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Famiglie italiane a rischio povertà

di mammenellarete - 28.05.2012 - Scrivici

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Mamme e lavoro, cosa è cambiato durante questi mesi del governo Monti? Purtroppo niente di significativo e nonostante le belle parole che anche noi vi abbiamo raccontato, le mamme italiane continuano a lasciare il lavoro per accudire i propri figli e di conseguenza le famiglie sono sempre più povere. Alcuni mesi fa la redazione di Mamme nella rete ha raccolto le vostre esperienze e le vostre proposte per favorire il lavoro delle mamme e ha ascoltato il ministro Fornero fare delle proposte e degli esempi molti interessanti in merito, purtroppo ancora niente si è trasformato in realtà e l'Italia rimane sempre indietro rispetto alle politiche di conciliazione famigliare.

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Si è registrato un aumento di dimissioni nel settore dell'industria (1.030; +244) e del credito-assicurativo (270; +105), mentre vi è stato un calo nel commercio e nei servizi (1.358; -289), a conferma che la rigidità degli orari e dell'organizzazione del lavoro non favorisce la conciliazione fra famiglia e lavoro.

Il 60,2% delle lavoratrici aveva tra i 26 e i 35 anni, il 28,5% tra i 36 e i 45 anni e nel 56% dei casi le dimissioni sarebbero dovute alla difficoltà di prendersi cura dei figli a causa della carenza di servizi e della mancanza di una rete famigliare che possa supportare le mamme nella cura dei bambini.

Rita Brembilla, responsabile del Coordinamento Femminile Cisl Lombardia ha dichiarato: «Nonostante le risorse messe a disposizione da Regione Lombardia sul tema della conciliazione lavoro-famiglia, i numeri delle dimissioni non cambiano e i problemi di conciliazione continuano a rimanere tali. Occorrono progetti più incisivi e capaci di dare risposte alle famiglie e alle lavoratrici... In una situazione di crisi così pesante, non poter contare sulla tranquillità economica nella famiglia crea tensioni e preoccupazioni importanti e ricade soprattutto sulle donne il peso della rinuncia al lavoro e quindi alla propria autonomia». Questo dato evidenzia la presenza di forti discriminazioni di genere nel nostro paese e fa emergere un nuovo elemento di crisi molto grave: l'impoverimento delle famiglie italiane.

Secondo uno studio di Save the children, infatti, il 22,6% dei bambini che sono nel nostro paese è a rischio povertà perché vive in famiglie con un reddito troppo basso per garantire loro ciò di cui avrebbero bisogno per un sano e pieno sviluppo psichico, fisico, intellettuale e sociale.

«Quasi un minore su quattro oggi è a rischio povertà - avverte Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia -, il dato più alto degli ultimi 15 anni. Occorre subito approvare un piano organico di lotta alla povertà minorile da finanziare con risorse aggiuntive a quelle finora stanziate, portando al 2% del Pil gli investimenti per infanzia, famiglia e maternità, con una progressione che consenta di arrivare a 12 miliardi in più entro il 2020».

E la tua famiglia, come sta affrontando la crisi?

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