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Il mio compagno in ospedale il giorno dopo del parto. Un incubo con il lieto fine

di mammenellarete - 09.07.2014 - Scrivici

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Ciao a tutti, anche io vorrei raccontarvi la mia storia. Comincia tutto nel Giugno 2012, conosco mio marito ed è amore a prima vista. Lui, 26 anni, ragazzo ribelle, di strada, ha perso i genitori quando era piccolino. Io, 20 anni, ragazza casa- scuola, tranquilla e spensierata con una vita serena. Da quando ho conosciuto lui la mia vita è totalmente cambiata,

abbiamo dovuto affrontare un sacco di problemi e per fortuna l'amore ha sempre vinto su tutto.

 

Andiamo a convivere verso ottobre e a marzo rimango incinta.

 

La gravidanza procede a meraviglia, tutti felici di questo bambino in arrivo...

 

A 36 settimane il nostro bimbo ci fa uno scherzetto, arrivano le contrazioni di notte, corriamo in ospedale e....falso allarme!! :)

 

Arrivo così alla 40esima, iniziano le contrazioni di pomeriggio e mi dico "oddio eccole!!!" Iniziano a farsi frequenti, mi faccio una doccia e non passano... per le 20 arriva a casa mio marito e mi vede pallida. Lo avviso che il momento tanto atteso era arrivato. Lui sbianca e dal panico porta fuori in cane!

 

Rientra e mi dice "MA COME SONO?? DAI CORRIAMO!!". Bè per non farla lunga rimaniamo in ospedale 27 ore, non mi dilatavo e le contrazioni erano sempre più forti! Ho provato anche in vasca e niente... dopo ben 27 ore, alle 22.39 nasce il nostro angioletto!!

 

Penso: "è tutto finito, possiamo tornare a casa e festeggiare il Natale serenamente tutti insieme...", era la gioia più grande del mondo.

 

Ma tutta quella felicità svanisce in un attimo quando, il giorno d'uscita dall'ospedale, il mio compagno fa un bruttissimo incidente mentre mi stava venendo a prendere... ed ecco che crolla il mondo. Ad avvisarmi è stata l'ostetrica che mi ha fatto partorire. Mi dicono che l'hanno portato al Niguarda, quindi doveva essere grave.... Ma nessuno voleva dirmi niente, avevo appena partorito, potevo perdere il latte per lo spavento e dovevo pensare solo al mio bambino.

 

E adesso che faccio? Che faccio senza lui? Pensare al suo sguardo, alla sua gioia per l'arrivo di questo bambino.... E pensarlo lì solo, sull'asfalto e io non c'ero... immaginarlo così mentre il giorno prima rideva felice... Piango e cerco di farmi forza.

 

Poi arriva quella chiamata. "Sta bene, è sveglio e ha riconosciuto tutti!"

 

Santo Cielo Grazie! Ha passato i 20 giorni successivi in ospedale per varie ossa della faccia frantumate, ha subito un operazione di 6 ore per ricostruire tutto il viso. Ma era ancora tra noi e quella era la forza più grande in me.

 

20 giorni di sofferenza, non sapevo come sarebbe andata a finire, mi mancava tanto..

 

20 giorni tra casa-ospedale per vederlo e fargli vedere il suo bimbo.

 

Ma pensare che poteva andare peggio mi mette ancora i brividi.

 

Adesso sta bene, sono passati 7 mesi da quel brutto ricordo e si vive il suo pupino come fosse il gioiello più grande... anzi, lo è! :P

 

Siamo felici, è un papà perfetto, presente e attento.... Non potevo chiedere di meglio!

 

Da lassù sono sicura che qualcuno ci protegge.

 

di Sabrina

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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