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Dopo la perdita di due gemelli, arriva la mia Vittoria

di mammenellarete - 17.04.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Questa è la storia di Miryam che ha perso due gemelli. Poi è arrivata Vittoria, una bimba guerriera che sta lottando sin dalla nascita.

In questo articolo

Dopo la perdita di due gemelli, arriva la mia Vittoria

Salve sono una mamma di soli 32 anni ma ne ho passate già parecchie.
Nell'aprile del 2022 scopro di essere incinta, un misto di felicità e gioia. Faccio la prima eco e mi dicono che sono gemelli. Felicità e paura ad un tratto mi hanno accolto solo perché ho un altro bimbo di tre anni.

A luglio faccio gli esami del sangue e ho un valore che non va bene. Faccio un controllo e inizio a sentire quelle famose parole che nessuna mamma vorrebbe mai sentirsi dire "Signora mi dispiace ma non c'è battito in nessuno dei due feti"

Il mio mondo inizia a crollare, sì a crollare, perché sapevo che ero malata e che avevo perso i bambini. Corro in ospedale mi prenotano il giorno per fare il raschiamento però mi tranquillizzano e mi dicono che può darsi che quel valore degli esami può essere solo uno scombussolamento di ormoni. 
Il 25 luglio faccio il raschiamento e mi sento svuotata. I miei bambini non erano più con me. Dopo 10 giorni ripeto gli esami del sangue e quel valore torna ad essere ok. 
Sono stati mesi infernali, anche perché intorno a me vedevo solo pance.

Ecco un segno, arriverà un arcobaleno

Il 4 febbraio del 2023 era il giorno in cui i miei gemelli dovevano nascere. Quella mattina mi affaccio dal balcone e davanti al portone vedo 2 palloncini a forma di cuore, uno rosa ed uno azzurro. Quei palloncini mi hanno stabilizzato e la sera compro un test. Eccole lì le due linee, i miei bambini mi avevano dato un segno.

La gravidanza procede benissimo. Il mio arcobaleno stava arrivando.

Il 2 ottobre inizio ad avere sangue, vado in ospedale. Il ginecologo mi visita, faccio il tracciato e mi manda a casa. Dopo qualche ora il sangue era più forte e torno in ospedale dove mi ricoverano per osservazione.

Ma non c'era nulla.
Il martedì mi dimettono, per poi io tornare il mercoledì per lo stesso motivo, di nuovo ricovero per poi giovedì essere dimessa.

Arriva il giorno della nascita della mia bimba arcobaleno. Il parto va benissimo, sento la mia principessa piangere, me la mettono al petto, è bellissima. La tempesta era finita, però la mia placenta non si stacca quindi fanno di tutto per attaccare la bambina al seno.

La mia principessa ciucciava ma la placenta è sempre lì... Dopo due ore io sono sempre in sala parto, la mia placenta è stata rimossa con una manovra.

Mio marito va a casa dal piccolo Mattia. Ed ecco che il mondo crolla nuovamente...

Mio marito ha avuto il tempo di arrivare a casa ed io l'ho chiamato per dirgli che la nostra principessa non respirava più, sì non respirava più. L'hanno rianimata, intubata e subito trasferita in un ospedale ad un centinaio di km solo per poterla mettere sotto ipotermia per 72 ore per poi poterla passare nella culletta termica...

Ma facendo la risonanza magnetica mi danno la notizia più terrificante... "Signora sua figlia ha una lesione cerebrale grave che prende tutta la parte motoria" Inizia a mangiare dal sondino perché non riesce a deglutire, viene aspirata continuamente. Fa pochissimi movimenti e quando li fa muove gli arti insieme. Ma comunque è viva, viva ma con una sofferenza che nessuna mamma vorrebbe vedere.

La nostra Vittoria, di nome e di fatto

Dopo 20 giorni la riportano in ospedale per un avvicinamento, così io posso andare sempre, quando voglio... Metto una corazza di forza ed inizio ad imparare ad aspirarla, darle da mangiare dal sondino. I primi mesi sono duri, lo sono anche adesso ma i primi mesi, la mia piccina decideva di arrestarsi per poi riprendersi.

Passano i mesi e va in un altro ospedale per poter fare la peg.

Un sondino sopra l'ombellico, un dispositivo per poter mangiare ma io non vedevo l'ora che tornasse di nuovo all'ospedale vicino perché in quell'ospedale non hanno seguito la terapia di mia figlia per l'epilessia e in questo ospedale inizia ad avere le crisi. Io inizio a sentirmi in colpa per non averle riconosciute e quindi subito trasferita in terapia intensiva pediatrica.

La vedevo pochissimo. Appena fatto la peg la bambina è stata nuovamente trasferita all'ospedale vicino.

La mia principessa è una guerriera ma di quelle guerriere che nessuno può immaginare. Lotta con forza ed io lotto con lei. Oggi ha 6 mesi e non ha mai visto la luce del sole, solo luci dell'ospedale e suoni dei macchinari e quando suonano quei macchinari si va in tilt. I suoni più brutti che non si scorderanno mai. Ho imparato a gestirla, ho imparato ad usare l'aspiratore, ho imparato ad usare la pompa. L'unica cosa che voglio imparare e vivermela a casa.
Lei è la mia Vittoria, di nome e di fatto...Vittoria 

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