Home Storie Racconti di genitori

Festa del papà: ma chi è un buon padre oggi?

di Cinzia Parmi - 17.03.2014 - Scrivici

pap-due-figli.600
Riflessioni sull’essere padri oggi, tra autorevolezza perduta e padri che sono alla ricerca di una nuova identità.

Sono cambiati i tempi in cui i papà facevano paura ai figli e quando tornavano stanchi dal lavoro tutti stavano in silenzio. Sicuramente è una fortuna che oggi il rapporto padre-figlio sia cambiato ma forse, come sempre, quando si è in presenza di una svolta quasi “epocale”, difficilmente si riesce a trovare un giusto equilibrio tra quello che si era e quello che si sarà.

Si passa dal padre-padrone al padre orsacchiotto che più che essere un modello di vita per i propri figli diventa l’amico maggiore. Questa figura è nociva per l’adolescente quanto per i bambini più piccoli perché, si sa, i figli sono sempre alla ricerca di modelli da interiorizzare per poter crescere con valori profondi e non con regole imparate come se fossero delle poesie studiate a scuola, a memoria.

Intanto bisognerebbe distinguere il termine di autorità da autorevolezza.

Il primo è portatore di un’immagine di forza, di potere.

Il secondo, al contrario, non indica potere ma un riconoscimento nei confronti di una persona: io ti ascolto perché ti stimo, ti rispetto, hai per me un valore. L'autorevolezza è qualcosa di buono, un insieme di valori che si identificano o che dovrebbero identificarsi nel ruolo del padre. Allora il figlio si mette in ascolto di questo padre “nuovo” perché lo rispetta, vuole in un certo senso emularlo. Lo riconosce portatore delle tradizioni e della storia del passato ma di quella parte buona del passato.

I papà di oggi forse non hanno una fisionomia ben identificata, ma sono in fieri, ossia in divenire. C’è il papà coccolone che gioca troppo con i bimbi e si mette allo stesso loro livello; c’è quello che si sente in colpa perché magari ha lasciato la moglie e i figli per formarsi una nuova famiglia e per questo cerca in tutti i modi di riempire di “regali” suo figlio come a volersi liberare dai sensi di colpa che prova; c’è anche il papà che cerca di essere autoritario ma risulta spesso poco credibile in quanto le sue punizioni restano quasi sempre più una minaccia che una realtà.

Tra queste spinte contrapposte allora c’è da domandarsi come dovrebbe essere un buon padre di questi tempi. Sicuramente è un uomo che entra in relazione col figlio e che non pretende di avere tutte le certezze in tasca. Il buon padre è colui che insegna con l’esempio più che con la regola imposta.

Le regole spesso cadono anche nel vuoto se il genitore non sa conquistarsi l'autorevolezza di cui si diceva prima. Solo se il figlio riconosce nel padre una persona significativa sarà pronta a seguire ciò che egli dice.

Cinque regole per essere un buon papà

  • Insegnate con l’esempio che non c’è cosa migliore che cercare di costruire buone relazioni con quante più persone possibili.
  • Ditegli che ci si guadagna sempre facendo del bene perché ogni volta che si fa qualcosa di buono ci si sente felici mentre chi fa del male prova disagio e tristezza.
  • Ogni rapporto di amicizia e affettivo deve essere seguito e curato giorno dopo giorno come una pianticella bisognosa di cure e acqua.
  • Non importa se si sbaglia ma l’importante è ripartire sempre.
  • Insegnategli ad ascoltare le loro emozioni e a capirle perché solo così un uomo potrà vivere bene con se stesso e gli altri.

Sull’autrice

:-)

TI POTREBBE INTERESSARE