlare con qualcuno, condividere. Ah, dimenticavo... ad un colloquio mi fu detto: "Una donna che ha un figlio deve stare a casa a fare la mamma, non può essere affidabile e precisa, quando si va dal cliente l'attenzione deve essere dal cliente...". E mi avevano già chiesto la busta paga e stavano per farmi una proposta, mancava l'okay del boss supremo, che mi disse quanto riportato.
 
 
No ragazzi, non ci siamo proprio.
 
di Sandra
 
 
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