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Ho contratto la listeria in gravidanza: ma il mio piccolo guerriero ce l'ha fatta

di mammenellarete - 21.11.2017 - Scrivici

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Fonte: Ipa
Ero di 33 settimane quando una notte ebbi un forte mal di schiena e una piccola perdita. Andai di corsa al pronto soccorso. Il battito c'era ma il piccolo non si muoveva. Mi fecero il cesareo d'urgenza. E poi la diagnosi: avevo contratto la listeria e l'avevo passata al piccolo. Rimase 16 giorni in terapia intensiva poi iniziò il percorso con la neuropsichiatria infantile. E' stata dura, ma il mio guerriero ce l'ha fatta e ora ha 6 anni. 

Novembre 2011 mio marito si rompe il ginocchio giocando a calcio.

Così iniziamo a valutare subito la sua operazione, perché io sono incinta di 33 settimane e tra poco nascerà nostro figlio.

In quei giorni notai che il bambino si muoveva poco, ma visto che dovevo badare a mio marito, forse era solo perché non ci stavo molto attenta.

La notte ebbi un gran mal di schiena e una perdita minuscola.

Andai di corsa in ospedale. Fortunatamente avevo già scelto di partorire in un centro attrezzato con tin.

Lì mi fanno il tracciato ma niente. Flebo e niente. La ginecologa mi dice che c'è battito ma non capiscono perché il bambino non si muova. "È meglio farlo nascere così vediamo cosa non va".

Ero talmente stralunata che la ginecologa dovette ripetermelo tre volte!

Ho visto in un lampo correre tutti per il mio cesareo d'urgenza, quella era una giornata di cesarei programmati e hanno bloccato tutto per me.

La settimana dopo avrei dovuto fare la visita con l'anestesista. Ma non ho fatto in tempo, così l'ho fatta già sdraiata sul lettino mentre entravo in sala operatoria.

Non ho sentito piangere il mio bambino quando è nato, non lo ho visto. Non ho chiesto, avevo paura. Ho pochi ricordi delle ore successive. Ma ricordo benissimo il pediatra quando venne in camera mia per parlarci. Il suo volto. Come si tolse gli occhiali e si sedette. Quell'istante lo ricorderò a vita. La situazione era grave.

Avevo contratto la listeria passandola poi al bambino. Ci dice che è balorda e che non sa se mio figlio sopravvivrà. Ci dice ne deve superare i giorni.

Interminabili. Io ero bloccata a letto, con la febbre, catetere e sotto antibiotici. Chiedevo alle infermiere se mio figlio era vivo. E chiedevo il tiralatte, volevo il latte, era l'unico modo per dirgli "la mamma c'è". E io ero così vuota. Ho visto mio figlio dopo tre giorni. Mio marito gli faceva le foto. Prima si vedevano le cannule ovunque, poi tra i fili vedevo le manine, quei piedini minuscoli e quel visino che sì era proprio come quello visto nell'ecografia 3D.

È nato il 1° dicembre. 2,320 kg di tenacia. Me lo disse un dottore di pediatria:

"i bambini che vogliono vivere si vedono" era così tenace che al secondo giorno con tanta fatica si levò la cannula dell'ossigeno dal naso. Non la voleva proprio!!! Per 16 giorni è stato in terapia intensiva. Era fuori pericolo ma la strada era lunga. Perché la lysteria può aver compromesso tanto.

E inizia il percorso con la neuropsichiatria infantile. E anche qui puoi trovare l'inferno o il paradiso, dipende dalle persone. Io all'inizio ho trovato l'inferno. "Il bambino non va bene" " vede? Dovrebbe già essere attratto da altre cose" e per mesi faccio 40 km ogni settimana per portarlo ai controlli ed altri giorni alla terapia.

Alla terapia mi spezzava il cuore. Proprio non ci voleva stare con quelle operatrici. Non gli piacevano. Così mi rivolsi a un altro distretto. Qui seppero interagire con lui decisamente meglio.

Le terapie non erano così traumatiche. In fondo doveva fare della ginnastica, esplorare il mondo. Perché quello non gli veniva molto bene. Però il mio tenace guerriero ce l'ha fatta. Ha detto mamma a 10 mesi (parlava!!!!) ha iniziato a gattonare e poi a camminare. Ora ha 6 anni, va in prima elementare. Ha un carattere aperto e dolce. Fiducioso della vita. Sono contenta sia così. È stato molto medicalizzato e avevo paura che il suo carattere potesse rispecchiare le difficoltà incontrate alla nascita.

Ogni tanto qualche medico mi dice: " ci può essere un lascito della lysteria, sa signora i bambini prematuri ne risentono sempre se poi c'è stata anche l'infezione....". Ma lui è un guerriero e so che ce la farà.

Mamma Donata

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