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Diario di una famiglia che cerca di crescere i suoi figli in modo sano e sensato

di mammenellarete - 09.02.2010 - Scrivici

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La storia di Sabrina e Andrea inizia nel 1997 a Roma. Tredici anni e tre figli dopo sono una famiglia che lancia il suo “manifesto” in Rete attraverso il sito Vivere-semplice e spregiudicato. Mamme nella rete: Definite il vostro blog “il diario di una famiglia che cerca di crescere i suoi figli in modo sano e sensato”. Cosa significa? Sabrina: Se ascolti un discorso fatto da un gruppo di genitori, tra amici o al parco giochi senti sempre parlare del  benessere dei figli, di opportunità migliori, di possibilità di essere stimolati nei più vari settori: l’ultima che ho sentito è violino per bimbi di 4 anni e addirittura un corso di tip tap per bambini delle elementari.


Le parole che usiamo noi sono altre: sono cura e attenzione, e protezione dal surplus esagerato di stimoli e qualità delle esperienze sensoriali (da ciò che si guarda a ciò che si ascolta a ciò che si mangia) perché crediamo che questa sia una base sana di partenza a cui il bambino piccolo deve essere abituato. Tutto il resto viene dopo.

MNR: Cosa vi ha portato a scegliere una vita “semplice e frugale”?
S:
Abbiamo colto una sfida, procedere in direzione contraria per dimostrare a noi stessi e a chi ci sta intorno che “meno” non significa “poco” ma al contrario, “meno” significa “meglio”.
In un mondo in cui i soldi non bastano mai a nessuno, in cui il tempo è sempre poco e le cose da fare sono sempre troppe noi andiamo per sottrazione. Lavoriamo meno, guadagniamo meno, compriamo meno, viviamo in una casa più piccola di prima (e siamo più felici) e così si crea automaticamente il tempo per vivere una vita in cui siamo noi a decidere quello che si fa oggi. Facciamo il pane, ore e ore di passeggiate al parco (molto più economiche e salutari della palestra/piscina e di tutti i corsi che richiedono uno sforzo di spostamento e puntualità a orari decidi da altri..). Ci costruiamo giocattoli e vestiti e i nostri figli stanno sviluppando delle capacità motorie e manuali stupende, oltre ad una grande gioia del fare e un orgoglio nel riuscire a portare a termine progetti anche lunghi e laboriosi.

MNR: E' stata un'evoluzione “naturale” o ci sono aspetti che vi sono costati?
S:
Quello che ci costa di più e il giudizio degli altri. Ma anche in quel caso si tratta di un esercizio che ci aiuta ad essere più spregiudicati, ovvero più autonomi rispetto alle opinioni che gli altri hanno su di noi. C’e’ chi ci considera snob, fighetti alla moda o semplicemente strani. Ma noi siamo solo quello che vogliamo essere, ed è abbastanza faticoso spiegare agli altri questa cosa. Infatti abbiamo smesso di farlo. Viviamo e basta, poi c’e’ vivere-semplice, che e’ un luogo “neutro” dove riflettere e condividere le proprie scelte di vita.

MNR Cosa vuol dire vivere semplice e spregiudicato?
S:
A volte le cose semplici sono quelle più difficili da spiegare.

MNR: Che riscontro avete avuto dalla vostra “filosofia” in Rete?
S:
Abbiamo conosciuto tante persone affini con cui abbiamo stretto delle belle amicizie, si è creato un piccolo salotto di chiacchiere sincere, autentiche, di qualità. Mi scrivono anche tante persone in privato per chiedermi tante cose, è bellissimo. Anche se ultimamente comincio ad avere un po’ di sofferenza a passare troppo tempo davanti al computer e vorrei concretizzare un gruppo di persone con cui fare cose insieme, come un gruppo di mamme e bimbi per allattare insieme o fare yoga insieme. Vedremo se ci riuscirò. Il problema a Roma è che le persone stanno tantissimo davanti al computer a fantasticare su come la loro vita potrebbe essere più semplice ma la loro volontà scende raramente nell’azione, e se si tratta di andare a fare una passeggiata al parco cominciano a dire che fa freddo…

