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Come il padre può aiutare nella depressione post partum

di mammenellarete - 14.10.2011 - Scrivici

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Grazie al contributo di Paternità Oggi, riflettiamo su come il papà del nuovo nato possa essere di supporto quando la madre è colpita dal baby blues. Il ritorno a casa di una coppia con un bambino è un momento speciale,  il primo in cui si realizza che è nata una nuova famiglia. Sarebbe auspicabile che questo nucleo riuscisse a prendersi dei giorni per stare insieme e adattarsi a questa nuova dimensione in modo naturale e sereno, senza troppe intromissioni da parte di altri membri della famiglia.

Con i giorni che passano, generalmente il neo papà rientra a lavorare e la mamma si ritrova concentrata tutto il giorno sul proprio bambino. La neo-mamma manifesterà stanchezza, soprattutto se il bambino fatica dormire o se piange molto, di conseguenza sarà maggiormente irritabile e poco propensa a riuscire a pensare ad altro.

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Così malgrado tutti gli sforzi che un uomo possa fare, le discussioni per il nuovo assetto familiare si verificheranno ugualmente. Potrà capitare spesso che la neo mamma esausta riverserà sul papà tutta la sua stanchezza o difficoltà. Il padre potrà essere accusato di non aiutare in casa, di non essere presente, di non interessarsi al bambino, di non svegliarsi la notte, di non capire. Spesso non è così, ma la mole di lavoro e la stanchezza materna inducono la donna a chiedere aiuto al marito usando parole non proprio consone al momento. Non è detto che si tratti di depressione post partum conclamata, ma il sentimento di tristezza dei primi giorni da mamma non deve essere trascurato.

È importante che il neo papà contribuisca in modo pratico:

  • con i lavori domestici, l’organizzazione familiare e l’accudimento del bambino, ridimensionando il carico di lavoro esterno possibilmente programmandolo con anticipo;
  • ritagliandosi dei ruoli precisi di cura del bambino (il ruttino, il cambio del pannolino, il bagnetto…): prima si crea un legame significativo tra il papà e il figlio, prima si permetterà loro di diventare figure fondamentali quanto la madre, creando un legame unico.

Con il tempo il figlio inizierà a farsi conoscere e a prendere dei ritmi; di conseguenza la madre riuscirà a ritagliarsi del tempo per recuperare le energie e, più rilassata, ad esprimere i suoi bisogni con maggiore chiarezza non più dettati dalla pressione del momento.

E’ per questo che è fondamentale parlare, chiarirsi, cercare delle piccole soluzioni, che spesso consentono ai padri di aiutare di più la mamma e alle madri di ascoltare anche le esigenze del marito.

Chiaramente anche la donna deve trovare e sforzarsi di trovare l'equilibrio per appieno l'uomo nell'esperienza della paternità, senza escluderlo, senza pensare di essere la sola in grado di prendersi cura del figlio ed accettando modi diversi dal suo di accudire e relazionarsi col bambino. Questo infatti, oltre a migliorare il suo benessere pone le basi per favorire ottimali interazioni familiari.

Foto: Flickr

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