Home Storie Racconti di genitori

Il sonno per educare i figli

di mammenellarete - 17.05.2009 - Scrivici

metodo_ideale_educazione_sonno_big.180x120
Esiste un metodo ideale per educare i figli? Ecco l’esperienza di mamma Alessandra che si focalizza sul modo di abituare i piccoli a dormire.

Ancora, c’è la “questione sonno”. Questo è un argomento molto controverso. Con le figlie grandi ho passato 9 mesi di notti in bianco che mi hanno trascinato sul fondo di una forte depressione.

 

 

Coi figli più piccoli ho adottato il famoso (e per alcuni “famigerato”) Metodo Estivill.

 

Quest’ultimo viene spesso definito un metodo “nazista” e aborrito dagli “estremisti” dell’amore genitoriale, come se chi applica il metodo amasse meno i propri figli e pensasse solo ed egoisticamente a farsi una sana dormita. Be’, non è proprio così. Anche i bambini beneficiano di un buon sonno e chi ha provato le notti in bianco prolungate sa che a volte i sentimenti che si provano verso i figli “colpevoli” della nostra stanchezza non sono proprio il massimo della positività.

 

Comunque esistono anche metodi più “dolci”, come la “Cura delle coccole” del Dott. Karp. E poi c’è il “co-sleeping”, molto “di moda” nei paesi anglosassoni e che sta avendo una buona diffusione anche da queste parti.

 

Per quanto mi riguarda, posso dire di aver applicato il co-sleeping finché ho allattato e di essere passata dopo un po’ al metodo Estivill con grande successo e soddisfazione per tutti. Non ho intenzione di dilungarmi sul metodo, che è stranoto, ma se qualcuno mi chiede un parere, io lo consiglio.

 

 

Insomma, ognuno deve trovare la propria strada e nessun “modo” di essere madri è sbagliato tout-court. Amiamo i nostri figli sia se li partoriamo naturalmente sia se facciamo un cesareo. Li amiamo se li allattiamo al seno o se diamo loro il latte artificiale. Li amiamo se dormono con noi nel lettone o se li facciamo piangere un po’ per insegnar loro ad addormentarsi da soli. E soprattutto loro amano noi.

 

La cosa veramente importante è l’amore, la sicurezza che diamo loro, il fatto che possano crescere a modo loro, grazie al nostro aiuto, perché noi li accompagniamo nel loro cammino verso l’indipendenza (arriverà anche quel giorno…). La cosa veramente importante è che loro sappiano che noi saremo sempre e comunque lì per loro, se avranno bisogno di noi.

 

Vorrei concludere con un pensiero, che trovo meraviglioso, della nostra Sabrina Schots.

 

“PERCHE’ SIAMO MADRI?” Noi siamo madri perché abbiamo i nostri figli. Non i figli, i NOSTRI figli, quelli che man mano che crescono ci mettono di fronte alle inadeguatezze e alle piccolezze e alle incapacità che ci portiamo dentro. perché ce le portiamo, oh se ce le portiamo. Quelli che ci mettono di fronte al fatto che loro sono loro e noi siamo noi.

 

E a volte loro non ci piacciono, e noi non piacciamo a loro. E non dipende da nessuno, perché se tutto dipendesse da noi partoriremmo delle palline di pastafrolla a cui dare la forma che più ci piace. Ma quelle palline di pastafrolla lì a volte ci sembrano degli sgorbi, e noi ce li dobbiamo tenere così, perché ormai ci hanno ammaestrato, perché ormai sono nostri dentro, e quando non ci sono ci sembra che ci abbiano amputato qualcosa.

 

Loro, come noi, sono individui. E se in quegli individui tu (retorico) non ti ci ritrovi non è perché loro sono sbagliati o perché tu hai sbagliato. E' perché sono diversi da te e da quello che ti aspettavi da loro. Ed è anche perché hanno trovato la forza di essere diversi da te e da quello che tu ti aspetti, è perché hanno la sicurezza dell'affetto che permette di essere se stessi e di ferire l'altro sapendo che non lo perderai.

 

Non credo ci sia cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli diversa da quella di permettere loro di essere se stessi sapendo che non ci perderanno mai.

 

Alessandra Rossetti www.gemellinfamiglia.it

 

Che ne pensi dell' esperienza di Alessandra? Dicci la tua sul nostro forum!

 

articoli correlati