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Il nostro miracolo, nato 21 anni dopo

di mammenellarete - 24.03.2014 - Scrivici

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La storia con il mio fidanzato inizia quando avevo solo 14 anni. All’età di 18 rimango incinta, ricordo ancora che era il mese di Settembre. Noi volevamo tenere a tutti i costi il nostro bambino e disposti a sposarci, nonostante i pareri contrastanti dei genitori di lui. Sfortuna ha voluto che un giorno, mentre tornavo a casa con i mezzi, inizio ad avere perdite di sangue: di lì a poco perdo il bambino… Era un maschietto! Ero poco più che ragazzina e ovviamente ci rimango molto molto male. La mia storia con lui continua fino ai miei 25 anni, ma il tutto di nascosto sempre per colpa dei genitori di lui. Così, dopo ben 11 anni lo lascio perché dopo tanti anni e tante lotte con i suoi genitori,

o meglio, con sua mamma, ero stanca di combattere.

Mi fidanzo con un altro e vado a convivere. Dopo 4 anni di convivenza ci sposiamo e inizio finalmente a pensare a una nuova maternità. Rimango incinta più volte ma più volte li perdo

Iniziamo a fare entrambi tutti gli esami per poliabortività… nessun risultato… nessuna ragione per cui dovrei perdere i bambini… è tutto maledettamente a posto…

Persino gli esami sui nostri DNA erano a posto. Eppure io continuo a perdere tutti i miei figli, uno dopo l’altro e tutti con raschiamento. Se solo mi avessero dato risposte valide forse me ne sarei fatta una ragione, ma così non era…

Così inizio a parlare con mio marito e gli dico: “Senti, ma visto che io continuo a perdere i bambini… che ne sarà di noi?” La sua risposta è stata molto vaga: “Non lo so!”

Faccio finta di non aver sentito e dopo un po’ di tempo inizio a pensare seriamente all’adozione . Decido di parlargliene apertamente ma la sua risposta è stata secca: “No, non lo sentirei mio figlio!”

Non mi stava più bene… Nessuna risposta valida sul cosa ne sarebbe stato di noi… Nessuna risposta valida sull’adozione… Entriamo in crisi e dopo due anni ci separiamo perché lui ha perso la testa per una ragazzina romana.

Mi rimbocco le maniche… lascio la casa dove abitavamo perché non potevo permettermi un mutuo da 900 euro al mese… cerco una casa in affitto e vado a vivere da sola…

Una sera esco con delle amiche e vado in un locale non lontano da casa. Udite udite… Con mia grande meraviglia incontro il mio primo fidanzato. E mi dico: “Mah… strano trovarlo proprio qui".

Ci salutiamo, scambiamo due parole: “Cosa fai qui, come mai qui, con chi sei … ecc. ecc.” Morale della favola era già separato da tempo. Ci scambiamo i numeri di cellulari. Dopo qualche giorno iniziamo a sentirci e dopo un po’ di tempo a rifrequentarci. Da lì alla convivenza il passo è stato breve.

Tutto bellissimo. Ai tempi lui era il ragazzo dei miei sogni… e ora non c’era più nessuno che poteva metterci i bastoni fra le ruote, eravamo abbastanza grandi e vaccinati e i suoi genitori si erano trasferiti a vivere in meridione. Meglio di così non poteva essere.

Arriva settembre: Rimango incinta!!!!! Non ci posso credere … Il bambino che avevano perso anni addietro doveva avere 21, quasi un uomo … e invece esattamente 21 anni dopo rimango incinta ancora di lui.

Chiamatelo destino o come volete… Rimango ovviamente a casa dal primo giorno che lo scopro e siccome ancora non ci credevo ho fatto ben 3 test di gravidanza, uno più positivo dell’altro!

Avendo già 39 anni faccio l’amniocentesi: MASCHIO!!!!!!! Gravidanza bellissima, finalmente vivevo il mio grande sogno, vedevo crescere la mia pancia, la mia pelle era fantastica, i capelli bellissimi…

Un giorno però avevo un dolore all’appendice … Dopo tutte le esperienze precedenti per sicurezza andiamo in ospedale, ero già al 5 mese. Mi visitano e chiamano subito dentro lui: “Ci dispiace, ma la signora è dilatata di 5 cm e qui non possiamo fare niente per lei perché non abbiamo il reparto dei prematuri …” Queste parole hanno iniziato a rimbombarmi nel cervello. Tutto torna alla mente come tutte le altre volte.

Questa volta però era peggio, avevo sentito il battito del mio bambino, lo avevo sentito muovere dentro di me… non potevo rassegnarmi ancora una volta…. Non questa volta!

Trasferimento immediato in altro ospedale dove potevano ospitarmi e dove c’era il reparto prematuri

Entro di notte e quando mi ritrovo da sola in quella stanza non riesco a prendere sonno … Eppure io questa volta stavo bene, non avevo dolore, non avevo sangue, cosa mai poteva essere successo?

Al mattino alle 7,00 arriva il vice primario, uomo che ringrazierò per tutta la vita. Mi visita insieme alla sua assistente e senza mezzi termini mi dice apertamente: “Signora lei è dilatata di 8 cm… pronta quindi per il parto. Qui le cose sono due: o lei rimane così e partorisce fra qualche ora, con conseguenze anche gravi per il bambino, possibilità di morte precoce e 80% di possibilità di danni neurologici … Oppure possiamo provare a fare un cerchiaggio d’emergenza, che non si fa al quinto mese, ma per lei è indispensabile …!!!”

Ero da sola, il mio compagno era andato a casa al mattino presto stanco morto e non intendo chiamarlo… decido di fare l’intervento. Non avevo scelta e non c’era tempo da perdere!

Nel giro di pochi attimi un’intera equipe di medici si mettono intorno a me, rendono sterile quella stanza di monitoraggio, prendono i monitor e inizia una nuova amniocentesi… ma questa volta per svuotarmi completamente del liquido amniotico prima dell’intervento per ridurre al massimo la possibilità di bucare la sacca durante l’intervento!

L’intervento riesce perfettamente … Per una settimana dovevo stare nel letto con sotto la schiena un cuscino per tenere in alto il più possibile l’utero e non potevo urinare prima di 4 ore… un delirio!!!!

Vengo dimessa dopo una settimana con una precisa cura da seguire, pastiglie, punture, ovuli … ecc. ecc. Tanto che un giorno sono andata dal mio medico e nel giro di qualche minuto sapevo già farmi le punture da sola!

Essendo l’ospedale lontano da casa 50 km il mio fantastico ginecologo mi ricovera 3 settimane prima del termine per farmi partorire … “Ossitocina” mi dice, “vedrai che nel giro di qualche ora tu partorisci!”. Beh, a quel punto il mio bambino non ne voleva proprio sapere di uscire, e dopo 12 ore di travaglio mi hanno fatto un cesareo!

Dopo il parto il ginecologo viene in stanza e mi dice: “Ritienilo un miracolo! Casi come il tuo in tutta la mia carriera ne avrò salvati due, al massimo tre!”

Ve l’ho raccontata molto brevemente, ma semplicemente perché non riesco a trovare le parole adatte per tutti i momenti che ho vissuto e per tutti i sentimenti che ho provato, per la gioia e il dolore, per lo stupore e per quello che ho finalmente provato quando me lo hanno appoggiato sul ventre… non ci sono parole!

L’ho chiamato Gabriele, perché leggendo il libro dei nomi Gabriele è “Eroe con l’aiuto di Dio” … e lui lo è!

di Connie

(storia arrivata sulla nostra pagina Facebook)

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