Home Storie Racconti di genitori

Incinta a 15 anni di un ragazzo russo. Oggi sono single ma felice

di mammenellarete - 18.06.2018 - Scrivici

moscaragazzino.600
Fonte: Alamy.com
Nell'estate 2010 avevo solo 15 anni ed ero in spiaggia a giocare a pallavolo con amici, quando lo vidi. Bello, biondo e con gli occhi azzurri, il classico ragazzo che colpisce. Mi innamorai subito di lui ed ebbi con lui le prime esperienze. Mi innamorai perdutamente. Scoprii dopo poco di essere incinta, ma lui era già tornato in Russia. Ci sentivamo tutti i giorni, stava cercando di venire in Italia ma... dopo la nascita della piccola, ho scoperto che aveva già un'altra ragazza. E che aveva deciso di non venire più qui. 

La mia storia iniziò nell'estate 2010. Avevo solo 15 anni, ero in spiaggia a giocare a pallavolo con amici, quando lo vidi. Bello, biondo e con gli occhi azzurri, il classico ragazzo che colpisce.

Parlava un italiano perfetto, anche perché veniva sempre in estate da una famiglia affidataria che gli permetteva di stare in Italia nelle vacanze natalizie ed estive. Lui era russo, era cresciuto senza genitori ed era stato abbandonato all'orfanotrofio quando aveva soltanto un anno. Con il tempo venni a scoprire che la sua realtà non era l'unica.

Molti bambini russi venivano abbandonati. Ci piacemmo da subito. Fu prima il classico amore estivo, ma mi ritrovai pazzamente innamorata di lui.

Le cose andarono così: una sera mi chiese di uscire. Un bacio tira l'altro e per la mia prima volta lo feci con un ragazzo che alla fine conoscevo solo da tre mesi e mezzo. Ma non mi sono mai pentita.

Quando scoprii di essere incinta era già troppo tardi, lui era ripartito e io ero sola senza di lui. Avevo paura, tanta paura. Appena vidi il test presi coraggio e andai dai miei genitori. Potete immaginare la reazione (15 anni, incinta, e il padre nelle beate Russie... non sapevo cosa fare).

Mio padre ad un certo punto mi abbracciò e mi disse: "qualunque scelta farai, noi ti saremo vicini". Decisi di tenere la bimba e cercai, con l'aiuto della mia famiglia, i genitori affidatari dove lui veniva a stare durante le vacanze. Mi diedero il suo numero russo.

Così lo chiamai insieme alla mia famiglia e gli dissi che ero incinta. Lui fu felice e per nove mesi ci sentimmo ogni giorno facendo "lievitare" la bolletta di mio padre. Andai a scuola nonostante tutto a testa alta, anche perché non mi interessa il giudizio della gente. Avevo assunto la mia responsabilità.

Alla trentottesima settimana lui venne a trovarmi. Aveva una pausa dalla scuola russa. Appena lo vidi, non so se per la forte emozione della sua sorpresa o perché era arrivato il termine, ma nel giro di poche ore... venne alla luce la nostra piccola.

A causa di documenti vari da compilare, decidemmo che finché lui non si fosse trasferito, le avremmo messo il mio cognome. Altrimenti per qualsiasi cosa burocratica sarebbe servita anche la sua firma.

Alla fine venni a scoprire che lui aveva un'altra ragazza e che aveva deciso di non venire più in Italia, neanche per le vacanze, perché non voleva fare il padre. Se lo avessi avuto davanti, lo avrei preso a schiaffi e lo farei anche ora. Ma so anche che lo abbraccerei.

Ogni tanto si ricorda che esistiamo e chiama per sapere come sta la figlia. Ma per ora non hanno nessun rapporto. Nonostante tutto, lo ringrazierei ogni giorno perché mi ha regalato la mia vita, la mia principessa.

di Mamma Bi

(storia arrivata come messaggio privato sulla pagina Facebook editata dalla redazione)

Ho conosciuto il vero amore a 13 anni. A lui ho dato il primo bacio
L'amore non ha età e può superare ogni ostacolo
Coppia mista: nostra figlia ha tirato fuori il meglio di noi

Hai anche tu una storia da raccontare? Scrivi a redazione@nostrofiglio.it

TI POTREBBE INTERESSARE

articoli correlati