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Incinta a 19 anni: ho sempre sognato di essere mamma

di mammenellarete - 23.10.2017 - Scrivici

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Fonte: Piexels
Avevo 20 anni e due mesi quando è nato mio figlio e mi sono resa conto che curare i figli degli altri non era la stessa cosa come curare tuo figlio. I primi mesi sono stati devastanti, ma pian piano abbiamo imparato a conoscerci. Ora mi trovo con un ragazzino di quasi 12 anni, che fra poco sarà più alto di me. Un ragazzino con cui mi diverto un sacco, un ragazzino educato e molto protettivo nei miei confronti e nei confronti dei più piccoli e più deboli.

Credo che un po' tutte le bambine nascono con quel senso materno che le portano a fare da mamma alle proprie bamboline.

Mi ricordo che quando ero piccina oltre a prendermi cura delle mie bambole, mi prendevo cura dei bambini più piccoli di me che abitavano nel mio palazzo. Stare con loro, farli giocare, farli addormentare mi piaceva da matti. Mi ricordo che avevo una vicina che a volte era esausta perché suo figlio (aveva si è no un anno e io 8-9 anni) non voleva né mangiare, né dormire e così mi chiamava e appena quel bambino mi vedeva iniziava a farmi le feste e lo facevo giocare, poi mangiare e poi subito si addormentava.

Era meraviglioso il rapporto che avevo con lui...

Ho sempre sognato di diventare mamma un giorno. Ho conosciuto il padre di mio figlio che avevo 18 anni, ci siamo sposati e a 19 anni sono rimasta incinta. Ho voluto questo figlio con tutta me stessa.

Dopo un mese circa che provavamo sono subito rimasta incinta. Ero a settimo cielo. Finalmente il mio sogno diventava realtà. Finalmente avevo la possibilità di avere un bambino tutto mio, un figlio da coccolare, da curare, da amare.

Certo che a 19 anni avere un figlio non è una cosa semplice, ci sono delle responsabilità e si deve rinunciare a certe cose.

Per fortuna non sono mai stata una ragazza che usciva la sera, che faceva le ore piccole quindi non mi pesava per niente di diventare mamma così giovane.

Certo ero spaventata, avevo paura di non essere all'altezza, di non essere una brava mamma. Avevo paura di non riuscire a dare l'educazione che i miei genitori avevano dato a me. Avevo paura perché ero sola, senza i miei genitori (loro non abitano in Italia).

I mesi passavano, la pancia si vedeva poco, ma lui lo sentivo muoversi tanto e non vedevo l'ora di averlo tra le mie braccia.

Avevo 20 anni e due mesi quando è nato mio figlio e mi sono resa conto che curare i figli degli altri non era la stessa cosa come curare tuo figlio.

Mio figlio aveva bisogno di attenzioni 24h su 24, non importava se ero stanca, se non avevo dormito o mangiato, se non avevo fatto la doccia o se non avevo pulito casa, quando lui piangeva io dovevo essere lì a cullarlo.

I primi mesi sono stati devastanti, ero andata in depressione. Il padre con la scusa che lavorava qualche ora al giorno era troppo stanco per darmi una mano con nostro figlio. Dovevo vedermela io visto che ero io quella che voleva il bambino.

Quando mio figlio piangeva, io piangevo insieme a lui perché non sapevo cosa aveva.

I mesi passavano, lui cresceva e io crescevo insieme a lui. Ho imparato a conoscerlo meglio, a riconoscere i suoi pianti.

Se era un pianto di dolore o di fame o perché doveva essere cambiato o semplicemente un pianto per "mancanza " di coccole.

Ho cercato di insegnare a lui tutto quello che sapevo, tutto quello che è stato insegnato a me.

Ora mi trovo con un ragazzino di quasi 12 anni, che fra poco sarà più alto di me. Un ragazzino con cui mi diverto un sacco, un ragazzino educato e molto protettivo nei miei confronti e nei confronti dei più piccoli e più deboli.

Per strada ci fanno i complimenti, ma soprattutto ci prendono per fratello e sorella. Di sacrifici ne ho fatti davvero tanti, ho rinunciato a tante cose per lui, e non mi sono mai pentita di averlo fatto così presto. Mi sta dando tantissime soddisfazioni e sentire le persone farmi i complimenti per come sono riuscita a tirar su un bambino come lui da sola, non ha prezzo.

Per me lui è tutto il mio mondo e anche se a volte ci litigo con lui il nostro legame è talmente forte che facciamo subito la pace.

Tornassi indietro rifarei tutto da capo, anche se ho sofferto per colpa del padre. Mio figlio mi ha aiutata a crescere e maturare, a superare ogni mio limite, ogni difficoltà, mi ha aiutata a conoscere e a provare un amore unico, puro e infinito. Sono orgogliosa di avere un figlio come lui.

A. 32 anni G.12 anni

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook di nostrofiglio.it)

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