MNR: Che bilancio fate della vostra esperienza fin qui?
S:
Vivere-semplice è stato ed è un occasione quotidiana di riflessione, come un diario segreto non segreto, perché il bisogno di condividere le gioie della vita non può rimanere chiuso a chiave. Ad una persona che mi chiedeva che bisogno ho di mettere in scena la mia vita ho risposto che la mia vita è anche sua, se la vuole. Troppo spregiudicato? Io veramente non ho paura, io ho voglia di fondermi e confondermi con gli altri. L’individualismo non mi appartiene. Sento lo spirito del mio tempo e lo combatto. Perché un mondo di individualisti è un mondo di persone sole.

MNR: A chi consigliereste la vostra filosofia di vita? Quali sono i requisiti necessari?
S: Non è una filosofia di vita, è solo lasciar parlare il nostro personale buon senso e starlo ad ascoltare. Forse non è per tutti, ma non sono certo io che posso dirlo. Non ci sono requisiti, solo la capacità di ascoltarsi e di frenare questa brusca corsa contro il tempo che non si sa dove ci porterà, perché quando il tempo è finito, beh, vuol dire che siamo invecchiati ed è ora di cambiare aria. Ci conviene correre tanto?

MNR: Che cosa definisce il ritmo della vita a casa vostra?
S: Abbiamo fatto qualcosa che riteniamo importante ma che molti dei nostri amici considerano folle: scegliere la scuola dei nostri figli (e non farci scegliere dalla prima scuola sottocasa che era più comoda). Questo comporta 20 minuti di macchina la mattina che sono certo un sacrificio ma noi pensiamo ne valga la pena. E allora questa scelta ha finito per darci un ritmo nella vita del giorno, perché i bambini per svegliarsi sereni e senza fretta devono andare a letto presto e per andare a letto presto devono cenare presto, in modo da avere il tempo di fare tutto con cura e senza “sbrigati dai che fai tardi”: risultato? Cena alle 6.30, nanna alle 7.30. Per molti può sembrare una inutile costrizione ma per noi questo ha voluto dire imparare a coltivare il calore della casa e non stare in giro per la città fino alle 8 di sera tra spesa supermercato e attività pomeridiane (questi sono i ritmi di Roma). E in casa non ci si annoia più: si fa, si disfa, si trova uno spazio e un tempo per il gioco, la lettura, la preparazione al sonno. Invece di correre ci siamo messi a rallentare e cosi è nato il nostro tempo. Ora non ci possiamo più rinunciare a questo grande lusso che è il tempo, e d’estate quando si va a letto tardi e si cena spesso fuori o dagli amici godiamo anche di questo cambio di ritmo come ne godono le piante e gli animali che escono dal letargo.

MNR: Esistono delle priorità indispensabili?
S: Si, sarò banale ma l’amore, la cura l’attenzione sono indispensabili. E quello viene con la consapevolezza di se e del proprio obiettivo. Senza questo profondo lavoro quotidiano su se stessi arrivano senza neanche accorgersene le urla, i litigi, la fretta, la voglia che arrivi presto la babysitter per poter scappare, là fuori, dove i bambini non possono arrivare.

MNR: Come vi immaginate tra vent'anni?
S: Saremmo molto fortunati se potessimo avere uno stuolo di nipotini (tutte femmine) di cui occuparci. O forse chissà, sarò una vecchia maestra di scuola Steiner che non ha voglia di andare in pensione. Coltivo il sogno di aprire un asilo nido di ispirazione steineriana, visto che ancora questa pedagogia non prevede l’esistenza dell’accoglienza dei bambini prima dei 2 o 3 anni. Ma mi sembra doverono accogliere le esigenze di tutte le mamme, anche di quelle che per bisogno o per scelta vogliono affidare i loro bambini alle cure di terze persone. L’importante è la qualità dell’accudimento, non solo l’età del bambino.

Grazie per averci offerto un momento di riflessione e... i nostri migliori auguri per nipoti femmine!

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