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Figlio unico oppure no?

di Saby - 07.01.2014 - Scrivici

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Quando è nato mio figlio, dopo un lungo travaglio e un parto difficile la mia prima esclamazione in sala parto è stata: " Dottore, io non le dico che non farò più figli". Lui sorrise, prese il mio bambino e lo mostrò a mio marito che emozionato era accanto a me in sala parto. Uscita da quella sala parto ero confusa, impaurita, una felicità unica che però per i primi istanti non ho goduto in pieno. Come mai non riuscivo a sorridere? Come mai tutta quella gente intorno mi infastidiva?

Come mai mi sentivo smarrita, travolta da un uragano che non mi aspettavo di dover affrontare?

 

Era bello mio figlio, una testolina tonda e due occhi neri e grandi che a volte, tanto erano grandi, impressionavano anche me. Aveva ciglia lunghissime, se fosse stato una femminuccia sarebbe andato fiero degli occhi che pur non essendo azzurri facevano e fanno ancora un certo effetto quando li guardi. Ma piangeva mio figlio, piangeva tanto ed io dopo 18 ore di travaglio ero stanca, davvero molto stanca. Una stanchezza che mi annientò, ricordo ancora quel pianto che per tutta la notte tenne sveglio l'intero reparto.

 

Ma il dolore passa, le forze tornano,dicono che tutto si dimentica, che l'amore per i figli è più forte di ogni altra cosa.

 

Ed eccomi qua con un figlio che l'anno prossimo andrà in prima elementare, è diventato grande quel birbante, ha ancora occhioni grandissimi e lucenti e orgogliosa posso confermare che quel figlio è la copia di sua madre.

 

Ne ho fatta di strada da allora, con i miei pregi e i miei difetti ho cercato di dare il meglio come madre, si, ho sbagliato, amato, perdonato, chiesto perdono, travolta da un amore unico ho cercato e cerco di amare mio figlio in modo perfetto, cerco di proteggerlo e non fargli mancare nulla. Ora però quel figlio chiede un fratello e quella madre non ha abbastanza coraggio per dargliene uno.

 

- "Mamma, usando dici a tutti che hai una sorellina nella pancia" - "Ma io non ho una sorellina nella pancia!" Lui sorride, tocca il mio ventre ed io non posso che ingoiare quel misto di paura e colpa che mi rende fragile ed impotente.

 

Prima figlia di due genitori coraggiosi ho vissuto in una famiglia numerosa, unita, con radici solide, qualcuno potrebbe definire la mia famiglia una famiglia di altri tempi. Ora però mi ritrovo a fare a botte con il mio coraggio che dopo un esperienza difficile fatica a venir fuori.

 

Io con un figlio unico? No, non lo avevo messo in conto, eppure sono qua a chiedere a me stessa se sia giusto o no rimanere con un solo figlio, a chiedermi se sia giusto privare quel bambino della gioia di un fratello o una sorella, mi chiedo se il mio sia egoismo o solo paura di volare. (LEGGI: Figlio unico: la mia scelta)

 

Chissà, un giorno riuscirò a farmi travolgere ancora da quello strano ma grandioso desiderio di maternità. Forse un giorno, le manine tenere dei miei nipotini, l'insistenza di mio figlio e il coraggio di mio marito saranno l'input per provarci ancora.

 

Quel pancione che fa paura un giorno farà meno paura, lo devo a mio figlio, lo devo a mio marito, lo devo a me stessa, sino ad allora, rimarrò qua, a scrivere di un amore grande, a leggere storie di mamme comuni sperando di trovare in questo mare di coraggio il coraggio che ho perso io.

 

Sabina B.

 

Sull’autrice

Sabina è pugliese e madre di un bambino di 5 anni. E’ autrice della pagina facebook Io con mio figlio e del sito internet http://www.ioconmiofiglio.it

 

 

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