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Incinta a 17 anni: "Sono felice di essere riuscita a finire la scuola"

di mammenellarete - 20.07.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy
Sono rimasta incinta a 17 anni e ho dovuto affrontare la gravidanza da sola, poiché il mio ragazzo non è stato molto presente e alcune amiche si sono allontanate. Ho dovuto confrontarmi anche con le ostilità dei miei genitori, i quali però alla fine mi sono stati vicini. Il mio meraviglioso bimbo è nato il 15 giugno e, per fortuna, io sono riuscita a prendere il diploma il 29  giugno, terminando così gli studi superiori. Per me è stato molto importante finire gli studi. Ecco la mia storia. 

Sono una mamma di 18 anni. Quando rimasi incinta avevo appena compiuto 17 anni. All'epoca i miei non mi lasciavano uscire da sola con il mio ragazzo. Con noi veniva sempre uno dei miei fratelli, così noi ci vedevamo di nascosto dopo la scuola o quando ero sola a casa.

 

Il 28 ottobre, dopo sette giorni di ritardo, decisi di fare il test. Il mio ragazzo era al corrente di tutto e quando effettuai il test ero con delle mie compagne di scuola. Dopo pochi secondi ebbi la risposta tanto attesa.... Il test era positivo.

 

Appena vidi il test, pensai: "Non lo voglio". Ma subito ritornai in me e capii che quel bimbo sarebbe stato la gioia della mia vita. Dunque il 31 ottobre 2013 decisi di andare in consultorio per rifare il test. Ancora una volta positivo. Mi dissero che ero alla quinta settimana. Andai via felicissima da quella stanza. Ma mi scervellavo per capire come dirlo ai miei.

 

Dopo una settimana decisi che era arrivato il momento giusto per dirlo ai miei genitori. Così l'8 novembre lo dissi prima a mio padre, che - non so come - lo aveva già capito. Non avevo però il coraggio di dirlo a mia madre. Inoltre, da poco avevo avuto una minaccia di aborto ed ero molto frastornata. Eppure lo dissi anche a lei.

 

I miei furono delusi da me e mi dissero di essere arrabbiati con il mio ragazzo. Questo non fece che peggiorare la situazione. Io e il mio compagno iniziammo ad allontanarci. Anche se la gravidanza ci aveva unito e reso più complici in un primo momento, adesso era mia madre che inconsapevolmente ci divideva.

 

Lui non sopportava il clima rigido che c'era in casa e quindi veniva pochissime volte da me. Usciva e si divertiva con gli amici, io invece in casa perché dovevo stare a riposo. Fortunatamente le minacce di aborto sparirono e tornai a scuola. Purtroppo le mie amiche più strette mi abbandonarono e io iniziai a stare sempre peggio.

 

L'unica cosa che mi dava forza era il mio bambino. Mio fratello era arrabbiato con me e solo quando iniziò a vedersi il pancione inizio ad essere più carino nei miei confronti. I miei suoceri non si fecero vedere per tutta la durata della gravidanza: li vidi soltanto una volta, dopo essere giunta all'ottavo mese.

 

Il 15 giugno 2014, alle 9 della mattina, mi alzai dal letto e scoprii che il mio pigiama era fradicio. Chiamai mia madre: si erano rotte le acque! Così andai in ospedale e il giorno dopo mi fecero la stimolazione con l'ossitocina. Dopo 12 lunghe ore di travaglio alle 00.55 venne alla luce l'amore della mia vita: Dario.

 

Durante il parto ci fu mia madre ad assistere. I rapporti con il mio ragazzo non erano dei migliori e non mi sentivo sicura con lui. Tornammo a casa, io dai miei genitori e lui dai suoi. Dario non voleva mai andare in braccio al suo papà, preferiva stare con mio fratello. A settembre ho iniziato di nuovo la scuola e il 29 giugno 2015 ho dato l'esame di maturità.

 

Alla fine di agosto io e il mio ragazzo andremo a convivere. Ragazze continuate a studiare, perché solo la cultura vi renderà indipendenti. Lottate contro tutto e tutti e fate sacrifici per lo studio. Perché solo questo un giorno vi ripagherà di tutti i sacrifici fatti.

 

di mamma Feliciana

 

(storia arrivata all'email della redazione di Nostrofiglio.it)

 

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