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In Italia ho trovato l'amore con la A maiuscola

di mammenellarete - 20.06.2014 - Scrivici

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Ciao a tutte, vi racconto la mia storia. Nel 2008, dopo un paio di anni trascorsi a parlare in chat, conosco quello che sarebbe diventato mio marito. Nel 2009 decido di trasferirmi in Italia, lasciando famiglia e amici dall'altra parte del mondo. Per fortuna è andata bene e subito mi sono sentita a casa, grazie alla famiglia e agli amici di lui. Lo stesso anno ci fidanziamo, andiamo a convivere e nel 2010 ci sposiamo.

Ci godiamo un po' la vita da sposati e ad agosto 2012 decidiamo che vogliamo un figlio. Anche in questo per fortuna va bene, subito al primo colpo resto incinta. Gioia e paura, che bello, sto per diventare mamma, non ci credo!

 

Gravidanza tutto bene, un po' di nausee all'inizio, ma passano dopo poco.

 

A marzo 2013, intorno alla 33esima settimana, andiamo dal ginecologo per un controllo e lui vede che ho poco liquido. Subito mi fa ricoverare in ospedale, ci resto ben 2 settimane, le più lunghe della mia vita.

 

Faccio i tracciati 3 volte al giorno e le ecografie ogni 10 giorni per controllare liquido e crescita. Non vi dico l'ansia all'inizio, la paura, i pianti: per fortuna (diciamo così), ricoverata insieme a me, c'è una ragazza del corso pre parto, con cui faccio amicizia e tutt'ora ci vediamo e i nostri bimbi giocano insieme.

 

Una volta dimessa, devo comunque tornare 2 volte a settimana per tracciati ed eco, così andiamo avanti fino alla 39esima settimana.

 

Domenica vado per l'ennesima eco e tracciato, la dottoressa vede che nel giro di 2 giorni il liquido scende di tanto. Subito mi fanno il ricovero, mi dicono che devono indurre il parto. Dopo poco mi fanno l'induzione, che fa effetto, per un po' sento fastidio e dolori, che poi passano.

 

La mattina del lunedì fanno una seconda induzione, con questa i dolori si sentono sempre di più, verso le 12-13 mi visitano e mi portano in sala parto, mi dilato abbastanza in fretta, tanto che neanche l'epidurale riesco a fare. Le contrazioni sono sempre più forti, non vedo l'ora che passi tutto e finalmente di conoscere il mio bimbo.

 

Dopo poche ore e qualche spinta, alle 16:27 nasce il mio Fabrizio, sono stanca ma felicissima, finalmente ce l'ho tra le braccia.

 

Purtroppo, la sera in cui nasce, il mio bimbo viene trasferito in patologia neonatale, perché ha la glicemia bassa e quando mangia rigurgita. Appena me lo dicono, provo ansia e preoccupazione.

 

La mattina dopo con mio marito andiamo a trovarlo. Rimaniamo in ospedale per qualche giorno, ma per fortuna il piccolo si riprende e sta bene.

 

I primi mesi è stata un po' dura, e inoltre avere anche la mia famiglia dall'altra parte del mondo mi ha reso più malinconica del solito, ma ce l'ho fatta anche grazie a mio marito, a mia suocera e a mia cognata.

 

Ora il piccolo ha quasi 14 mesi, sta bene, cresce ed è "tremendo".

 

Ogni tanto mi fa impazzire, ma non immagino la mia vita senza di lui!

 

Questa è la mia storia! Auguri a tutte le mamme, e a quelle che tra poco lo saranno. Siamo forti e ce la facciamo, vi abbraccio!

 

di mamma Yeida

 

(storia inviata all'email nostrofiglio@redazione.it)

 

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